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Atto a cui si riferisce:
C.5/00478 dopo circa un secolo di servizio, la linea ferroviaria Sicignano-Lagonegro è stata chiusa nel 1987 per consentire l'elettrificazione della linea Battipaglia-Potenza, e sostituita con...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 11 luglio 2013
nell'allegato al bollettino in Commissione IX (Trasporti)
5-00478

Rispondo congiuntamente agli atti di sindacato ispettivo n. 5-00118 del deputato Iannuzzi e n. 5-00478 del deputato Bergamini, in quanto vertono su analogo argomento.
Gli Onorevoli Interroganti sono a conoscenza del fatto che nel marzo 1987, in occasione dell'interruzione all'esercizio della linea Battipaglia-Potenza-Metaponto, effettuata per consentire la realizzazione degli interventi di elettrificazione e di adeguamento della sagoma di libero transito, fu contemporaneamente interrotto il servizio ferroviario anche sulla linea diramata «Sicignano degli Alburni-Lagonegro», con introduzione di autoservizi sostitutivi su gomma.
All'atto del ripristino dell'esercizio ferroviario sull'asse principale Battipaglia-Potenza, come riferisce la società Ferrovie dello Stato, non fu possibile riaprire all'esercizio la linea in questione, poiché mancavano i necessari livelli di sicurezza sulla stabilità e protezione della sede: in particolare erano presenti evidenti fenomeni di dissesto in alcune gallerie.
Nel 1999, a seguito di specifica richiesta dell'allora Ministero dei trasporti e della navigazione, la Società Ferrovie dello Stato elaborava uno studio volto ad individuare gli interventi necessari per il ripristino della linea «Sicignano degli Alburni-Lagonegro», al fine di quantificarne l'onere economico e le conseguenze che ne sarebbero scaturite sul piano finanziario per la stessa società Ferrovie dello Stato.
Tale studio evidenziava diverse criticità, tra le quali un modesto volume di traffico acquisibile dalla modalità ferroviaria, la necessità di un servizio integrato treno + bus per collegare alle stazioni i diversi centri abitati non situati in prossimità delle linea ferroviaria, nonché risultati economico-finanziari fortemente negativi.
In tale quadro, Rete ferroviaria italiana (RFI), già nel 2002, provvedeva a comunicare all'Assessore ai trasporti e viabilità delle Regione Campania lo scarso interesse per la riattivazione dell'esercizio ferroviario sulla linea in questione.
Successivamente, l'articolo 1, comma 1, lettera b), della legge n. 376 del 2003 autorizzava, per il ripristino della tratta in esame, la spesa di 5 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005 (complessivi 15 milioni di euro).
Nel maggio 2005 RFI, nel ravvisare l'insufficienza delle risorse per la completa realizzazione degli interventi, evidenziava la necessità di valutare più compiutamente il costo dell'intervento.
Al riguardo, la Provincia di Salerno, con delibera n. 869 del 10 ottobre 2005, provvedeva ad approvare il programma di investimenti triennale 2006-2008, con un impegno di 25 milioni di euro per il ripristino della tratta Sicignano-Lagonegro.
Inoltre, la stessa Provincia, in data 20 dicembre 2005, nel riaffermare il proprio interesse alla realizzazione del suddetto collegamento ferroviario, si impegnava a produrre, entro il febbraio 2006, uno Studio di fattibilità per definire i costi di ripristino e di gestione della tratta.
Sempre nel dicembre 2005, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e RFI hanno siglato un Accordo Procedimentale volto ad evitare i termini di perenzione del contributo statale di cui alla citata legge n. 376 del 2003; con detto accordo veniva stabilito che entro il 2006 RFI avrebbe esaminato il suddetto Studio di fattibilità e, in relazione all'entità del cofinanziamento da parte delle Regioni e degli Enti locali interessati, avrebbe inserito l'intervento di ripristino della linea nell'aggiornamento 2006 del Piano di priorità degli investimenti evidenziando costi, risorse disponibili e fabbisogno finanziario.
Secondo i meccanismi previsti nel Contratto di Programma 2001-2005, il Piano di priorità sarebbe stato sottoposto ai Ministeri competenti (MIT e MEF) per valutazioni circa l'inserimento dell'intervento negli Addenda al Contratto.
Tuttavia, lo studio della Provincia non è stato pubblicato e, conseguentemente, le risorse di cui alla legge n. 376 del 2003 non sono state attivate.
Anche il Contratto di Programma 2007-2011 – parte Investimenti – ed i successivi aggiornamenti non hanno mai previsto azioni o risorse finanziarie per il ripristino della linea o parte di essa.
Nel 2007, la Regione Campania ha sviluppato uno studio di fattibilità e ha valutato gli oneri degli interventi di ripristino e messa in sicurezza della linea, stimando un fabbisogno di risorse al minimo pari a 360-400 milioni di euro.
Informo, da ultimo, che nello scorso mese di maggio RFI ha avviato un nuovo studio di fattibilità, che sarà completato entro il prossimo mese di ottobre; tale studio dovrà tenere conto delle condizioni normative e tecnologiche previste dall'attuale nuovo contesto normativo dell'esercizio ferroviario, in particolare dell'applicazione degli standard di interoperabilità e delle norme per la sicurezza delle gallerie ferroviarie.
Assicuro che il Governo seguirà con rinnovato impegno l'evolversi della questione, al fine di individuare possibili soluzioni volte a superare le numerose criticità connesse al ripristino del servizio ferroviario lungo la linea Sicignano degli Alburni-Lagonegro.