• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/01379 la relazione dell'Unione sulla lotta alla corruzione – 2014 stigmatizza il ritardo dell'Italia nella lotta alla corruzione e all'infiltrazione delle organizzazioni criminali, soprattutto per...



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-01379presentato daDAGA Federicatesto diVenerdì 20 marzo 2015, seduta n. 396

DAGA, BUSTO, DE ROSA, MANNINO, MICILLO, TERZONI, ZOLEZZI e VIGNAROLI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:
la relazione dell'Unione sulla lotta alla corruzione – 2014 stigmatizza il ritardo dell'Italia nella lotta alla corruzione e all'infiltrazione delle organizzazioni criminali, soprattutto per quanto riguarda i grandi appalti;
nell’iter decisionale di approvazione delle opere, dei piani e dei programmi, le procedure ambientali (VIA-VAS) costituiscono un momento nevralgico e di particolare delicatezza, anche per la possibilità per il pubblico di partecipare alla decisione secondo quanto previsto dalla convenzione di Aarhus;
per la valutazione dei progetti, degli studi ambientali e delle osservazioni pervenute da enti, associazioni e singoli cittadini, e istituita la commissione nazionale VIA-VAS, con nomina del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare (articolo 8, decreto legislativo n. 152 del 2006 e articolo 12 legge n. 116 del 2014);
la commissione esamina praticamente tutte le opere e i piani di rilevante interesse che vengono proposte dallo Stato o da privati in Italia, per un valore complessivo di diverse decine di miliardi di euro ogni anno, costituendo uno snodo delle politiche economiche e ambientali dell'intero Paese;
la commissione per le opere lineari può decidere sui tracciati, chiedendo e/o suggerendo e/o imponendo varianti di percorso, con conseguenze sul valore degli immobili e delle proprietà;
il piano triennale per la prevenzione della corruzione 2014-2016 del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare evidenzia a pagina 28, nella parte dedicata all'analisi dei rischi di corruzione, che le procedure di VIA-VAS nazionali sono connotate da rischi in relazione: alla discrezionalità delle decisioni; alla portata economica delle scelte; alla capacità di pressione di gruppi interessati alla decisione;
nonostante tali criticità il piano sopra richiamato non assegna valori, ad avviso degli interroganti, adeguati di rischio alle varie fasi decisionali connesse alla valutazione di impatto ambientale e alla valutazione ambientale strategica e fa riferimento, come misure da intraprendere, soprattutto alle modalità di nomina dei membri della commissione e alla sottoscrizione di auto-certificazioni relative al profilo del conflitto di interessi e allo status del singolo membro rispetto ad eventuali situazioni che possono determinare condizioni di inconferibilità dell'incarico;
l'analisi dei curricula disponibili sul sito del Ministero dei membri uscenti e una breve analisi di fatti di cronaca che hanno coinvolto membri della commissione paiono confermare le preoccupazioni citate nel piano triennale, anche se in quest'ultimo non sono rintracciabili le informazioni che, pur essendo di facile reperibilità, sono qui riportate;
due membri sono stati sostituiti nel 2014 dopo il loro arresto per appalti sulle bonifiche (Luigi Pelaggi, già capo della segreteria tecnica del Ministro) e per gli appalti dell'alta velocità (Gualtiero Bellomo);
un caso ancora più eclatante riguarda il dottor Vincenzo Ruggiero. Il suo curriculum disponibile sul sito del Ministero riporta la data di nascita; il 20 agosto 1959 e la professione, commercialista. Il dottor Ruggiero risulta essere stato «componente il colleggio sindacale» (testuale nel curriculum) di varie società;
il dottor Ruggiero, secondo il curriculum, risulta essere stato membro della commissione tra il 2005 e il 2007 e poi dal 2008 ad oggi. Nel 2008 la prefettura di Reggio Calabria, nella relazione d'accesso per la procedura di scioglimento del consiglio comunale di Gioia Tauro per infiltrazioni mafiose (httig://www.genovaweb.org) definiva Vincenzo Ruggiero, commercialista, nato il 20 agosto 1959, come individuo «fortemente sospettato di essere asservito alla cosca Piromalli-Molè-Stillitano...». A sostegno di tale valutazione la prefettura riportava una serie di informazioni sulla fedina penale del membro della commissione VIA-VAS e dei suoi parenti più prossimi, diversi dei quali accusati di reati gravissimi, tra cui associazione per delinquere;
la stessa Commissione d'inchiesta parlamentare «anti-mafia» nella relazione sullo stato della lotta alla criminalità organizzata in Calabria, anno 2000, a pagina 151 nel paragrafo dedicato al caso del comune di Gioia Tauro (http://legislature.camera.-it/ dati/leg13/lavori/doc/xxiii/042/d060.htm), riportava con grande enfasi il provvedimento del GIP di Reggio Calabria dell'11 gennaio 1999 contro la cosca Piromalli in cui risultavano indagati per il reato di cui all'articolo 416-bis del C.P.P. un tal Vincenzo Ruggiero, nato il 20 agosto 1959, sia due suoi parenti;
recentemente, secondo quanto riportato in un articolo di stampa dal titolo «Gioia Tauro, un nuovo pentito svela i segreti dei Molè (http://ildispaccio.it/dossier/58646-qioia-tauro-rc-un-nuovo-pentitosvela-i-segreti-dei-mole) il pentito Mesiani Mazzacuva avrebbe dichiarato al sostituto procuratore Roberto Di Palma della direzione distrettuale antimafia che «Dai Molè, Mesiani Mazzacuva sarebbe stato schiacciato. Avrebbero preteso soldi e avrebbero ingerito nelle dinamiche societarie, “consigliando” anche il commercialista Vincenzo Ruggero.» (senza «i» nell'articolo);
il dottor Vincenzo Ruggiero risulta dal sito www.va.minamiente.it aver sottoscritto decine di pareri per progetti quali, a mero titolo di esempio, la TAV Torino Lione Nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione, parte comune in territorio italiano nel 2011; il corridoio autostradale dorsale Civitavecchia-Orte-Mestre - tratta E45-E55 Orte-Mestre; l'autostrada Salerno-Reggio Calabria – dal chilometro 139+000 al chilometro 185+000; il gasdotto SNAM Sulmona-Foligno; lo stoccaggio Gas S. Benedetto del Tronto; l'autostrada A1 Milano-Napoli – ampliamento alla quarta corsia tratto Milano Sud (Tangenziale Ovest)-Lodi; realizzazione della linea AV/AC Firenze-Bologna-Ritombamento del ramo b) della finestra Carlone;
un altro membro, Vincenzo Sacco, che i mezzi di comunicazione riportano essere amico del politico Marcello Dell'Utri, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, risulta essere stato indagato per corruzione (http://www.ilquotidanodellabasincata.it) assieme a Dell'Utri e a Marino Massimo De Caro, cognato del Sacco e noto per la vicenda della Biblioteca dei Girolamini di Napoli, per il progetto Geogastock approvato dalla Commissione VIA stessa (http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/MetadatoDocumento/44284) con parere DSA-2008-0030239 sottoscritto anche dal Sacco;
un altro membro l'ingegnere Antonio Castelgrande, che, secondo quanto riportato dal quotidiano l'Unità nel 2004, risultava essere nell'elenco della Loggia P2 con tessera n. 956;
un altro membro l'ingegnere Silvio Bosetti risulta direttore generale dello staff della Energy Lab Foundation (secondo il sito della fondazione stessa), struttura di cui sono socie la Fondazione Edison e la Fondazione AEM del Gruppo A2A9;
l'ingegnere Bosetti risulta aver firmato il parere positivo per la centrale Edison di Pianopoli (Catanzaro) n. 1412 del 20 dicembre 2013, il parere positivo all'esclusione dalla V.I.A. n. 1431 del 31 febbraio 2014 per un progetto del gruppo A2A per la centrale di Monfalcone e, infine, il parere positivo n. 1424 del 17 gennaio 2014 per un progetto del gruppo A2A per la centrale Lamarmora;
un altro membro, secondo quanto riportato dal settimanale L'Espresso il 27 settembre 2013 in un articolo dal titolo «Larghe intese, larghi affari» a firma di Lirio Abbate, l'ingegnere Mauro Patti, avrebbe avuto con l'altro membro della commissione VIA Gualtiero Bellomo (arrestato e sostituito, come detto, nella commissioni a seguito dell'inchiesta TAV di Firenze) «affari in comune relativi a coinvolgimenti in progetti di valutazione della stessa VIA di cui fanno parte»;
un altro membro, il professore Antonio Grimaldi risulta essere direttore tecnico e azionista di maggioranza (http://www.oice.it) della Progin spa, una grande società di progettazione (attiva, tra l'altro, sulla TAV Torino-Lione), con un lungo elenco di lavori pubblici e grandi opere (http://www.progin.it). La Progin cura per Italferr la progettazione definitiva di un intervento di una grande opera della legge obiettivo (ferrovia RHO-Parabiago e raccordo Y) che ha ottenuto la compatibilità ambientale con parere della Commissione V.I.A. nazionale, sottoscritto anche dal professore Antonio Grimaldi, n. 1509 del 23 maggio 2014. Il professore Grimaldi risulta essere professore dal 1982 presso l'Università di Tor Vergata. Dal curriculum del professore Grimaldi risulta anche una collaborazione professionale con il gruppo Vianini per il supporto alla direzione lavori per i lavori presso la facoltà di ingegneria –:
se il piano anti-corruzione 2014-2016 del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con le sue scarne indicazioni, sia adeguato rispetto alla prevenzione della corruzione e dell'infiltrazione presso uno snodo centrale delle grandi opere e piani e programmi nazionali quale la commissione VIA-VAS;
se siano state approfondite le notizie riportate dalla stampa circa un potenziale conflitto di interessi dell'ingegnere Mauro Patti;
se, prima dell'esame dei progetti, sia stata verificata la posizione dell'ingegnere Antonio Grimaldi circa un potenziale conflitto di interessi;
se sia stata verificata la posizione dell'ingegnere Bosetti rispetto al suo ruolo di direttore generale della Fondazione Energy Lab partecipata da due società che hanno ricevuto pareri favorevoli (e susseguenti provvedimenti di compatibilità ambientale), anche in relazione ad eventuali dichiarazioni circa l'insussistenza di posizioni di conflitto di interessi;
quali misure di trasparenza intendano adottare sul normale funzionamento della commissione VIA-VAS, come, a mero titolo di esempio, la pubblicizzazione delle sedute della commissione e dell'ordine del giorno, la possibilità di fare audizioni pubbliche, l'attuazione delle norme già esistenti ma mai attuate sulle inchieste pubbliche, per le procedure di VIA (articolo 24, comma, 6 del decreto legislativo n. 152 del 2006);
se non si ritenga di applicare, al fine di rafforzare la prevenzione del conflitto di interesse, forme di trasparenza relativamente al patrimonio e agli incarichi professionali e associativi, sia dei membri della commissione sia dei familiari più prossimi e degli eventuali partner professionali;
se siano previste forme di verifica, anche a campione, delle dichiarazioni rilasciate circa l'inconferibilità e il conflitto di interessi nonché degli incarichi professionali dei membri nei momenti appena successivi al termine dell'incarico;
se siano previste forme periodiche di controllo, anche con l'ausilio delle banche dati delle forze dell'ordine, per verificare i requisiti di onorabilià dei candidati e dei membri nominati e prevenire rischi di infiltrazione della criminalità organizzata. (3-01379)