• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.5/00510 gli scavi archeologici di Pompei hanno restituito i resti dell'antica città romana di Pompei, presso la collina di Civita, distrutta tragicamente a seguito dell'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.....



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-00510presentato daMUCCI Maratesto diMercoledì 17 luglio 2013, seduta n. 55

MUCCI, PRODANI, CRIPPA, FANTINATI, DA VILLA, RIZZETTO, DELLA VALLE, VALLASCAS. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per i beni e le attività culturali, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:
gli scavi archeologici di Pompei hanno restituito i resti dell'antica città romana di Pompei, presso la collina di Civita, distrutta tragicamente a seguito dell'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.. L'improvvisa pioggia di cenere e lapilli e lo spesso strato di polvere che ne è risultato hanno cristallizzato nel tempo l'intera città e la sua tragedia preservandoli nei secoli. Riportata in superficie è diventata il secondo sito archeologico più visitato al mondo;
il sito di Pompei, che nel primo decennio del nuovo millennio è risultato essere nel 2010 il secondo sito archeologico italiano per numero di visitatori (preceduto solamente dal sistema museale che comprende Colosseo, Foro Romano e Palatino);
nel 1997, l'UNESCO per preservarne l'integrità e sottolinearne l'importanza, le rovine, gestite oggi dalla soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei, insieme a quelle di Ercolano ed Oplontis, le ha dichiarate Patrimonio Mondiale dell'Umanità. L'Unesco ha finora riconosciuto 981 siti (759 beni culturali, 193 naturali e 29 misti) in 160 Paesi. L'Italia ne ha il maggior numero, 49. Il Comitato ha deciso di iscrivere tale area sulla base dei criteri culturali considerando che gli straordinari reperti delle città di Pompei, Ercolano e delle città limitrofe, sepolte dall'eruzione del Vesuvio del 79, costituiscono una testimonianza completa e vivente della società e della vita quotidiana in un momento preciso del passato, e non trovano il loro equivalente in nessuna parte del mondo;
nel primo mattino del 6 novembre 2010, è crollata la Schola armaturarum, la scuola dei gladiatori, a causa di gravi cedimenti strutturali. I lavori per la ristrutturazione sarebbero dovuti iniziare a breve visto che in molti ne iniziarono a denunciare il pericolo crollo da qualche tempo;
il 1o dicembre 2010 cedono due muri della casa del Moralista, fortunatamente entrambi senza affreschi. Gli esperti affermano che tali eventi siano imputabili alle insistenti precipitazioni e che purtroppo possono accadere dato che gli edifici hanno più di 2000 anni;
due video inseriti nel 2010 dalle guide turistiche sul canale Radiophoto di Youtube, intitolati «Viva Pompei», denunciano con le immagini come, ogni giorno, inestimabili reperti archeologici, l'unica vera grande ricchezza italiana, finiscono in malora;
lo scorso 28 giugno 2013 sono circa 500 i turisti rimasti bloccati in mattinata all'esterno degli scavi di Pompei (Napoli), i cui ingressi sono stati chiusi a causa di un'assemblea sindacale indetta da Cgil, Cisl e Uil e che interessa anche i siti archeologici di Ercolano, Oplontis, Stabia e Boscoreale;
i sindacati, impegnati in una dura vertenza sugli organici, pagamento di arretrati e blocco del turnover, rispondono alle accuse: «Non vogliamo creare un disagio, ma migliorare il modo di lavorare e la fruizione del nostro patrimonio», sostengono Cgil, Cisl e Uil. Le agitazioni sono state sospese dopo un incontro con il segretario generale Antonia Pasqua Recchia (i sindacati si sono detti «soddisfatti») e fino all'incontro col Ministro Massimo Bray fissato senza eccessiva urgenza per l'8 luglio 2013;
i turisti, equamente suddivisi attorno ai tre varchi di ingresso, hanno atteso il termine dell'assemblea. A quanto si apprende, i visitatori in attesa erano per la maggior parte turisti non appartenenti a gruppi organizzati. I crocieristi e le guide con diverse persone, ipotizzano i più esperti, hanno preferito tenere lontani i grandi gruppi dagli scavi di Pompei per evitare le scene viste anche di recente, con migliaia di turisti in attesa in fila all'esterno dei cancelli chiusi;
Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione nazionale italiana per l'Unesco, fa notare che sciopero e code a Pompei «sono un danno per il Paese» e continua ricordando che Pompei è tra i patrimoni dell'Umanità e l'umanità ne deve poter fruire;
in seguito ai fatti di venerdì 28 giugno l'Unesco dichiara una situazione allarmante su Pompei tragica per l'immagine del nostro turismo nel mondo: assemblee sindacali e chiusure al mattino a Pompei (cinquecento turisti in attesa), Ercolano, Oplontis, a Milano alla Pinacoteca di Brera e al Cenacolo Vinciano, a Firenze agli Uffizi e alla Galleria dell'Accademia, a Roma a Palazzo Barberini, Pantheon, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Museo Etrusco, Pantheon, (non il Colosseo dopo le chiusure dei giorni scorsi e le file di turisti furiosi);
il Governo italiano ha tempo fino al 31 dicembre 2013 per adottare misure idonee per Pompei e l'Unesco ha tempo fino al 1o febbraio 2014 per valutare ciò che farà il Governo italiano e rinviare al prossimo Comitato mondiale 2014 ogni decisione;
in particolare, nella relazione del gennaio 2013 redatta dagli ispettori Unesco in seguito a un sopralluogo a Pompei dal 6 al 9 gennaio hanno constatato l'apertura dei primi cantieri accanto ad alcune criticità importanti. Innanzitutto hanno rilevato personale insufficiente. Nel 2012 solo grazie a una deroga il Ministero ha potuto assumere 23 funzionari: 14 archeologi, 8 architetti e un amministrativo. Si mettono in evidenza, in maniera molto documentata, le carenze strutturali (infiltrazioni d'acqua, mancanza di canaline di drenaggio) e i danni apportati dalla luce (ad esempio alcuni mosaici andavano preservati dalla luce). Sono inoltre state segnalate costruzioni improprie non previste dal precedente piano e la mancanza di personale. Inoltre entro il 1o febbraio del 2014, secondo tale relazione, bisogna delineare una nuova zona di rispetto poiché sono state rilevate intorno ai siti di Pompei e Ercolano delle costruzioni ulteriori, costruite spesso dagli stessi operatori dei siti, in modo che si riparino i siti stessi dagli abusivismi e da cose improprie;
negli ultimi cinque anni, le risorse per le emergenze di Pompei, sono state ridotte di oltre il 58 per cento negli ultimi cinque anni e più in generale il Ministero per i beni e le attività culturali ha avuto risorse ridotte a un terzo rispetto a ciò di cui si disponeva nel 2008. Infatti il Ministero dispone di appena 90 milioni nel 2013 quando ne potrebbe, e dovrebbe, spendere 500 per la tutela;
a quanto è dato di sapere si avrebbe bisogno di duemila persone per la vigilanza nei nostri siti culturali. L'ultimo concorso è stato bandito nel 2008 per 400 posti: si sono presentati in 139.000, di cui l'80 per cento laureati;
a quanto è dato di sapere, attualmente agli scavi di Pompei ci sono due cantieri in corso. Uno è stato aperto venerdì. Poi altri due, del lotto dei primi cinque, sono fermi perché due società che avevano vinto hanno ricevuto una «interdittiva». L'assegnazione è stata bloccata per problemi di legalità. I cantieri da avviare sono 39 entro il 2015. Entro luglio, dovrebbero partire tre bandi per la messa in sicurezza, un altro problema di Pompei;
come dimostra Federculture, i visitatori nei musei italiani sono calati di 4 milioni dal 2012 al 2011 –:
se i Ministri interrogati siano a conoscenza di quanto sopra riportato;
se i Ministri interrogati reputino di intervenire urgentemente affinché venga ripristinata una situazione di normalità a Pompei considerato che episodi di questo tipo arrecano un danno sia all'utenza, ingiustamente privata della possibilità di fruire di beni storici, archeologici e culturali, sia al Paese, perché l'immagine dell'Italia all'estero subisce una pesante lesione;
se il Governo non ritenga di intervenire immediatamente nell'ambito delle proprie competenze, adottando iniziative che consentano ai turisti di usufruire di un servizio che viene loro negato;
se i Ministri interrogati non ritengano sia opportuno dedicare all'area archeologica della provincia sud di Napoli una soprintendenza speciale, svincolata da quella di Napoli;
se il Governo non ritenga di dover affrontare il tema dello sciopero tutelando un diritto, vale a dire fornendo risposte chiare ai sindacati e ai dipendenti attraverso l'occupazione e facendo entrare in organico personale idoneo che ha vinto il concorso;
quali provvedimenti urgenti, per quanto di competenza, intenda assumere il Governo al fine di applicare il binomio cultura/impresa superando quella linea di gestione dei beni storici, culturali e archeologici basata sull'immobilismo e sull'assistenzialismo statalista e discutendo di progetti che devono concretizzarsi in esigenze di restauro, turni di sorveglianza, per stroncare abusi e infiltrazioni e mettere insieme idee di valorizzazione per la tutela, la conservazione, la promozione e la valorizzazione del nostro Paese;
se il Governo non ritenga di dover aprire un tavolo anche con le regioni per arrivare a un coordinamento sulla valorizzazione che metta da parte gli interessi locali a favore di quelli generali del Paese facendo sistema, creando sinergie, investendo in formazione, puntando sul turismo in abbinamento alla nostra cultura;
se i Ministri interrogati ritengano che Pompei, e in generale il nostro patrimonio, costituiscano una priorità del nostro sviluppo, che la cultura e il turismo siano leve di rilancio per l'economia e che occorrano le risorse e un'azione sinergica tra Governo, Parlamento, istituzioni locali, professionalità del Ministero e mecenati per rilanciare il nostro Paese;
se il Governo intenda istituire una cabina di regia Governo-regioni guidata dal Presidente del Consiglio dei ministri che provveda urgentemente a fornire risposte operative per assicurare la tutela e la conservazione dei beni storici, archeologici e ambientali anche dal punto di vista infrastrutturale e per promuovere il Paese Italia come «marchio di qualità». (5-00510)