• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00637 premesso che: l'Ente Eur (Ente autonomo per l'esposizione universale di Roma) è stato costituito nel 1936 al fine di realizzare e gestire il patrimonio pubblico e privato...



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00637presentato daMARCON Giuliotesto diMartedì 24 marzo 2015, seduta n. 398

La V Commissione,
premesso che:
l'Ente Eur (Ente autonomo per l'esposizione universale di Roma) è stato costituito nel 1936 al fine di realizzare e gestire il patrimonio pubblico e privato dell'esposizione universale, che avrebbe dovuto tenersi a Roma nel 1942;
al progetto contribuirono i più prestigiosi architetti dell'epoca, tra cui si ricordano Marcello Piacentini, Luigi Piccinato, Ettore Rossi, Luigi Vietti, Luigi Moretti e Adalberto Libera; il quartiere Eur viene oggi considerato uno tra i più importanti modelli di pianificazione urbanistica e architettura razionalista esistenti, riconosciuto quale patrimonio di notevole interesse storico, architettonico e paesaggistico, tutelato ai sensi del codice dei beni culturali, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;
la tutela e la valorizzazione di tale patrimonio, al fine di garantirne l'unitarietà, è affidata a partire dal decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 304, ad Eur spa, società per azioni controllata al 90 per cento dal Ministero dell'economia e delle finanze e al 10 per cento da Roma Capitale;
i bilanci della società Eur spa sono risultati sempre in attivo; un notevole decremento si è configurato tuttavia a partire dal 2007, in parallelo, ossia, all'avvio della realizzazione del nuovo Centro Congressi conosciuto con il nome «La Nuvola» (con l'annesso albergo «La Lama» e i parcheggi previsti) il cui progetto venne affidato nel 2000 all'architetto Massimiliano Fuksas, a chiusura di un concorso internazionale indetto nel 1998;
gli oneri di realizzazione del suddetto progetto, lievitati nel corso degli anni da una iniziale previsione di 270 milioni di euro agli attuali 467, sono a carico, infatti, della società Eur spa;
l'attuale mancanza di disponibilità delle risorse necessarie alla realizzazione dell'opera ne rende altamente incerto l'effettivo completamento e la relativa tempistica;
il patrimonio immobiliare e urbano di Eur spa è stato valutato in circa 645 milioni di euro con decreto ministeriale del 13 marzo 2000 del Ministero dell'economia e delle finanze;
le attività gestite dalla società vengono svolte da una squadra tecnica composta da circa 120 unità di personale;
Eur spa versa, da alcuni anni, in una condizione finanziaria particolarmente critica; nel luglio del 2010 la società ha sottoscritto con alcuni istituti di credito un contratto di finanziamento per un importo di 190 milioni di euro, principalmente per far fronte alla realizzazione del nuovo Centro Congressi;
alcuni interventi normativi hanno prefigurato una possibile ricapitalizzazione della società da parte dell'azionista di maggioranza, il Ministero dell'economia e delle finanze; in tale direzione vanno letti i riferimenti contenuti nella legge di stabilità 2014 (legge n. 147 del 27 dicembre 2013) e nel decreto legislativo 66 del 2014 (convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014 n. 84), che disponevano un'anticipazione di liquidità per l'anno 2014 nel limite massimo di 100 milioni di euro ad EUR spa, finalizzata al pagamento di debiti commerciali certi, liquidi ed esigibili al 31 dicembre 2013;
il 12 dicembre 2014, a seguito di un'assemblea straordinaria del consiglio di amministrazione di Eur spa, è stata presentata al tribunale di Roma una richiesta di ammissione al concordato in bianco, una forma di concordato preventivo (ai sensi dell'articolo 161, comma 6, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267) volta ad evitare la dichiarazione di fallimento; entro la data del 24 aprile 2014, Eur spa dovrà presentare un piano di ristrutturazione in tal senso;
una nuova assemblea degli azionisti di Eur spa, del 16 febbraio 2015, ha deliberato una modifica all'articolo 4 dello statuto, al fine di consentire la valorizzazione del complesso di beni di cui la società è titolare, anche attraverso l'attività di costruzione ed alienazione di singoli beni;
in particolare, l'alienazione si era inizialmente concentrata su 4 edifici di particolare rilievo e interesse storico, quali l'Archivio di Stato, il Museo Pigorini, il Museo delle Arti e Tradizioni popolari e il Museo dell'Alto Medioevo;
tali beni sono tuttavia vincolati, inalienabili ai sensi del combinato disposto degli articolo 10 e 54 (comma 1, lettera c) e d)) del codice dei beni culturali di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42; la possibile vendita comporterebbe, inoltre, un vulnus irreparabile all'omogeneità e all'unitarietà del patrimonio in questione;
in tal senso, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini ha dichiarato la totale impraticabilità della vendita di edifici vincolati e di grande valore storico e architettonico, che sono, in primo luogo, beni di interesse pubblico;
il 18 febbraio 2015, durante un incontro tra il sindaco di Roma Ignazio Marino e il Ministro dell'economia e delle finanze Pier Carlo Padoan, è stata configurata una possibile alternativa, consistente nella vendita di immobili di proprietà della società Eur spa che non costituiscano, tuttavia, un patrimonio storico e architettonico di particolare pregio;
il Ministro dell'economia e delle finanze Padoan, durante una seduta della Camera dei deputati del 18 febbraio 2015, ha dichiarato attivata la procedura di accesso all'erogazione di un'anticipazione finanziaria del Ministero dell'economia e delle finanze, di 37 milioni di euro, a valere sui fondi per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione;
tra le misure previste dal piano di ristrutturazione emerso dall'assemblea degli azionisti di Eur spa del 16 febbraio 2015, come riportato da alcuni articoli di quotidiani nazionali (La Repubblica del 17 febbraio 2015 «Eur, in vendita i musei e l'Archivio di Stato»; Corriere della Sera «Eur spa vende quattro gioielli»), si prevede anche la rinuncia del 30 per cento dell'organico societario, ossia di circa 40 persone;
in data 11 marzo 2015 è stato pubblicato un «Invito a manifestare interesse per l'acquisto di beni immobili di proprietà di Eur Spa», in cui si sollecitano i soggetti interessati all'operazione a presentare le proprie proposte entro la data del 23 marzo 2015;
ad oggi risultano essere pervenute sette manifestazioni di interesse per i palazzi storici della società, come riportato dall'articolo del quotidiano La Repubblica in data 14 marzo 2015 «Da Inail 300 milioni per tre palazzi dell'Eur», cinque da parte di soggetti privati e due da soggetti pubblici, l'Invimit (il fondo immobiliare del Ministero dell'economia e delle finanze) e l'Inail;
in particolare, l'offerta di Inail, che dovrebbe materializzarsi in una somma di 300 milioni di euro, verrà definitivamente presentata entro il 31 marzo, in base a quanto dichiarato dal Presidente di Eur spa Pierluigi Borghini a seguito di una riunione del consiglio di amministrazione, per gli immobili relativi al Museo dell'Alto Medioevo, al Museo Pigorini e al Museo delle arti e delle tradizioni popolari, come riportato nel suddetto articolo;
l'alienazione di tali immobili, tuttavia, rischia di frammentare un patrimonio progettato e considerato come unitario ed omogeneo, e contrasta con quanto stabilito dal combinato disposto degli articoli 10 e 54 (comma 1, lettera e) e d)) del codice dei beni culturali di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;
il presidente di Eur spa Borghini ha dichiarato di essere in procinto di presentare all'Unesco una richiesta di certificazione dell'unicità del patrimonio architettonico dell'Eur,

impegna il Governo:

ad assumere iniziative per procedere alla ricapitalizzazione della società Eur spa, onde fare fronte ai debiti conseguenti alla realizzazione del progetto del centro congressi «La Nuvola» e dei progetti annessi;
a verificare i costi e monitorare i tempi di realizzazione del suddetto progetto, attraverso procedure trasparenti e accessibili al pubblico;
a garantire la tutela degli attuali livelli occupazionali della società Eur spa;
a scongiurare definitivamente l'ipotesi relativa all'alienazione degli immobili della società, che costituiscono un patrimonio unitario, e, in particolare, degli immobili di particolare interesse storico e architettonico, eventualità che costituirebbe un vulnus significativo al patrimonio culturale pubblico, nazionale e cittadino.
(7-00637) «Marcon, Zaratti, Melilla».