• Testo RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.6/00008 in vista della riunione dei Capi di Stato e di Governo (Consiglio europeo) che si terrà a Bruxelles il 22 maggio 2013; ascoltate le comunicazioni del Presidente del Consiglio;...



Atto Camera

Risoluzione in Assemblea 6-00008presentato daGIORGETTI Giancarlotesto diMartedì 21 maggio 2013, seduta n. 20

La Camera,
in vista della riunione dei Capi di Stato e di Governo (Consiglio europeo) che si terrà a Bruxelles il 22 maggio 2013;
ascoltate le comunicazioni del Presidente del Consiglio;

impegna il Governo:

a far valere nei confronti dell'Unione europea il grande sforzo di risanamento dei conti pubblici attuato in Italia negli anni della crisi economica globale, al fine di avviare fin da subito strategie a favore di una crescita sostenibile, tenendo conto del fatto che la crisi dell'economia reale in Italia è ben più grave rispetto a quella di altri paesi, anche perché l'azione di risanamento è stata più profonda e duratura;
a proporre al Consiglio europeo una strategia europea coordinata e immediatamente concretizzabile sulla lotta alla disoccupazione giovanile, che è la piaga sulla quale si riverberano gli effetti della crisi economica e finanziaria;
a far valere i progressi compiuti dall'Italia nel risanamento, al fine di catalizzare il consenso politico necessario affinché il Consiglio europeo prenda in esame senza ulteriori rinvii e ritardi, in vista del Consiglio europeo del 27 e 28 giugno 2013, le proposte individuate dal documento «Verso un'autentica unione economica e monetaria» presentato al Consiglio europeo del dicembre 2012, a cominciare da quelle relative: 1) all'unione bancaria nelle sue tre componenti: un fondo comune di garanzia sui depositi, un sistema unico di sorveglianza sugli istituti di credito affidato alla BCE, una regolamentazione comune per i fallimenti bancari, nonché per l'istituzione di un'agenzia europea di rating del credito; 2) all'unione economica, attraverso l'attivazione immediata di Project bond e il lavoro comune su Eurobond e Stability bond, 3) all'unione politica, con il relativo rafforzamento del quadro istituzionale attuale e l'elezione diretta del presidente della Commissione europea;
a promuovere, in particolare su quest'ultimo punto relativo alla unione politica, una iniziativa che assuma e rilanci la positiva svolta segnata dalle recenti, impegnative dichiarazioni del Presidente francese Hollande, che fanno seguito a precedenti proposte della Cancelliera tedesca Merkel, schierando così in modo chiaro e netto l'Italia tra i paesi che, in modo realistico e pragmatico, intendono promuovere un salto di qualità in senso federalista del processo di integrazione politica europea;
a promuovere a livello nazionale e comunitario la necessità di un coinvolgimento del Parlamento e del popolo in tutti i momenti decisionali fondanti dell'Unione europea, attraverso una consultazione referendaria per la rifondazione di un'Unione europea federale e democratica basata sui popoli e le regioni e per il coinvolgimento del popolo nelle procedure di approvazione;
ad attivare, conformemente alle opportunità e ai vincoli esplicitamente indicati nelle conclusioni del Consiglio europeo del marzo 2013, forme di «investimenti pubblici produttivi» che possano contribuire a rilanciare l'economia, svolgendo il ruolo di catalizzatori di risorse private;
a favorire un processo riformatore volto ad attribuire alla Banca Centrale Europea un ruolo di supporto attivo a favore della crescita, valutando la possibilità di utilizzare come collaterali, ai fini del finanziamento diretto delle piccole e medie imprese, Asset Backed Securities confezionati dai singoli paesi e dalla Banca Europea degli Investimenti, al fine di contrastare la frammentazione e le asimmetrie del mercato finanziario nell'eurozona;
a sollecitare l'apertura nelle sedi opportune di una seria riflessione circa la necessità che i paesi in surplus nelle partite correnti delle bilance dei pagamenti sviluppino politiche di reflazione, al fine di contribuire, in questo modo, a garantire una crescita equilibrata all'interno dell'Unione europea e a livello mondiale;
ad adoperarsi affinché sia data effettiva applicazione alle misure prospettate nelle due raccomandazioni della Commissione europea sui paradisi fiscali e sulla pianificazione fiscale aggressiva, in particolare al fine di individuare, secondo criteri comuni, i paradisi fiscali e di inserirli in apposite «liste nere», nonché di adeguare, con l'inserimento di clausole appropriate, le convenzioni sulla doppia imposizione;
ad adoperarsi affinché sia avviato un progetto pilota per lo scambio di informazioni sui risparmi dei non residenti, secondo quanto proposto nella lettera congiunta indirizzata alla Commissione europea, il 9 aprile scorso, dai Ministri delle finanze di Italia, Germania, Francia, Regno Unito e Spagna;
a rimuovere gli ostacoli che ancora esistono per una vera liberalizzazione del mercato interno;
a sollecitare la costruzione del mercato unico europeo dell'energia elettrica e del gas, al fine di sfruttare le opportunità di riduzione dei costi offerte da politiche di sviluppo energetico e dalle nuove tecnologie del settore, nel contesto degli sforzi dell'Unione europea per promuovere crescita, occupazione e competitività;
a recuperare la forza di integrazione che i programmi di scambio dell'Unione europea hanno avuto nei decenni passati, a partire da un rafforzamento delle politiche di mobilità dei lavoratori, all'avvio di nuovi e più strutturati programmi di apprendistato, all'aumento degli scambi e della mobilità tra studenti, stagisti e apprendisti;
a promuovere il conferimento, da parte del Consiglio europeo, di un mandato alla Commissione finalizzato ad elaborare proposte per regolare sia lo scambio transatlantico delle commodity energetiche, sia il mercato dei prodotti petroliferi, nonché, nel rispetto degli accordi WTO e del Trattato di Kyoto, per valorizzare le merci che incorporano le minori emissioni inquinanti.
(6-00008) «Giancarlo Giorgetti, Matteo Bragantini, Borghesi, Gianluca Pini».