• Testo RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.6/00010 udite le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri sul Consiglio europeo del prossimo 22 maggio; premesso che: il processo di integrazione europea, lungi...



Atto Camera

Risoluzione in Assemblea 6-00010presentato daCARINELLI Paolatesto diMartedì 21 maggio 2013, seduta n. 20

La Camera,
udite le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri sul Consiglio europeo del prossimo 22 maggio;
premesso che:
il processo di integrazione europea, lungi dall'essere un percorso lineare, è da sempre caratterizzato da battute d'arresto ed accelerazioni che, tuttavia, nel corso di oltre sessanta anni, hanno reso possibile lo sviluppo del più ambizioso ed esclusivo progetto del dopoguerra: l'Europa unita;
a causa della difficile congiuntura economica e finanziaria in atto e della incapacità dell'Unione europea di fronteggiare la crisi del debito pubblico di molti Stati membri, si registra un generalizzato sentimento di sfiducia dei cittadini verso l'operato delle istituzioni europee viste come sedi di un potere antidemocratico poco cosciente delle loro reali necessità ed incline a richiedere austerità e rigore dei conti;
l'Europa unita è in crisi di legittimità, i cittadini la percepiscono come una entità lontana, sinonimo dei poteri forti, quali quello economico e finanziario e non conoscono le decisioni prese a Bruxelles anche a causa dei complessi meccanismi decisionali e delle numerose procedure burocratiche;
la divergenza delle posizioni nazionali, condizionate dal diverso grado di stabilità e benessere delle loro economie, non favorisce l'adozione di strategie e politiche macroregionali in grado di tenere conto delle specificità e delle vocazioni territoriali;
sarebbe opportuno attuare con urgenza gli indirizzi definiti dalla relazione dello scorso dicembre «verso una autentica unione economica e monetaria» al fine di assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche, eliminare il nesso banche-Stati, promuovere solide politiche strutturali e migliorare la resilienza dell'UEM attraverso la creazione di una funzione di assorbimento degli shock a livello centrale;
la nostra dipendenza energetica da estero, in particolare per quanto riguarda le fonti energetiche fossili, impone l'adozione di una strategia che promuova energia sostenibile competitiva basata sull'efficienza energetica e infrastrutture intelligenti in grado di assorbire gli apporti di produzione e posto che l'obiettivo europeo della produzione di biocarburanti al 2020 è del 10 per cento e che l'Italia non è in grado di raggiungerlo con la produzione nazionale,

impegna il Governo:

ad attivarsi per sostenere un processo di integrazione che favorisca l'Unione dei popoli, rafforzando il metodo comunitario, il ruolo e i poteri del Parlamento europeo e rilanciando il progetto costituzionale come garanzia di democrazia partecipativa basata sul riconoscimento di valori e principi condivisi;
a contrastare con determinazione l'adozione di orientamenti europei volti a chiedere agli Stati membri ulteriori piani di austerità fiscale e a ribadire la necessità di prendere scelte coraggiose e innovative finalizzate a promuovere iniziative per l'occupazione giovanile e prevedere anche strumenti di sostegno mirato quali il reddito minimo garantito in grado di assicurare progresso e giustizia sociale;
a proporre con determinazione adeguati correttivi al bilancio comunitario al fine di eliminare lo squilibrio a carico del nostro Paese la cui attività economica è più in crisi di altri Stati membri che non risultano tuttavia contribuenti netti;
a sostenere l'idea di un federalismo solidale che tenga conto delle specificità e delle difficoltà di alcuni Stati membri quali quelli dell'area euro-mediterranea per una più efficace cooperazione interregionale;
a incentivare l'attuazione di misure anticicliche anche attraverso una revisione del trattato di Maastricht e del fiscal compact al fine di rilanciare una governance che dia priorità ai bisogni primari dei cittadini: salute, sicurezza, istruzione e beni di prima necessità;
a promuovere una ridiscussione del meccanismo europeo di stabilità affinché i paesi con bilancio positivo, come la Germania, si facciano carico del fondo europeo di stabilità finanziaria nella logica di una Unione solidale e non monetaria;
a proporre una riforma della Banca centrale europea affinché tra i suoi obiettivi venga previsto il perseguimento della piena occupazione e il finanziamento diretto degli investimenti produttivi e sia altresì ridefinito il suo ruolo di prestatore di ultima istanza;
a favorire la definizione di una legislazione bancaria europea che disponga la totale separazione, sulla base del modello di Glass Steagal Act, tra banche d'affari e banche commerciali ordinarie nella logica di un sistema economico più vicino ai cittadini;
a sostenere il contrasto all'evasione fiscale attraverso la piena attuazione del principio di trasparenza bancaria nelle relazioni tra Stati membri e tra Unione europea e paesi terzi soprattutto quelli ricompresi nei cosiddetti «paradisi fiscali»;
ad attivarsi per promuovere piani di autoproduzione di energia locale tramite fonti energetiche rinnovabili, e di valutare la possibilità di produrre biocarburanti in relazione alle diverse disponibilità dei suoli degli Stati membri, dando priorità all'indipendenza alimentare delle nazioni verificato il loro impatto ambientale;
a sostenere il divieto di trivellazioni a scopo estrattivo di idrocarburi che danneggiano l'ambiente irreversibilmente e compromettono l'economia turistica delle aree interessate.
(6-00010) «Carinelli, Pinna, Nesci, Colonnese, Spessotto, Vignaroli, Brugnerotto, Luigi Di Maio».