• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00003 premesso che: gli investimenti in edilizia di qualità, in risparmio energetico, in fonti rinnovabili, in innovazione e ricerca e, più in generale, in interventi di green economy sono...



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00003presentato daREALACCI Ermetetesto diMartedì 14 maggio 2013, seduta n. 15

La VIII Commissione,
premesso che:
gli investimenti in edilizia di qualità, in risparmio energetico, in fonti rinnovabili, in innovazione e ricerca e, più in generale, in interventi di green economy sono un importante volano per la ripresa dell'economia italiana dalla grave e prolungata crisi economica in atto, perché consentono di coniugare l'obiettivo di maggiore competitività e di modernizzazione del Paese con un modello di sviluppo sostenibile per l'ambiente e la società, vicino alle esigenze delle persone, delle comunità e dei territori;
l'Italia ha siglato accordi internazionali, con il protocollo di Kyoto, e con l'Unione europea nell'ambito del pacchetto «clima-energia» vincolanti per l'avvio di una transizione verso una economia a basso contenuto di carbonio attraverso un approccio integrato che preveda politiche energetiche e politiche per la lotta ai cambiamenti climatici; in tale contesto il contenimento delle emissioni di anidride carbonica per ridurre il rischio di mutamenti climatici è uno degli impegni più importanti e vincolanti per l'Italia;
il perseguimento dell'efficientamento energetico è stato attuato anche mediante un sistema di incentivi fiscali efficaci e semplici per il cittadino, finalizzati a facilitare la realizzazione di interventi per l'efficienza energetica. Tra questi, particolare rilievo, hanno le agevolazioni fiscali del 55 per cento per interventi di riqualificazione energetica che hanno avuto un enorme successo. Secondo un'indagine del Cresme-Enea, già un anno fa il volume complessivo di interventi connessi a tale strumento è stato pari a 1.400.000, per un totale di 17 miliardi di euro di investimento complessivi, ed ha interessato soprattutto piccole e medie imprese nell'edilizia e nell'indotto. Da rilevare il forte impatto occupazionale derivante dalla misura del 55 per cento che ha contribuito ad attivare ogni anno oltre 50 mila posti di lavoro nei settori coinvolti, soprattutto piccole e medie imprese nell'edilizia e nell'indotto: dalle fonti rinnovabili alla domotica, dagli infissi ai materiali avanzati. Si sono così favorite un'importante innovazione e una spinta di tutto il comparto verso la qualità;
dal 1o luglio 2013 l'agevolazione fiscale del 55 per cento sarà sostituita con la detrazione fiscale del 36 per cento, originariamente prevista per le sole spese di ristrutturazioni edilizie che, dal 2012, è stata resa strutturale e definitiva;
nel contesto giuridico nazionale, le agevolazioni fiscali del 55 per cento per interventi di riqualificazione energetica rappresentano una delle misure più importanti di green economy attuate con rilevanti e significativi risultati anche per quel che riguarda i risparmi nella emissione di CO2, contribuendo così ad alleggerire la bolletta energetica delle famiglie. Infatti, tra una casa costruita con materiali innovativi secondo criteri di efficienza energetica e una casa costruita con tecniche vetuste e materiali di scarsa qualità esiste un risparmio medio di circa 1500 euro all'anno;
in definitiva, come ormai confermato dalle varie indagini al riguardo, in primo luogo quella citata del Cresme-Enea, l'incentivo fiscale del 55 per cento è una delle misure anticicliche di gran lunga più efficaci attivate negli ultimi anni con effetti decisamente positivi sul bilancio del nostro Paese;
tuttavia gli interventi hanno riguardato quasi esclusivamente la sostituzione di infissi, di caldaie e il solare termico. I più importanti interventi di coibentazione dell'involucro esterno sono stati praticamente assenti. Le incentivazioni inoltre hanno riguardato solo il patrimonio edilizio privato. Occorrerebbe pertanto, anche tramite il supporto tecnico dell'ENEA, trovare soluzioni nuove per ampliare la platea dei soggetti fruitori ed estendere la riqualificazione agli interi edifici e agli interventi di consolidamento antisismico; il Cresme ha stimato che l'estensione della platea dei beneficiari ai beni strumentali potrebbe produrre un incremento del 40-50 per cento di tali investimenti; inoltre, come è noto, gran parte del patrimonio edilizio italiano è di qualità scadente e lontano dagli standard antisismici indispensabili nel nostro Paese. Sono soprattutto gli edifici pubblici a registrare un insufficiente standard di sicurezza e di qualità: oltre la metà delle scuole italiane è stata costruita prima del 1974, anno dell'entrata in vigore della normativa antisismica;
la Camera e, in particolare la Commissione ambiente e territorio, sia nella XV che nella XVI legislatura si è occupata del tema, con pareri e atti, tutti approvati pressoché all'unanimità per stabilizzare la misura del 55 per cento e per renderla applicabile a maggiori tipologie di intervento; in particolare, nella seduta del 18 gennaio 2012, il Governo ha accolto ed è stata conseguentemente approvata una risoluzione in merito alla stabilizzazione del credito d'imposta del 55 per cento per le misure di efficienza energetica degli edifici e alla loro estensione agli interventi di consolidamento antisismico;
nella «Relazione sullo stato di attuazione degli impegni per la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra» allegata al documento di economia e finanza 2013 (DEF) «l'incentivazione del risparmio energetico negli edifici esistenti attraverso la detrazione fiscale del 55 per cento» è indicata tra gli interventi ritenuti fondamentali «al fine di porre il Paese su un giusto percorso emissivo rispetto agli obiettivi annuali di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per il periodo 2013-2020»;
come affermato nel documento economico-istituzionale «Agenda Possibile», redatto dal gruppo di lavoro dei cosiddetti « 10 saggi»: «L'ambiente non è solo qualcosa da proteggere. Va migliorato continuamente. In questo modo non solo si eleva la qualità della vita dei cittadini, ma si rafforzano le opportunità di far crescere l'Italia sul piano economico e sociale, rendendolo un Paese attraente nel panorama mondiale, dove vivere bene e di cui apprezzare i prodotti e i servizi. Per questo, si deve puntare a realizzare le possibilità offerte dalla cosiddetta green economy e assicurare la messa in sicurezza e la tutela del territorio e del paesaggio. In Italia si verificano mediamente sette eventi disastrosi all'anno, con vittime, feriti, migliaia di senzatetto e danni economici ingentissimi, connessi anche alla distruzione di beni culturali ed ambientali. Lo Stato spende in media circa un miliardo all'anno per riparare i danni causati dal dissesto, mentre per la prevenzione vengono spesi in media 400 milioni di euro all'anno. Il Ministero dell'Ambiente ha stimato che, per mitigare il dissesto idrogeologico e idraulico, sarebbero necessari investimenti pari a 40 miliardi di euro in 15 anni (circa 2,7 miliardi all'anno). Questi dati mostrano come solo integrando la dimensione economica dello sviluppo e quella ambientale si possa promuovere un salto culturale e una maggiore sinergia tra interventi infrastrutturali e di politica industriale e quelli di natura ambientale, nell'ottica del perseguimento di quello sviluppo sostenibile sostenuta a livello globale, su cui l'Italia ha assunto impegni precisi anche nella recente Conferenza dell'ONU «Rio+20»;
secondo una recente indagine promossa da Fondazione Symbola e Unioncamere il 23,6 per cento delle imprese italiane che hanno investito tra il 2009 e il 2012 in tecnologie e prodotti green innova di più rispetto alle altre (il 37,9 per cento) ed esporta di più (il 37,4 per cento) e produce più occupazione. Il 38,2 per cento delle assunzioni complessive nell'ultimo anno si deve alle aziende che investono nel green,

impegna il Governo:

a rafforzare le politiche ambientali e a favorire l'edilizia di qualità ed energeticamente efficiente attraverso iniziative dirette alla riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare, in particolare assumendo iniziative dirette a dare stabilità all'agevolazione fiscale del 55 per cento per l'efficientamento energetico degli edifici, in relazione alla quale andrebbero favoriti: a) l'ampliamento dei soggetti fruitori del beneficio fiscale; b) l'estensione degli interventi al consolidamento antisismico del patrimonio edilizio esistente, compresi gli interi edifici; c) nuovi strumenti che vaglino l'efficacia degli interventi sia sotto il profilo tecnico sia sotto il profilo economico in relazione ai periodi di fruizione della detrazione; d) l'individuazione di adeguate forme di incentivazione anche per i soggetti fiscalmente incapienti che intendano investire in interventi di efficientamento energetico;
ad assumere ogni iniziativa di competenza affinché sia consentito agli enti locali che abbiano risorse da investire, di realizzare interventi di manutenzione e messa in sicurezza del territorio, di efficientamento energetico degli edifici e di messa in sicurezza antisismica degli edifici pubblici, a partire dalle scuole e dagli ospedali, escludendo tali spese, nel rispetto dei vincoli di bilancio, dal computo del patto di stabilità interno.
(7-00003) «Realacci, Borghi, Mariastella Bianchi, Braga, Bratti, Carrescia, Cassano, Cominelli, Dallai, Decaro, Gadda, Ginoble, Tino Iannuzzi, Manfredi, Mariani, Marroni, Mazzoli, Morassut, Moretto, Giovanna Sanna, Zardini».