• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/01809 SERRA, LEZZI, GIARRUSSO, LUCIDI, MARTELLI, MANGILI, SANTANGELO, CIOFFI, PAGLINI, MONTEVECCHI, FUCKSIA, DONNO, MORONESE, PETROCELLI, BERTOROTTA, FATTORI, BLUNDO, PUGLIA, CASTALDI, GIROTTO,...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-01809 presentata da MANUELA SERRA
giovedì 26 marzo 2015, seduta n.419

SERRA, LEZZI, GIARRUSSO, LUCIDI, MARTELLI, MANGILI, SANTANGELO, CIOFFI, PAGLINI, MONTEVECCHI, FUCKSIA, DONNO, MORONESE, PETROCELLI, BERTOROTTA, FATTORI, BLUNDO, PUGLIA, CASTALDI, GIROTTO, CIAMPOLILLO, BOTTICI, TAVERNA - Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e della salute - Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:

da un articolo pubblicato sul "Corriere della sera" del 25 marzo 2015 gli interroganti hanno appreso di un'inchiesta giornalistica, condotta da Antonio Crispino, nella quale vengono denunciate diverse irregolarità nella gestione dei servizi di ristorazione nelle mense scolastiche di 14 scuole della città di Benevento. La società affidataria del servizio è la Ristorò Srl, di cui è direttrice Rossana Porcelli che nel 2002 veniva tratta in arresto a seguito della contestazione dell'emissione di fatture risultate false, per un ammontare di circa 9 milioni di euro;

la società Ristorò dal 2009 si occupa di preparare i pasti e di fornire il servizio per circa 1.600 bambini. Risulta agli interroganti che il valore dell'ultima gara d'appalto comunale, vinta dalla società, per la fornitura annuale del servizio, è stimabile in circa 2 milioni di euro;

dalle immagini documentate e dalle testimonianze di ex dipendenti e persone terze a conoscenza delle vicende, emergerebbe un quadro sconfortante dei fatti contestati che, se confermati, a parere degli interroganti, potrebbero essere rilevanti sotto il profilo penale. Le pentole e gli utensili impiegati nella preparazione dei pasti non risulterebbero idonei a rispettare le norme di igiene richieste in questi casi. Gli scolapasta adoperati, così come appare dalle immagini oggetto di denuncia, presenterebbero numerose incrostazioni di calcare ed evidenti segni di ruggine;

una cuoca dell'azienda di ristorazione, nel rilasciare delle dichiarazioni ad Antonio Crispino, dichiara: "Lavoro nella cucina di quella società da dieci anni (…) Le garantisco che per cucinare si usavano quelle pentole e anche di peggiori. Ho visto cose da voltastomaco. Infatti mia figlia non l'ho mai fatta mangiare a mensa, nonostante ci lavorassi io";

nell'inverno 2014, le cuoche segnalavano nei pasti preparati la presenza di insetti e vermi. A confermare ciò è una cuoca, che attualmente lavora in azienda, dichiarando anche che: "C'erano insetti ovunque in quella pasta e ceci. Ricordo che li mostrammo più volte al cuoco ma lui fece finta di niente. Continuò a imbustare e confezionare i pasti per gli alunni della Materna. Insistemmo in gruppo. Non si poteva consegnare una cosa del genere. Erano troppi gli insetti, non qualcuno qua e là. Alla fine i proprietari decisero prima di buttarla nell'umido poi di farla sparire, avevano paura di un controllo a sorpresa";

considerato che:

l'ingegner Gianluigi Barretta, socio e dipendente della società, nega la sussistenza dell'alterazione dei cibi, affermando, invece, la loro genuinità. Tuttavia, un operaio dell'azienda racconta di una presunta richiesta che gli sarebbe stata rivolta da Berretta e consistente nell'invito a celare i contenitori dei pasti contenenti degli insetti nella vecchia sede, ormai abbandonata, della Ristorò Srl, prima che venissero eseguiti dei controlli;

dalla denuncia emerge anche che accanto alla mensa è presente un capannone appartenente alla società Rossana Immobiliare, ma nella disponibilità della famiglia titolare della Ristorò Srl, nel quale si producevano fitofarmaci da zolfo. Solo un pannello di cartongesso di un centimetro e mezzo separerebbe lo zolfo dal locale dove venivano confezionati i pasti. Lo zolfo, da quanto risulta agli interroganti, sarebbe stato smaltito attraverso l'impiego dei furgoni della Ristorò utilizzati per trasportare il cibo ai bambini;

considerato inoltre che, a quanto risulta agli interroganti:

il Comune di Benevento ha affidato alla commissione Servizi sociali la verifica del corretto operato dell'azienda nella gestione del servizio in appalto. Tra i componenti vi è Nino Fiore, consigliere del Partito democratico, oltre che dipendente della Ristorò Srl, ovvero la ditta che dovrebbe controllare. Sulla questione mensa, la commissione non sarebbe mai stata investita di alcun lavoro o indagine. Mario Zoino, consigliere comunale e membro della commissione, riferisce: "La qualità di quei pasti è scadente, anzi alcuni prodotti non sono idonei all'alimentazione di un bambino. In più oggi non sarei in grado di mettere la mano sul fuoco sull'integrità di quei pasti";

Giuseppe Moschella, capo della Polizia municipale di Benevento e della Protezione civile, da circa un anno è stato investito dal sindaco di Benevento dell'incarico di capo della struttura Servizi al cittadino. Tra i suoi doveri vi è anche quello di occuparsi della mensa. Intervistato dal giornalista che ha condotto l'inchiesta si dimostrava incerto nelle sue affermazioni in ordine alla sussistenza dei controlli periodici alla ditta di ristorazione e sulla loro bontà, tanto da invitarlo a rivolgersi direttamente alla società interessata;

dall'indagine emergerebbe che i responsabili della società fossero a conoscenza, anticipatamente, delle date dei controlli, rendendo, in tal modo, inutile, o comunque falsando in modo apprezzabile, l'attendibilità dell'attività ispettiva,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto e se corrisponda al vero;

se abbiano adottato iniziative di competenza al riguardo o intendano intervenire per la tutela della salute delle persone coinvolte, anche in considerazione della loro giovane età;

se intendano, nell'ambito delle proprie competenze, avviare un'indagine al fine di chiarire i fatti descritti.

(3-01809)