• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/03709 PAGLINI, BERTOROTTA, BUCCARELLA, BOTTICI, CAPPELLETTI, CASTALDI, CIAMPOLILLO, CRIMI, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA,...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-03709 presentata da SARA PAGLINI
giovedì 26 marzo 2015, seduta n.418

PAGLINI, BERTOROTTA, BUCCARELLA, BOTTICI, CAPPELLETTI, CASTALDI, CIAMPOLILLO, CRIMI, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA, NUGNES, PETROCELLI, PUGLIA, SANTANGELO, SCIBONA, SERRA, TAVERNA - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico - Premesso che:

MercatoneUno, leader nel settore dell'arredamento con 79 punti vendita in tutta Italia, sta attraversando una forte crisi. L'azienda attualmente dà lavoro a 3.700 persone, oltre all'indotto;

sullo stato di crisi che ha investito a livello nazionale il MercatoneUno il Gruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera dei deputati il 18 marzo 2015 ha presentato un'interrogazione (5-04874);

i portavoce del Movimento 5 Stelle si sono presentati nei punti vendita di Navacchio-Pisa (Toscana), Mappano (Piemonte), Catania (Sicilia) per ascoltare le esigenze dei lavoratori;

sabato 21 marzo in provincia di Pisa i dipendenti di MercatoneUno, del punto vendita di Navacchio, hanno organizzato uno sciopero ad oltranza e un presidio. Nel solo punto vendita di Navacchio 36 posti di lavoro sono a rischio, oltre 60 nell'indotto;

nella sede di Catania sono a rischio 99 posti di lavoro più l'indotto, ed una situazione simile è vissuta anche in quella di Mappano in Piemonte;

in questo momento sono in corso svendite massicce al 70 per cento oltre che nei punti citati (anche se ciò non è stato formalizzato né autorizzato dal Tribunale di Bologna) anche a Castegnato di Brescia, Serravalle Scrivia (Alessandria), Lucca, Cascina di Pisa, Napoli-Arzano e Mister Bianco (Catania). Tali svendite sembrano preludere alla prossima chiusura di diversi di questi punti vendita a cui si aggiungono simili timori in altre 34 sedi in tutta Italia;

a giudizio degli interroganti ancora una volta si assiste ad una crisi annunciata, ancora una volta un'azienda fa pagare ai lavoratori l'irresponsabilità delle sue scelte;

l'amministratore delegato, il dottor Bernasconi, ha già presentato al Tribunale di Bologna domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo, pertanto si teme che quest'atto si tradurrà presto nella precarietà dei lavoratori;

considerato che:

il piano industriale che contemplava il restyling di una ventina di punti vendita all'anno, a fronte di una decina già chiusi nel 2013, non ha prodotto risultati positivi per l'occupazione.

La società ha infatti posto in cassa integrazione più di 200 dipendenti, oltre alla lettera di disdetta unilaterale del contratto integrativo aziendale e la trasformazione del premio di produttività (2.000 euro all'anno) da fisso a variabile;

ancora una volta le conseguenze degli errori gestionali verranno pagate dai lavoratori;

i sindacati di categoria affermano con preoccupazione che il gruppo avrebbe dichiarato di non essere più in grado di sostenere l'anticipo degli ammortizzatori sociali (contratti di solidarietà, cassa integrazione guadagni straordinaria, cassa integrazione in deroga) e che vi sarebbe l'intenzione di chiedere l'autorizzazione per il pagamento diretto dell'Inps, prima al Tribunale e successivamente al Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Resta congelata la retribuzione dal 1° al 18 gennaio 2015 per i lavoratori coinvolti nelle aziende che hanno presentato istanza di concordato in bianco, come previsto dalla legge, così come per tutti gli altri crediti;

a parere degli interroganti esistono forti preoccupazioni per le sorti e il futuro dei circa 3.700 addetti coinvolti,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza che i magazzini di MercatoneUno stanno esaurendo le scorte di magazzino attraverso una massiccia e sistematica svendita di prodotti che fa presagire una volontà di smobilitazione generale dei punti vendita;

se, oltre alla convocazione di un tavolo presso il Ministero dello sviluppo economico con le parti coinvolte nel mese di aprile 2015, intendano adottare ulteriori opportuni ed urgenti provvedimenti ed iniziative anche al fine di valutare tutte le soluzioni percorribili per contribuire alla salvaguardia dei livelli occupazionali;

se siano a conoscenza di un piano industriale del gruppo e delle aziende satelliti.

(4-03709)