• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.5/05201 a quanto è dato sapere, in Italia nei 29 tribunali per i minorenni e nelle corti d'appello minorili operano circa un migliaio di magistrati onorari. La normativa in materia prevede che siano...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-05201presentato daRIZZETTO Waltertesto diVenerdì 27 marzo 2015, seduta n. 401

RIZZETTO, BARBANTI, ROSTELLATO, BALDASSARRE, ARTINI, PRODANI, SEGONI, TURCO, BECHIS e MUCCI. — Al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che:
a quanto è dato sapere, in Italia nei 29 tribunali per i minorenni e nelle corti d'appello minorili operano circa un migliaio di magistrati onorari. La normativa in materia prevede che siano «cittadini benemeriti», esperti di psichiatria, psicologia, pedagogia, sociologia, biologia. Gli stessi, vengono retribuiti in base all'attività che svolgono;
il ruolo dei giudici onorari è rilevante considerando che in ogni tribunale minorile le corti sono composte da due giudici togati e da due onorari; in corte d'appello da tre togati e due onorari. A riguardo si fa presente che «Finalmente Liberi Onlus», organizzazione che si batte per la tutela dei minori, spesso sottratti alle famiglie d'origine con eccessiva facilità per l'affidamento alle case famiglia, ha indagato sui giudici onorari e ha scoperto che 151 nei tribunali, più 54 nelle corti d'appello, operano in totale e palese conflitto d'interessi. Difatti, questi 205 giudici, che ogni giorno decidono sull'affidamento di bambini a una casa-famiglia, dipendono loro stessi da tali strutture. In molti casi hanno contribuito a fondarle, ne sono azionisti, fanno parte dei loro consigli d'amministrazione;
già in passato sono stati presentati atti di sindacato ispettivo che denunciano il predetto conflitto di interessi. È assurdo che i medesimi giudici che decidono l'affidamento dei minori alle case famiglia contribuiscono, in pratica, a far funzionare i centri che hanno creato o per i quali lavorano;
è evidente l'incongruità e la gravità della situazione. Dall'indagine risulta che il 20 per cento circa dei magistrati minorili italiani ha un qualche interesse diretto (ed economico) a che i bambini siano destinati in un centro d'affido. Tali strutture per quei bambini affidati, ricevono dagli enti locali una retta giornaliera. L'associazione predetta ha individuato più casi dove la tariffa supera i 400 euro al giorno;
intorno alle case famiglia vi è un business notevole, poiché in Italia è elevato il numero dei minori allontanati delle famiglie. Tra l'altro, questi centri, sembra siano gestiti senza alcuna trasparenza;
nel 2010 il Ministero del lavoro e delle politiche sociali condusse il primo e forse unico studio approfondito sulla questione e scoprì che al 31 dicembre di quell'anno i bambini e i ragazzi portati via dalle loro famiglie erano 39.698. Tuttavia, tale statistica risulta approssimata per difetto. «Finalmente Liberi» stima che siano più di 50 mila. Si può pertanto ipotizzare che alimentino un «mercato» potenziale da 1 o 2 miliardi di euro l'anno;
si ribadisce che, ad oggi, risulta la sussistenza di una moltitudine di giudici onorari in palese conflitto d'interessi, tuttavia, non si adottano urgenti e opportuni provvedimenti, considerando che è in gioco la tutela dei minori;
ma vi è di più, il Consiglio superiore della magistratura (Csm) ha più volte emanato circolari nelle quali indica i criteri di incompatibilità dei giudici. Ma a quanto è dato sapere tali circolari restano inascoltate. A riguardo, gli stessi tribunali dei minori dovrebbero sorvegliare, ma ciò a quanto pare non avviene –:
quali siano gli orientamenti del ministro interrogato in merito ai fatti premessi;
se e quali iniziative normative urgenti intenda adottare il ministro interrogato per quanto di competenza rispetto ai fatti denunciati in premessa dall'associazione «Finalmente Liberi»; in particolare al fine di evitare che giudici onorari possano essere chiamati a far parte di collegi pur essendo in posizione di possibile conflitto di interesse;
se e quali iniziative normative urgenti intenda adottare il ministro affinché siano efficacemente tutelati i minori coinvolti rispetto ai quali va deciso l'affidamento, considerando che a quanto sembra in Italia gli stessi siano affidati alle case famiglia anche quando non vi siano le condizioni per disporre tale provvedimento. (5-05201)