• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00010 premesso che: le rilevanti criticità determinate dai danni causati all'agricoltura e alla zootecnia da alcune specie di fauna selvatica o inselvatichita, hanno assunto negli ultimi...



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00010presentato daFAENZI Monicatesto diGiovedì 16 maggio 2013, seduta n. 17

La XIII Commissione,
premesso che:
le rilevanti criticità determinate dai danni causati all'agricoltura e alla zootecnia da alcune specie di fauna selvatica o inselvatichita, hanno assunto negli ultimi anni dimensioni notevoli, con ripercussioni allarmanti che incidono negativamente, oltre che sui bilanci economici delle aziende agricole, più in generale sull'equilibrata coesistenza tra attività umane e specie animali;
la consistenza del fenomeno ha già indotto la Commissione agricoltura della Camera dei deputati a svolgere, nel corso della XVI legislatura, una specifica indagine conoscitiva dedicata al fenomeno, alla quale ha fatto seguito l'avvio dell'esame di proposte di legge volte ad adeguare il quadro normativo vigente, che tuttavia non è stato possibile portare a conclusione entro la fine della legislatura;
il fenomeno dei danni provocati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole e zootecniche assume tuttavia, in alcuni casi denunciati costantemente dagli agricoltori, i connotati di una vera e propria emergenza, che sollecita l'avvio urgente di iniziative da parte delle istituzioni pubbliche, volte a prevedere un sistema adeguato di misure preventive e di contrasto;
in alcune aree del territorio nazionale ad alta vocazione agricola, si è potuto constatare in particolare, un incremento della frequenza di attacchi da parte di lupi o altri canidi selvatici, agli allevamenti di ovini che ha causato un inasprimento della tensione sociale, soprattutto tra gli allevatori, nonché gravi danni al patrimonio zootecnico, con la conseguente cessazione dell'attività per molte aziende operanti nel settore, specie nelle aree interne ed economicamente più svantaggiate;
l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), attraverso l'elaborazione di specifiche ri- cerche, ha rilevato che nel nostro Paese, i lupi dopo aver rischiato l'estinzione, si sono riadattati a sopravvivere in raggruppamenti, localizzabili in alcune aree isolate dell'Appennino centrale e meridionale, riapparendo successivamente in vaste zone lungo l'intera dorsale appenninica e sulle Alpi Marittime, interessando anche aree con grande vocazione rurale e densamente popolate dall'uomo e da attività zootecniche;
le aggressioni, secondo quanto risulta da numerose valutazioni e ricerche scientifiche, sembrano siano imputabili non solo al lupo, ovvero alla specie identificata e tutelata dalla direttiva 21 maggio 1992 n. 92/43CE (cosiddetta «direttiva habitat»), ma anche ad altre tipologie di canidi selvatici, come i cani inselvatichiti e gli esemplari ibridi nati dall'incrocio tra lupi e cani vaganti rinselvatichiti, che mostrano lo stesso comportamento del lupo e la stessa capacità di attacco al bestiame domestico;
la presenza degli ibridi, confermata da analisi di laboratorio svolte in diverse aree rurali, pone anche il difficile problema di assicurare la piena applicazione della direttiva habitat suindicata, che richiede di proteggere le specie dalla competizione con varietà simili e dall'inquinamento della loro identità genetica;
gli ibridi sono infatti assenti dalla normativa nazionale e comunitaria e pongono problemi di natura legale, tecnica e scientifica finora trascurati, la cui soluzione appare oggi centrale anche per una strategia di conservazione del lupo;
i problemi di gestione del territorio e gli strumenti per prevenire e ridurre i possibili conflitti tra le esigenze di tutela ambientale e quelle connesse all'esercizio delle attività economiche, travalicano i confini regionali e chiamano in causa le responsabilità nazionali e anche quelle delle istituzioni europee, alla cui competenza normativa appartengono diversi aspetti coinvolti nel fenomeno;
con riferimento alle questioni connesse alla presenza del lupo, in particolare, occorre quindi riaffermare la necessità di promuovere iniziative di analisi e di studio nonché proposte in sede europea per rendere più adeguato il quadro normativo di riferimento, al fine di introdurre gli strumenti più idonei a garantire un giusto equilibrio tra la presenza della fauna selvatica protetta e quella degli allevatori, nonché la stessa sopravvivenza di attività economiche essenziali per la produzione di alimenti, per favorire di reddito per le comunità locali e per la conservazione e valorizzazione del territorio,

impegna il Governo

a promuovere iniziative di analisi e di studio e di ricerca, anche congiuntamente alle autorità regionali e alle associazioni interessate, per affrontare i problemi esposti in premessa, con particolare riferimento alle iniziative per una strategia di conservazione del lupo che assicuri la integrità della specie e la salvaguardia della sua identità genetica dal pericolo di ibridazione contestualmente alla tutela delle attività agricole, con azioni tese a limitare e contenere il fenomeno degli attacchi al patrimonio zootecnico;
ad assumere in sede europea, previa verifica delle misure adottate da altri Paesi europei per fronteggiare problemi analoghi, le iniziative eventualmente necessarie per adeguare il quadro normativo vigente alle esigenze dell'agricoltura italiana, al fine di assicurare la sostenibilità delle attività agricole e zootecniche nel rispetto delle esigenza di tutela delle specie animali.
(7-00010) «Faenzi, Oliverio».