• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/05241 lo stabilimento di Portovesme (Carbonia-Iglesias) è stato acquistato dalla multinazionale Alcoa nel 1996, congiuntamente allo stabilimento veneto di Fusina, in seguito alle privatizzazione...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-05241presentato daCANI Emanueletesto diMercoledì 1 aprile 2015, seduta n. 403

CANI, BENAMATI e FRANCESCO SANNA. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
lo stabilimento di Portovesme (Carbonia-Iglesias) è stato acquistato dalla multinazionale Alcoa nel 1996, congiuntamente allo stabilimento veneto di Fusina, in seguito alle privatizzazione dell'industria nazionale dell'alluminio; il 30 novembre 2012 Alcoa ha deciso di fermare la produzione a Portovesme, unico sito attualmente dedicato alla produzione di alluminio primario in Italia;
la continuità del funzionamento produttivo degli stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale, come definiti dall'articolo 1 del decreto-legge n. 207 del 2012, costituisce una priorità per il nostro Paese; l'importanza del rilancio dell'industria dell'alluminio primario attraverso la definizione di un piano strategico che consenta non solo di riavviare gli impianti di produzione esistenti, ma anche di sviluppare nuove attività produttive, è stata già sostenuta nella risoluzione in Commissione 7-00557 a prima firma dell'interrogante; tali obiettivi acquistano ulteriore valenza considerato che l'Europa rappresenta il secondo mercato mondiale dell'alluminio, e sono significativi i margini di crescita, grazie ad un'industria di trasformazione tecnologicamente all'avanguardia e in continuo sviluppo;
è grande la preoccupazione per la situazione dello stabilimento di Portovesme a causa dell'unicità della produzione e del conseguente interesse strategico nazionale che ricopre e della necessità di salvaguardia dell'occupazione dei lavoratori coinvolti;
nel gennaio 2012 Alcoa annunciò di voler arrestare la produzione nello stabilimento in questione a causa degli elevati costi; il 27 marzo 2012, presso il Ministero dello sviluppo economico (MISE), è stato raggiunto un accordo tra Alcoa, sindacati, regione Sardegna e Governo per la gestione della crisi: l'azienda, in seguito all'intesa raggiunta, ha acconsentito a mantenere attivo lo stabilimento fino al 31 dicembre 2012 e ad assicurare, per almeno un anno, adeguate condizioni di efficienza, così da garantire – nel caso di subentro di nuovi azionisti – una pronta ripresa della produzione. L'accordo prevedeva inoltre un impegno straordinario del Governo per trovare soluzione al problema del costo dell'energia elettrica e, da parte delle istituzioni regionali e locali, l'impegno a migliorare la dotazione infrastrutturale del territorio;
il processo di fermata dell'impianto di Portovesme si è concluso alla fine del 2012 e i dipendenti (circa 1.000, 500 dei quali direttamente dipendenti e gli altri 500 occupati nell'indotto) hanno avuto accesso alla Cassa integrazione straordinaria dal 1o gennaio 2013; Alcoa si è occupata della manutenzione dello smelter di alluminio primario fino a fine luglio 2014, ma il 25 agosto dello stesso anno ha comunicato la decisione di chiusura definitiva dello stabilimento;
lo scorso 10 novembre è stato fatto un rilevante passo in avanti nella vertenza. Il Governo, la regione Sardegna e la società Glencore hanno sottoscritto un protocollo d'intesa concernente le condizioni fondamentali perché Glencore avvii un confronto con Alcoa circa la possibile acquisizione e riattivazione dello smelter di Portovesme; l'obiettivo della ripresa della produzione di alluminio primario è perseguito anche attraverso l'impegno di Alcoa a favorire, in assoluta buona fede, il riutilizzo produttivo dell'impianto;
il Governo e la regione hanno invitato Glencore, proprietaria nella stessa area di Portovesme di un altro impianto di produzione di metalli non ferrosi, a discutere quali condizioni fondamentali debbano sussistere per considerare la possibilità di riavviare l'impianto: Glencore è apparsa pronta a proseguire attraverso ulteriori approfondimenti in questa opportunità;
il confronto fra Governo, regione e Glencore si è quindi sviluppato prevalentemente sulle condizioni economiche di fornitura dell'energia, sulle possibilità di sostenere con risorse pubbliche gli investimenti necessari e sul miglioramento delle condizioni di contesto infrastrutturale. L'esito dell'operazione è tuttavia subordinato al completamento da parte di Glencore di una esaustiva due diligence in relazione all'impianto e alle condizioni della sostenibilità della gestione delle attività nel lungo termine;
dagli esiti dell'ultima riunione della task force sullo stato del confronto Alcoa-Glencore che si è tenuta al Ministero dello sviluppo economico 6 febbraio 2015, si apprende che la trattativa tra le due multinazionali prosegue nel rispetto di quanto previsto nel citato protocollo d'intesa; risultano inoltre in corso di definizione gli strumenti di carattere nazionale che, soprattutto in tema di contenimento del costo energia, russano favorire la competitività delle produzioni strategiche –:
a che punto sia l'interlocuzione con Glencore finalizzata alla ripresa produttiva degli impianti di Portovesme e se vi siano degli sviluppi riguardanti le interlocuzioni sui prezzi dell'energia, elemento assolutamente essenziale per il buon esito della trattativa in corso e la conseguente riapertura dello stabilimento. (5-05241)