• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
S.0/01719/001/ ... in sede di esame del disegno di legge n. 1719, premesso che: l'articolo 9 definisce il regime sanzionatorio. In particolare i commi 1 e 2stabiliscono le sanzioni applicabili nei casi di...



Atto Senato

Ordine del Giorno 0/1719/1/0306 presentato da FRANCESCO MOLINARI
mercoledì 8 aprile 2015, seduta n. 004

Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge n. 1719,
premesso che:
l'articolo 9 definisce il regime sanzionatorio. In particolare i commi 1 e 2stabiliscono le sanzioni applicabili nei casi di violazione degli obblighi cui sono tenute le istituzioni finanziarie italiane ai fini delle comunicazioni da trasmettere all'Agenzia delle entrate, prevedendo che, sia applicata, per tutte le fattispecie di violazioni degli obblighi di cui all'articolo 5, la sanzione amministrativa da 2.065 euro a 20.658 euro prevista per la violazione degli obblighi degli operatori finanziari dall'articolo 10, comma 1-bis, del D.Lgs. n. 471 e che tale sanzione si applichi anche nei casi di omessa, incompleta o inesatta comunicazione delle informazioni;
l'articolo 5, paragrafi 1 e 2 dell'Accordo distingue tra "Errori minori e amministrativi" e casi di "Grave non conformità" agli obblighi relativamente ad una istituzione finanziaria tenuta alla comunicazione nell'altra giurisdizione, affidando all'Autorità competente l'applicazione della propria legislazione interna rispettivamente per ottenere le informazioni corrette o incomplete ovvero per rimediare alla grave non conformità. Tale distinzione porta a prefigurare un regime sanzionatorio articolato che differenzi il trattamento in ragione della diversa rilevanza delle violazioni;
dal testo relativo alle sanzioni risulta del tutto indefinito il rapporto tra violazione e sanzione applicabile, mentre sarebbe stato più corretto individuare direttamente la sanzione irrogabile per le violazioni previste e inoltre si attribuisce un ugual "peso sanzionatorio" a fattispecie di violazioni molto diverse tra di loro, lasciando troppa ampia discrezionalità, e quindi un maggior onere di responsabilità, al giudice di far corrispondere la sanzione in relazione alle peculiarità della fattispecie sottoposta al suo esame;
le violazioni previste dall'articolo 5 dell'accordo sono le seguenti:
la mancata acquisizione delle informazioni di cui al comma 1 e 2 (ad esempio il codice fiscale, la residenza fiscale, la generalità delle persone fisiche, il loro indirizzo e, per i soggetti diversi dalle persone fisiche, la denominazione sociale nonché la sede legale);
la mancata evidenza dell'ammontare aggregato annuo dei pagamenti corrisposti a partire dal 1 gennaio 2015 a ciascuna istituzione finanziaria non partecipante (di cui all'art. 1, par. 1, lett. r), dell'Accordo) (art. 5, comma 7);
il mancato adempimento da parte delle istituzioni finanziarie degli obblighi di adeguata verifica ai fini fiscali, applicando le procedure indicate negli accordi con i Governi di altri Stati esteri e nelle intese tecniche derivanti da tali accordi (art. 5, comma 8) ;
la mancata conservazione della documentazione e delle evidenze utilizzate per l'espletamento degli obblighi di adeguata verifica ai fini fiscali (art. 5, comma 9);
l'omessa, incompleta o inesatta comunicazione all'Agenzia delle entrate delle informazioni di cui all'articolo 4, comma 1 (art. 9, comma 2).
Impegna il Governo:
a valutare la possibilità di definire le fattispecie sanzionabili assicurando il rispetto del principio di tassatività e congruità, previsto nel nostro ordinamento, al fine di evitare incertezze applicative evitando eccessive genericità.
(0/1719/1/0306)
MOLINARI, VACCIANO, SIMEONI, BOCCHINO, CASALETTO, MAURIZIO ROMANI, DE PIETRO, BENCINI, MUSSINI, BIGNAMI, GAMBARO, ORELLANA, CAMPANELLA, DE PIN