• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/01827 DE PETRIS, PETRAGLIA - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che: nel nostro Paese sono allevati attualmente circa 7...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-01827 presentata da LOREDANA DE PETRIS
mercoledì 8 aprile 2015, seduta n.424

DE PETRIS, PETRAGLIA - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:

nel nostro Paese sono allevati attualmente circa 7 milioni e mezzo di capi ovini e caprini, con oltre 70.000 aziende attive nel settore;

l'art. 2135 del codice civile, nella formulazione introdotta con l'art. 1 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, definisce le "attività connesse" esercitate dall'imprenditore agricolo, ricomprendendo quelle rivolte "alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali";

l'art. 32 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, inserisce nel reddito agrario le attività connesse, rimandando ad un decreto attuativo la dettagliata definizione di quelle ammesse al trattamento fiscale specifico del reddito agrario;

il Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, ha emanato il 13 febbraio 2015 il nuovo decreto attuativo per la definizione delle attività connesse che rivede il precedente elenco approvato con decreto del 2011;

il nuovo decreto conferma l'inspiegabile esclusione dalla lista delle attività connesse di quelle rivolte alla manipolazione e commercializzazione della lana proveniente dagli allevamenti ovini e caprini;

tale esclusione non trova attualmente alcun fondamento nella disciplina nazionale e comunitaria, essendo stata nel frattempo rivista la classificazione della lana proveniente da allevamenti zootecnici, oggi sottoprodotto agricolo e non più rifiuto ai sensi del regolamento (CE) n. 1069/2009;

la permanente esclusione dal trattamento fiscale previsto dal reddito agrario costituisce il principale ostacolo al recupero e alla valorizzazione di una materia prima che può diventare molto utile per diversificare il reddito delle aziende zootecniche interessate e contribuire a contrastare le crisi del settore, invece che essere considerata uno scarto da smaltire;

alcune Regioni hanno avviato, anche utilizzando la programmazione dei fondi per lo sviluppo rurale, progetti di filiera rivolti al riutilizzo multifunzionale delle lane provenienti dagli allevamenti ovini e caprini, finalizzati alla valorizzazione dei prodotti derivati,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario e urgente rivedere il decreto attuativo emanato il 13 febbraio 2105 e concernente le "attività connesse" esercitate dall'imprenditore agricolo, includendo anche le attività rivolte alla manipolazione e commercializzazione della lana prodotta dagli allevamenti ovini e caprini, al fine di valorizzare una materia prima in grado di attivare reddito e occupazione nelle aziende interessate e prevedere un equo trattamento fiscale, nell'ambito del reddito agrario, per le iniziative rivolte a recuperare e valorizzare tale prodotto.

(3-01827)