• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00652 premesso che: le nostre Forze armate si devono misurare da un lato con la realizzazione di uno strumento moderno ed efficace, in grado di rispondere alle tensioni e ai pericoli a...



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00652presentato daBOLOGNESI Paolotesto diGiovedì 9 aprile 2015, seduta n. 405

La IV Commissione,
premesso che:
le nostre Forze armate si devono misurare da un lato con la realizzazione di uno strumento moderno ed efficace, in grado di rispondere alle tensioni e ai pericoli a livello globale, dall'altro con l'uso nel miglior modo possibile dei fondi a disposizione, obbligatoriamente limitati dalle difficili condizioni della finanza pubblica;
la legge n. 244 del 2012, con la quale è stata ridisegnata la struttura dello strumento militare ha come fondamento una previsione di spesa per la «funzione difesa» sulla base del paradigma 50-25-25 (cioè 50 per cento per il personale, 25 per cento per l'esercizio e 25 per cento per gli armamenti);
al momento, le risorse destinate all'esercizio sono molto al di sotto delle reali necessità delle Forze armate e dell'obiettivo del 25 per cento della spesa complessiva. La voce «esercizio» rimane, quindi, la più penalizzata. Con le risorse assegnate, che quest'anno assommano a 1.170,9 milioni di euro, con un decremento di 173,81 milioni di euro (-12,92 per cento) rispetto alla dotazione approvata per l'anno 2014, si devono coprire esigenze fondamentali per il buon funzionamento dello strumento militare: addestramento, manutenzione, carburante, adeguamento infrastrutture e, non ultimi, i costi energetici;
nell'impossibilità di reperire nuovi fondi per l'esercizio devono essere prese in considerazione anche idee fortemente innovative come la riconversione a basso impatto energetico di edifici e/o complessi pubblici che fanno parte del patrimonio immobiliare della difesa. Un'occasione è rappresentata dalla possibilità di riconvertire l'apparato della difesa, ricorrendo alle più avanzate tecnologie quali, ad esempio, l'illuminazione a led;
in tale ottica, il Ministro della difesa, avvalendosi delle competenze e della collaborazione dell'ENEA, dovrebbe individuare le strutture con impianti vetusti e altamente energivori che dovrebbero esseri ammodernati e trasformati tramite le più avanzate tecnologie disponibili, al fine di garantire risparmi energetici sia per quanto riguarda le esigenze di illuminazione che quelle di riscaldamento;
peraltro, siffatta iniziativa si inserirebbe coerentemente nel quadro delle norme contenute nel decreto legislativo n. 102 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 18 luglio, ed entrato in vigore il 19 luglio) che recepisce la direttiva europea 27/2012, introducendo misure innovative finalizzate a promuovere interventi per il miglioramento dell'efficienza energetica nelle grandi, piccole e medie imprese e nella pubblica amministrazione,

impegna il Governo:

a presentare al Parlamento, entro sei mesi dalla data di approvazione del presente atto; una dettagliata valutazione sistematica e documentata dell'efficienza del sistema energetico infuso alle Forze armate;
a sottoporre al Parlamento un programma di interventi di medio-lungo termine, da attuare attraverso un cronoprogramma vincolante nell'arco di un triennio, per la riqualificazione energetica degli impianti e delle infrastrutture in uso alla Difesa, per quanto concerne sia i sistemi di illuminazione sia gli impianti termici, considerata l'importanza che tutto ciò assume sulle condizioni del personale e sui conseguenti risparmi di spesa, valutando anche possibili forme di finanziamento pubblico-privato per la realizzazione del programma.
(7-00652) «Bolognesi, Scanu, Carlo Galli, Stumpo, Boldrini, Fusilli, Fontanelli, Giuditta Pini».