• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/05304 dopo anni di forti riduzioni della quota pescabile di tonno rosso, l'ICCAT (International Commission for the Conservation of Tunas) nell'ultima sessione speciale tenutasi a Genova nel Novembre...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-05304presentato daDI STEFANO Fabriziotesto diVenerdì 10 aprile 2015, seduta n. 406

FABRIZIO DI STEFANO e RICCARDO GALLO. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:
dopo anni di forti riduzioni della quota pescabile di tonno rosso, l'ICCAT (International Commission for the Conservation of Tunas) nell'ultima sessione speciale tenutasi a Genova nel Novembre 2014, ha adottato una nuova raccomandazione (n. 04-14) con la quale sono state modificate alcune misure di gestione e conservazione del tonno rosso, tra cui l'aumento del totale ammissibile di cattura (TAC) nel triennio 2015-2017;
l'aumento di quote di cattura attribuito dall'ICCAT, come ogni anno è distribuito tra i Paesi dell'Unione che praticano la pesca del tonno rosso e che, in relazione al riparto storico; all'Italia, nel triennio 2015-2017 spetta un aumento di circa 1.500 tonnellate. Nell'anno 2015 l'aumento previsto è pari a 352,39, passando quindi da una quota di 1.950,42 del 2014 a 2.302,81 tonnellate per la campagna di pesca dell'anno in corso;
la ripartizione delle quote è sempre avvenuta tramite decreto, non c’è stata mai, altresì, una norma che disciplinasse la materia; tutti i decreti che si sono succeduti negli anni, non hanno mai seguito un indirizzo preciso, un unico criterio, sono stati sempre influenzati dal momento ed anche dalla situazione politica. Negli anni in relazione alle congiunture economiche si sono anche verificati trasferimenti di quote da un sistema all'altro; altre volte ciò è stato impedito. Tutto ciò ha influito notevolmente sull'assegnazione delle quote negli anni con una sempre e costante preponderanza del sistema circuizione tanto che a tale sistema viene oggi assegnato circa il 74,406 per cento delle quote destinate all'Italia; mentre al sistema palangaro è stata assegnata una quota pari a 13,587 per cento; Tale situazione è paradossale in quanto la stragrande maggioranza delle quote risultano assegnate a sole n. 12 imbarcazioni da pesca (circuizione) a differenza dei palangari ove solo il 13 per cento delle quote devono soddisfare la necessità di 30 imbarcazioni (palangari). Tutto ciò crea due diversi settori economici all'interno dello stesso segmento di pesca: quello della circuizione sempre più ricco e gli altri sistemi sempre più in difficoltà economica;
le quote sono di proprietà dello Stato e da sempre la politica aveva tranquillizzato il sistema del palangaro nel senso che il consolidato non si sarebbe modificato, ragionamento anche questo non privo di molte lacune, e che nel momento in cui ci fossero state quote aggiuntive queste sarebbero state utilizzate proprio per riequilibrare il tutto;
un ampliamento della quota di tonno rosso pescabile, con conseguente aumento di prodotto sul mercato, determinerà, in base alla legge della domanda e dell'offerta, una diminuzione del prezzo a livello internazionale ed in particolare del prodotto morto pescato dai palangari; a dispetto del tonno pescato vivo con il sistema a circuizione e con possibilità di immissione sul mercato in concomitanza di condizioni più favorevoli di mercato;
un aumento minimo di quote per il sistema palangaro non riuscirebbe a compensare il calo di prezzo del tonno rosso e quindi creerebbe problemi economici aggiuntivi alla già precaria situazione economica delle imbarcazioni autorizzate alla pesca del tonno rosso con il sistema palangari;
per il sistema circuizione è stato fissato a 12 il numero di imbarcazioni autorizzate alla pesca del tonno rosso per la campagna 2015 ed un aumento considerevole delle quote di tonno rosso a tali pescherecci altererebbe le condizioni di mercato, creando di fatto un monopolio in mano a pochi operatori;
in relazione a quanto descritto l'applicazione del principio della «stabilità relativa» per la suddivisione delle 352,39 tonnellate di tonno rosso assegnate in più all'Italia per la campagna di pesca 2015, tra i sistemi di pesca penalizzerebbe di fatto le imbarcazioni da pesca al tonno rosso con il sistema «palangari», mettendo in grave rischio la sostenibilità economica delle imprese stesse –:
se sia legittima questa procedura o se invece non sia opportuno prevedere una ripartizione che consenta agli altri sistemi, in primis il palangaro, di avere una propria autonomia economica, nell'interesse di intere comunità e di interi territori; nello specifico abbandonare la ripartizione a percentuali predefinite (principio della «stabilità relativa»), che non hanno nessun riferimento legislativo, ed assegnare le nuove quote in base al bisogno specifico ed in particolare: 120 tonnellate alla circuizione, 150 al palangaro, 50 alla tonnara fissa e 30 alla quota indivisa, cosa che servirebbe a portare serenità all'intero comparto della pesca del tonno, a sanare scelte precedenti, spesso contraddittorie, e a garantire a tutti gli attori in campo un giusto ed equilibrato ritorno economico non più totalmente sbilanciato verso una direzione, al contrario il metodo che sembrerebbe abbia scelto il Ministero consentirebbe ad un'unica imbarcazione il possesso delle stesse quote di un intero sistema, quello del palangaro. (5-05304)