• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/00734-A/011 in sede di esame del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 25 marzo 2013, n. 24, recante «Disposizioni urgenti in materia sanitaria» (C. 4357-A); premesso...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/00734-A/011presentato daBARONI Massimo Enricotesto diLunedì 20 maggio 2013, seduta n. 19

La Camera,
in sede di esame del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 25 marzo 2013, n. 24, recante «Disposizioni urgenti in materia sanitaria» (C. 4357-A);
premesso che:
il provvedimento all'esame prevede all'articolo 1, comma 1, lettera c), che i programmi sanitari delle regioni debbano necessariamente prevedere la presa in carico degli internati da parte delle aziende sanitarie locali all'interno di progetti terapeutico-riabilitativi individuali che assicurino il diritto alle cure e al reinserimento sociale, nonché a favorire l'esecuzione di misure di sicurezza alternative al ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario o all'assegnazione a casa di cura e custodia;
sono circa 500 i pazienti reclusi considerati «non socialmente pericolosi» all'interno degli Ospedali psichiatrici giudiziari e, considerata l'alta probabilità che le residenze dei futuri pazienti siano coincidenti con l'istituzione giudiziaria, si presume che i Dipartimenti di salute mentale di riferimento non saranno in grado di gestire l'elevata affluenza di nuovi pazienti psichiatrici,

impegna il Governo:

a prevedere le necessarie misure di sicurezza alternative e al contempo di proseguire un'assistenza psichiatrica residenziale, al fine di evitare il pericolo di una regressione correlata all'improvvisa uscita dall'ospedale psichiatrico giudiziario, che presenta caratteristiche di cronicizzazione e di «istituzionalizzazione repressiva» per il paziente psichiatrico;
ad attivarsi affinché l'uscita dall'istituzione debba inizialmente essere esercitata tramite invio a una comunità terapeutica riabilitativa di tipo residenziale per pazienti psichiatrici, seguendo una logica di continuità di cura, e che il paziente debba essere dimesso non appena il dipartimento di salute mentale di competenza e, nello specifico, l’équipe multidisciplinare della comunità residenziale, ritenga a sua volta recuperato il paziente medesimo, ovvero lo stesso abbia raggiunto quel livello di autonomia psichica e materiale che gli permetta una vita indipendente; o che, in alternativa, abbia optato per invio ad altro servizio con caratteristiche diverse ma specifiche per la salute mentale, ovvero comunità terapeutica-riabilitativa semi-residenziale, ovvero centro diurno, ovvero gruppo-appartamento, ovvero semplice servizio psichiatrico ambulatoriale, a minore intensità di cura e più alto livello di autonomia.
9/734-A/11. Baroni, Lorefice, Cecconi, Di Vita, Dall'Osso, Mantero, Grillo, Silvia Giordano.