• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/01868 MANASSERO, BORIOLI, Stefano ESPOSITO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che: l'autostrada A/33 Asti-Cuneo rappresenta un collegamento assolutamente necessario...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-01868 presentata da PATRIZIA MANASSERO
martedì 21 aprile 2015, seduta n.433

MANASSERO, BORIOLI, Stefano ESPOSITO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

l'autostrada A/33 Asti-Cuneo rappresenta un collegamento assolutamente necessario e strategico tra i due capoluoghi del basso Piemonte, per l'interconnessione di un'area ad alta densità produttiva con l'intero territorio regionale e le principali direttrici di traffico nazionale;

si tratta, infatti, di un asse autostradale atteso da anni dalle comunità locali, in particolare dalla provincia di Cuneo, fortemente penalizzate dall'isolamento viario;

il primo finanziamento per la sua realizzazione risale a circa 17 anni fa, quando la legge 3 agosto 1998, n. 295, all'articolo 3, comma 1, istituì un apposito Fondo nello stato di previsione del Ministero dei lavori pubblici per interventi di adeguamento del sistema autostradale, ed in particolare delle tratte Asti-Cuneo e Siracusa-Gela;

negli anni si sono registrati forti ritardi nell'avanzamento dei lavori ed attualmente l'infrastruttura è in parte aperta al traffico, in parte in costruzione ed in parte ancora nella fase progettuale;

considerato che a quanto risulta agli interroganti:

secondo il progetto il tracciato definitivo di tale importante arteria stradale si articola in 2 tronchi di complessivi 90,15 chilometri, tra loro connessi da un tratto di 20 chilometri dell'Autostrada A/6 Torino-Savona, compreso tra gli svincoli di Marene e Massimini;

il tronco 1 (dalla città di Cuneo all'interconnessione di Massimini sulla A/6 Torino Savona) risulta completato e operativo, anche se mancante del lotto 1.6, corrispondente alla tangenziale di Cuneo;

il tronco 2 (dagli svincoli di Asti est ed Asti ovest della A/21 Torino Piacenza sino allo svincolo di Marene sulla A/6 Torino Savona) è solo parzialmente completato: mancano, infatti, i lotti 2.5 (Guarene-Roddi), 2.6 (Roddi - Diga Enel), 2.1b (Asti est-Rocca Schiavino) e 2.1 dir (Rocca Schiavino - Asti ovest);

l'opera, quindi, è parzialmente inutilizzabile a causa della mancata realizzazione dei lotti centrali, fra Alba e Cherasco, dove il traffico viene deviato sulla viabilità ordinaria, determinando inevitabili problemi per la circolazione;

negli anni scorsi la società concessionaria aveva chiesto di rinviare l'esecuzione del lotto 2.5 (Guarene-Roddi) e la costruzione della galleria sotto il fiume Tanaro per mancanza di fondi e di utilizzare, come soluzione temporanea e senza pedaggio, la tangenziale di Alba, consentendo, così, un primo efficace collegamento a scorrimento veloce e a doppia carreggiata tra Asti e Cuneo;

la proposta era stata accettata dalle amministrazioni locali interessate, nonostante la previsione dei pesanti disagi che ne sarebbero derivati e, comunque, a condizione che l'utilizzo della tangenziale fosse provvisorio e che, contemporaneamente alla costruzione del lotto 2.6 (Roddi-Diga Enel), fossero realizzate alcune opere complementari, indispensabili per il miglioramento della viabilità locale;

il 14 marzo e il 19 aprile 2012 si sono svolte, presso la Direzione generale per lo sviluppo del territorio, della programmazione e dei progetti internazionali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, 2 sedute della Conferenza dei servizi, indetta ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 383;

gli accordi prevedevano: l'adeguamento della tangenziale di Alba per il suo utilizzo transitorio, la costruzione da parte della società concessionaria di alcune opere complementari di miglioramento per la viabilità, l'impegno a realizzare tali interventi prima della conclusione dei lavori del lotto 2.6 e l'approvazione, da parte dell'Anas, del progetto definitivo del lotto 2.6 entro il 30 settembre 2012;

le ultime notizie disponibili sull'effettivo piano di completamento dell'opera risalgono, quindi, al 2012;

l'articolo 5 del decreto-legge 12 settembre, 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164 (cosiddetto Sblocca Italia), intervenendo in materia di concessioni autostradali, ha disciplinato una procedura volta a modificare, entro il 30 giugno 2015, alcune concessioni autostradali vigenti (anche tramite accorpamenti di tratte interconnesse e proroghe della durata), al fine di assicurare gli investimenti necessari per gli interventi di potenziamento, adeguamento strutturale, tecnologico e ambientale delle infrastrutture autostradali nazionali nonché tariffe e condizioni di accesso più favorevoli per gli utenti;

ad oggi risulta che il gruppo GAVIO ha presentato, sulla base della citata disposizione, un piano di aggiornamento delle convenzioni, in cui propone, in sostanza, per le sue controllate Salt, AutoCisa, Fiori, Satap, Torino-Savona, Sav e Asti-Cuneo: l'unificazione delle concessioni; la proroga delle scadenze da una media (ponderata) del 2027 a una nuova media del 31 dicembre 2043; un piano di incrementi tariffari calmierato, passando da aumenti nominali cumulati (tra il 2015 e il 2019) compresi tra un aumento del 17 per cento e un incremento del 47 per cento a una media complessiva del più 8 per cento; piani di investimento accresciuti, passando da 1,8 miliardi in tutto a 7,0 miliardi,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno fornire ulteriori e più dettagliate informazioni circa l'attuale stato di progettazione, autorizzazione, finanziamento ed attuazione dei 5 lotti non ancora realizzati;

quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere al fine di pervenire, in tempi certi, alla definitiva soluzione di una questione da troppo tempo in una fase di stallo, e consentire, così, il completamento di un'opera essenziale per lo sviluppo socio-economico ed infrastrutturale, non solo delle comunità locali direttamente interessate, ma dell'intero Paese.

(3-01868)