• Testo RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.6/00104 premesso che: il suddetto documento afferma che nell'ultimo trimestre del 2014 l'Italia è uscita dalla recessione sostenendo l'esistenza di una evoluzione favorevole del contesto...



Atto Senato

Risoluzione in Assemblea 6-00104 presentata da GIUSEPPE COMPAGNONE
giovedì 23 aprile 2015, seduta n.436

Il Senato, esaminato il Documento di economia e finanza 2015,
premesso che:
il suddetto documento afferma che nell'ultimo trimestre del 2014 l'Italia è uscita dalla recessione sostenendo l'esistenza di una evoluzione favorevole del contesto macro-economico;
i dati a nostra disposizione indicano, al contrario, che:
il PIL è sceso nel Mezzogiorno del 3,2 per cento con una flessione che si approfondisce sempre più;
in termini di PIL pro capite il Mezzogiorno è sceso al 57,4 per cento del valore del Centro-Nord;
i consumi delle famiglie meridionali sono stati duramente colpiti, arrivando a ridursi del 4,8 per cento a fronte del -3,8 delle Regioni del Centro-Nord;
il crollo della produzione e degli investimenti industriali ha comportato una forte diminuzione degli occupati nel settore;
il Sud è ormai coinvolto in un negativo processo di desertificazione industriale, con la conseguenza che l'assenza di risorse umane, imprenditoriali e finanziarie potrebbe impedire all'area meridionale di agganciare la possibilità di ripresa e trasformare la crisi ciclica in un sottosviluppo permanente;
il tasso di occupazione femminile è fermo al Sud al 23,6 per cento. I diplomati e i laureati nel Mezzogiorno presentano tassi di occupazione decisamente più contenuti di quelli del resto del Paese. Nel 2013 i giovani Neet (not in education, employment or training) hanno raggiunto 3.327.000 con un aumento rispetto al 2007 di circa 540.000 unità. Di questi, quasi due milioni sono donne (58 per cento circa) e 1.850.000 si trovano al Sud;
sul dato di 1.850.000 inattivi meridionali, 1.032.000 sono donne, praticamente 2 su 3;
durante il decennio scorso sono migrate dal Mezzogiorno verso il centro-Nord 1.313.000 persone, di cui 172.000 laureati, in più sono emigrate all'estero 180.000 meridionali, di cui 20.000 laureati; in risalita anche i pendolari di lungo raggio che lavorano al Centro-Nord pur mantenendo la residenza al Sud. Nel 2012 i pendolari hanno superato quota 155.000;
alla caduta dell'occupazione e dello sviluppo si aggiunge il degrado del territorio e della tenuta complessiva del sistema viario; infatti i fenomeni di dissesto idrogeologico e di cattiva manutenzione dei viadotti autostradali hanno recentemente ridotto la mobilità della popolazione e allungato enormemente i tempi di percorrenza (un esempio per tutti il recente crollo di un PILone sull'autostrada A19 Palermo-Catania, tratto lungo 193 km che collega le città siciliane più grandi e attraversa le provincie di Palermo, Caltanissetta, Enna e Catania);
l'introduzione della nuova imposta IMU sui terreni agricoli, e la mancata estensione dell'esenzione (legge 24 marzo 2015 n. 34) penalizzerà in maniera insostenibile soprattutto gli agricoltori e i piccoli proprietari del Mezzogiorno, infliggendo il colpo di grazia ad un settore già gravemente in crisi;
valutato che è necessario un piano complessivo e definitivo per il Paese attraverso la mobilitazione di tutte le energie del Mezzogiorno d'Italia come volano per l'intero sistema Italia, con visione di insieme e di durata pluriennale in termini di economia, lavoro e infrastrutture; in particolare occorre un grande piano dei porti, delle ferrovie e delle reti autostradali;
stimato che vanno promosse iniziative atte a favorire le esperienze di lavoro di giovani laureati meridionali, con particolare riferimento all'area della ricerca, della diffusione delle nuove tecnologie e della valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale;
esaminato che è essenziale ridurre il costo del credito nel Mezzogiorno che sconta tassi superiori a quelli della parte più sviluppata del Paese e che quindi pone le imprese del Sud in un livello di gap concorrenziale rispetto a quelle del centro-Nord;
analizzato che esistono comunque tante realtà industriali e distretti produttivi nel Sud che rappresentano scommesse vinte dall'imprenditoria meridionale alle quali si può consentire di essere competitive attraverso la concessione di agevolazioni per gli utili di impresa reinvestiti;
osservato che sono comunque necessari programmi straordinari di sostegno alle piccole e medie imprese, da attuarsi anche attraverso il rafforzamento delle linee di intervento già previste dai singoli Piani operativi regionali in attuazione della programmazione comunitaria;
preso atto che in assenza di infrastrutture adeguate, qualsiasi forma di imprenditoria sana nel Mezzogiorno sarebbe comunque penalizzata dalla mancanza di raccordi stradali e ferroviari fondamentali al collegamento con i Corridoi europei e rilevato che essi stessi scontano un ritardo nella realizzazione dei territori meridionali,
impegna il Governo:
- a inserire nel Documento di economia e finanza 2015 l'adozione di un Piano straordinario per il Mezzogiorno che abbia una visione di insieme e di durata e, in particolare:
- a valutare misure per una politica industriale specifica per il Sud, con l'attivazione di corsie preferenziali per accedere al credito, all'export e a fonti di private equity e misure aggiuntive per i contratti di rete;
- a predisporre forme di fiscalità di vantaggio idonee a compensare i gap competitivi che penalizzano il Mezzogiorno d'Italia rispetto ai Paesi dell'Est Europa;
- a valutare, ai fini della riduzione del costo del credito nel Mezzogiorno, l'istituzione presso il Ministero dello sviluppo economico di un Fondo per la riduzione del costo del credito;
- ad adottare per gli anni 2015-2017, d'intesa con la Banca d'Italia, adeguate misure per assicurare uniformità del credito sul territorio nazionale;
- a valutare la necessità di rivedere la normativa sull'applicazione dell'IMU sui terreni agricoli, in vista della sua abrogazione;
- a valutare la predisposizione di un intervento per le infrastrutture che affronti le emergenze attuali di manutenzione di quelle esistenti e di mobilità della popolazione e risolva il ritardo del Mezzogiorno rispetto al resto d'Europa.
(6-00104)
COMPAGNONE, D'ANNA, DI MAGGIO, Giovanni MAURO, Mario MAURO, MILO, RUVOLO, SCAVONE, CARIDI, BARANI.