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Atto a cui si riferisce:
C.1/00834 premesso che: dal rapporto 2014 Waste watcher – knowledge for Expo più di 8 miliardi di euro di cibo all'anno vengono gettati nella spazzatura; nonostante gli italiani...



Atto Camera

Mozione 1-00834presentato daROSTELLATO Gessicatesto diVenerdì 24 aprile 2015, seduta n. 415

La Camera,
premesso che:
dal rapporto 2014 Waste watcher – knowledge for Expo più di 8 miliardi di euro di cibo all'anno vengono gettati nella spazzatura;
nonostante gli italiani abbiano diminuito gli sprechi domestici, ancora oggi ogni cittadino butta nella spazzatura 76 chili di prodotti alimentari. Anche secondo un'indagine della Coldiretti, divulgata in occasione della giornata di prevenzione dello spreco alimentare in Italia istituita dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sei italiani su dieci (il 60 per cento) nel 2014 hanno sprecato di meno;
anche a causa della crisi il 75 per cento fa la spesa più attentamente, il 56 per cento utilizza gli avanzi nel pasto successivo, il 37 per cento riduce le quantità acquistate, il 34 per cento guarda con più attenzione la data di scadenza e l'11 per cento dona in beneficenza;
a livello mondiale un terzo del cibo prodotto viene sprecato per un totale di 1,3 miliardi di tonnellate, che sarebbero ampiamente sufficienti a sfamare la popolazione che soffre di fame cronica, secondo l'analisi della Coldiretti su dati Fao;
gli sprechi alimentari hanno raggiunto le 670 milioni di tonnellate nei Paesi industrializzati e le 630 milioni di tonnellate in quelli in via di sviluppo;
vi è un poi dato preoccupante: da uno studio effettuato dagli esperti dell'Osservatorio nutrizionale Grana padano i bambini italiani in sovrappeso sono il 30 per cento, i bambini obesi il 15 per cento, con un totale complessivo di bambini con peso in eccesso del 45 per cento e capire l'importanza di una sana alimentazione è il primo passo da compiere;
l'indagine dell'Osservatorio ha valutato le abitudini alimentari, l'attività fisica e i dati antropometrici di 2.062 bambini e ragazzi di età compresa fra i 6 e i 13 anni, di cui 1.390 in età fra 6-10 anni e 672 in età compresa tra 11-13 anni, confermando una tendenza negativa sull'eccesso di peso dei bambini, che vede l'Italia ai primi posti della classifica europea, nonostante il nostro Paese sia rinomato nel mondo per la dieta mediterranea e stia preparando l'Expo 2015 proprio sul tema dell'alimentazione;
dall'indagine emerge che i bimbi più piccoli (6-10 anni) consumano meno frutta e verdura dei bambini più grandi e, in particolare, introducono significativamente meno legumi, pomodori, broccoli, cavolfiore, cavoletti, carote, zucchine, fagiolini, peperoni e verdure verdi (spinaci, bieta, coste ed altro), ma anche meno frutta (mele, anguria e melone);
emerge, inoltre, che i più piccoli consumano poco pesce rispetto ai ragazzi più grandi (circa la metà);
l'alimentazione ha assunto nella società in cui si vive oggi un ruolo fondamentale nella determinazione della qualità della vita;
l'educazione alimentare, in età scolare, rappresenta lo strumento essenziale per la prevenzione e la cura di malattie e, quindi, contribuisce al mantenimento di uno stato di salute ottimale e offre anche moltissimi spunti di crescita personale, culturale ed umana, nella prospettiva della formazione della personalità nelle sue diverse dimensioni (fisica, affettiva, sociale, morale, intellettuale, spirituale ed estetica);
per gli alunni imparare a costruire un corretto rapporto con il cibo è essenziale, anche per una vita sana in età adulta, e in tale prospettiva il momento scolastico assume particolare importanza, con il duplice obiettivo, nutrizionale ed educativo, di ruolo primario per la salute, il benessere fisico e la socializzazione dei giovani;
è importante riconoscere l'importanza dell'alimentazione, riportare le abitudini del bambino alla piramide alimentare, far conoscere la composizione e il valore nutritivo degli alimenti anche attraverso la lettura delle etichette, far conoscere l'importanza e la funzione dei vari alimenti (ad esempio, storia del grano e dei suoi derivati, il latte e i suoi derivati e altro), far sviluppare nell'adolescente un comportamento responsabile nella scelta dei cibi e far conoscere gli effetti di un'alimentazione eccessiva o insufficiente e le varie patologie legate all'alimentazione (celiachia e altre allergie e intolleranze alimentari, diabete, obesità e altro) e, di conseguenza, promuovere anche la prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare;
attribuire valore al cibo e ristabilire l'importanza della sua qualità potrebbe forse far riscoprire e riapprezzare l'identità umana e sociale,

impegna il Governo:

ad assumere iniziative affinché nel primo e nel secondo ciclo di istruzione vengano impartite le conoscenze relative alla corretta alimentazione attraverso la disciplina denominata «educazione alimentare»;
ad assumere iniziative volte a prevedere nelle scuola dell'infanzia che tale acquisizione venga realizzata mediante appositi percorsi formativi finalizzati all'insegnamento dell'importanza dell'alimentazione e della funzione dei vari alimenti;
a sensibilizzare e promuovere, anche attraverso campagne mediatiche, l'utilizzo corretto degli alimenti, per bambini ed adulti, al fine di poter sviluppare nella collettività un comportamento sempre più responsabile nella scelta dei cibi, in maniera tale da far conoscere gli effetti di un'alimentazione eccessiva o insufficiente e le varie patologie legate all'alimentazione (celiachia e altre allergie e intolleranze alimentari, diabete, obesità e altro) e, di conseguenza, promuovere la prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare.
(1-00834) «Rostellato, Artini, Baldassarre, Barbanti, Bechis, Mucci, Prodani, Rizzetto, Segoni, Turco».