• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00951 come riportato dagli organi di stampa calabresi (esempio La Gazzetta del Sud del 20 aprile 2015), il dottor Antonio Belcastro è stato nominato, dalla giunta regionale guidata dal presidente...



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00951presentato daNESCI Dalilatesto diMartedì 28 aprile 2015, seduta n. 417

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della salute, il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere – premesso che:
come riportato dagli organi di stampa calabresi (esempio La Gazzetta del Sud del 20 aprile 2015), il dottor Antonio Belcastro è stato nominato, dalla giunta regionale guidata dal presidente Mario Oliverio, commissario dell'Azienda ospedaliero-universitaria «Mater Domini» di Catanzaro;
tale nomina ha di fatto revocato il provvedimento con cui l'allora commissario ad acta per l'attuazione per il piano di rientro dal disavanzo sanitario per la regione Calabria, il generale Luciano Pezzi, aveva conferito ad altri le medesime responsabilità dirigenziali;
come infatti si legge su un comunicato stampa della regione Calabria del 22 luglio 2014, «la Giunta regionale si è riunita presieduta dalla Presidente f.f. Antonella Stasi con l'assistenza del Dirigente generale Francesco Zoccali. Su proposta della presidente Stasi è stato nominato il nuovo Direttore generale dell'azienda ospedaliera “Mater Domini” di Catanzaro. È Antonio Belcastro, attuale Commissario della stessa Azienda»;
Belcastro veniva dunque nominato commissario con deliberazione n. 299 nella seduta del 22 luglio 2014;
il 24 ottobre 2014, come detto, il commissario Pezzi con il decreto del Commissario ad acta n. 76 disponeva «di annullare la delibera della Giunta regionale n. 299 del 22 luglio 2014 relativa alla nomina del dottor Antonio Belcastro a Direttore generale dell'Azienda ospedaliero-universitaria “Mater Domini” di Catanzaro»;
tale annullamento, secondo quanto si legge ancora nel decreto del commissario ad acta, dipendeva dal fatto che la delibera di nomina in questione era un «atto illegittimo in contrasto con la normativa vigente e con il parere reso dai Ministeri affiancanti e, comunque, di ostacolo per il raggiungimento degli obiettivi del Piano di Rientro e più in particolare alla governance del sistema sanitario calabrese»;
ciò anche perché l'atto risultava essere «eccedente l'ordinaria amministrazione adottato dalla giunta regionale in regime di prorogatio in violazione dell'articolo 33 della statuto della regione Calabria, interpretato alla luce dei principi costituzionali che regolano la prorogatio degli organi elettivi e di governo regionali e dell'articolo 3 del decreto-legge del 16 maggio 1994 n. 293, con conseguente situazione d'illegittimità nella direzione delle Aziende che pregiudica l'adozione delle misure urgenti attuative del piano di rientro»;
a parere degli interpellanti, secondo il principio logico del tertium non datur, delle due l'una: o la giunta può in proposito procedere in autonomia – e allora poteva farlo anche quando era guidata dal presidente facente funzioni Antonella Stasi – oppure occorre sempre un atto di recepimento del commissario governativo per l'attuazione del piano di rientro del disavanzo sanitario;
stando così le cose, sul piano sistematico va da sé che per revocare un atto di nomina del citato commissario ne serva uno della stessa specie, sicché l'ultima deliberazione della giunta regionale non produrrebbe, per sua natura, codesto effetto. Resterebbero in carica, dunque, i direttori generali facenti funzione già incaricati dal commissario Pezzi;
non è la prima volta che la giunta regionale guidata da Mario Oliverio nomina in autonomia commissari di aziende sanitarie senza che vi sia un atto di recepimento del commissario governativo, Massimo Scura;
la prima firmataria della presente interpellanza, a riguardo, ha già presentato l'interrogazione a risposta in Commissione n. 5-05371 del 16 aprile 2015, in cui si solleva il caso di Santo Gioffrè, nominato commissario dell'azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria;
tale incarico è però, ad avviso degli interpellanti, per legge inconferibile, secondo quanto prescritto dal comma 1 dell'articolo 8 del decreto legislativo n. 39 dell'8 aprile 2013, per il quale «gli incarichi di direttore generale, direttore sanitario e direttore amministrativo nelle aziende sanitarie locali non possono essere conferiti a coloro che nei cinque anni precedenti siano stati candidati in elezioni europee, nazionali, regionali e locali, in collegi elettorali che comprendano il territorio della ASL»;
la riferita inconferibilità è rafforzata dalla normativa regionale calabrese, che equipara il ruolo di commissario in questione a quello di direttore generale;
il summenzionato Gioffrè – già assessore ai beni e alla attività culturali e alla protezione civile della provincia di Reggio Calabria durante la presidenza di Giuseppe Morabito (2006-2011) e segretario cittadino del Partito democratico – nel 2013 è stato candidato a sindaco di Seminara (Reggio Calabria);
accanto al succitato incarico di commissario dell'Asp di Reggio Calabria per Santo Gioffrè, desta stupore anche la nomina, disposta il 4 aprile 2015, a direttore amministrativo dell'azienda ospedaliera di Reggio Calabria per Giulio Carpentieri, pensionato e già dirigente del consiglio regionale della Calabria;
detta nomina è avvenuta, sempre ad avviso degli interpellanti, in contrasto con il contenuto di una recente deliberazione, depositata in data 21 novembre 2014, in cui la Corte dei conti ha precisato in via preliminare che «le nuove previsioni dettate dall'articolo 6 del decreto-legge 90 del 2014 hanno quale antecedente l'articolo 25 della legge 724 del 1994 che, al dichiarato fine di garantire la trasparenza e l'imparzialità dell'azione amministrativa, vieta il conferimento al personale delle pubbliche amministrazioni cessato volontariamente dal servizio per l'ottenimento della pensione di anzianità, da parte dell'amministrazione di provenienza o di amministrazioni con le quali lo stesso personale ha avuto rapporti di lavoro o di impiego nei cinque anni precedenti a quello della cessazione dal servizio, di incarichi di consulenza, collaborazione, studio e ricerca»;
la portata della nuova disposizione appare, pertanto, più ampia della stessa cosiddetta «circolare Madia» (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 37 del 14 febbraio 2015) che – come riassunto dal giornalista Paolo Pollichieni, in un articolo apparso sul portale della testata giornalistica Il Corriere della Calabria – «impone di evitare che i burocrati mandati a casa escano dalla porta per rientrare dalla finestra che il politicante di turno gli spalanca improvvidamente»;
la Corte dei conti ha sottolineato come «non è più necessario che l'oggetto del conferimento consista in attività o mansioni già svolte in precedenza, essendo il divieto esteso a qualunque incarico di studio e consulenza. L'ambito di applicazione della disposizione, pertanto, abbraccia, oltre alle prestazioni di lavoro autonomo, anche incarichi dirigenziali e direttivi, nonché le cariche in organi di governo (con esclusione, ovviamente, delle cariche elettive), includendo nel perimetro applicativo qualunque tipologia di incarico dirigenziale (a tempo indeterminato, a tempo determinato, di natura fiduciaria) e direttivo»;
oltretutto, le nomine dei commissari in argomento necessitano sempre, per come ribadito dai ministeri affiancanti in sede di tavolo Massicci, di specifico atto di recepimento da parte del Commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario, come peraltro si può leggere in un articolo del 9 dicembre 2014 pubblicato sul portale web della testata Il Corriere della Calabria a firma di Pietro Bellantoni, che per la nomina di Alessandro Moretti a direttore generale dell'Asp di Cosenza scrisse, con riferimento al citato Commissario Pezzi: «Al fine di provvedere alla stesura del provvedimento definitivo di recepimento della nomina, come richiesto dai ministeri affiancanti, ha chiesto al dipartimento Tutela della salute elementi di informazione in ordine all'istruttoria svolta per l'individuazione del dottor Alessandro Moretti» –:
se il Governo confermi che le nomine dei dirigenti sanitari debbano in ogni caso essere recepite, per le regioni sottoposto al piano di rientro dal disavanzo sanitario, con atto del commissario ad acta e quali iniziative intenda assumere per rendere sempre effettivo tale obbligo.
(2-00951) «Nesci, Grillo, Silvia Giordano, Baroni, Di Vita, Lorefice, Mantero, Dadone».