• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/00614 la legge 27 dicembre 2001, n. 459, dispone norme per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero; ai fini delle operazioni di voto, l'articolo 5 della...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-00614presentato daFONTANA Cinzia Mariatesto diVenerdì 12 luglio 2013, seduta n. 52

CINZIA MARIA FONTANA. — Al Ministro dell'interno, al Ministro degli affari esteri. — Per sapere – premesso che:
la legge 27 dicembre 2001, n. 459, dispone norme per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero;
ai fini delle operazioni di voto, l'articolo 5 della legge n. 459 del 2001 prevede la realizzazione dell'elenco aggiornato dei cittadini italiani residenti all'estero finalizzato alla predisposizione delle liste elettorali;
in particolare, il decreto del Presidente della Repubblica n. 104 del 2003 prevede la formazione prima dell'elenco provvisorio e poi di quello definitivo degli elettori residenti all'estero che, non avendo optato per il voto in Italia, votano per corrispondenza all'estero. Gli elenchi vengono formati previo allineamento delle posizioni contenute nell'anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE) e negli schedari consolari, confrontando i relativi dati in possesso rispettivamente del Ministero dell'interno e del Ministero degli affari esteri;
risulta tuttavia che le procedure di aggiornamento dell'anagrafe degli italiani residenti all'estero richiedano un tempo particolarmente lungo, con il rischio di creare notevoli disfunzioni e disservizi e di negare un diritto costituzionalmente previsto quale il diritto di voto;
è il caso, ad esempio, di una cittadina italiana iscritta all'AIRE da circa dieci anni che, trasferendo la propria residenza dal Belgio all'Honduras nel mese di novembre 2011, si è trovata impossibilitata ad esercitare il proprio diritto di voto alle elezioni politiche 2013, nonostante avesse immediatamente proceduto ad aggiornare la propria posizione presso il consolato. A ben 15 mesi di distanza dalla dichiarazione di trasferimento, infatti, la cittadina italiana risultava ancora «in corso di iscrizione»;
sempre più frequente è il caso di cittadini italiani la cui professione comporta trasferimenti di sede in Paesi diversi, anche ad intervalli di tempo brevi –:
quali iniziative e quali soluzioni operative i Ministri interrogati intendano adottare per superare i ritardi e le disfunzioni che si sono manifestate in occasione delle consultazioni elettorali e per accelerare l'attività di allineamento delle posizioni contenute nell'anagrafe degli italiani residenti all'estero e negli schedari consolari, al fine di garantire ai cittadini italiani residenti all'estero il pieno ed effettivo esercizio del diritto di voto. (5-00614)