• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00670 premesso che: l'Italia ha un interesse vitale nella stabilizzazione democratica e nel consolidamento istituzionale della Tunisia, in quanto modello virtuoso di evoluzione pacifica dalla...



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00670presentato daCICCHITTO Fabriziotesto diMercoledì 29 aprile 2015, seduta n. 418

La III Commissione,
premesso che:
l'Italia ha un interesse vitale nella stabilizzazione democratica e nel consolidamento istituzionale della Tunisia, in quanto modello virtuoso di evoluzione pacifica dalla dittatura verso la democrazia e alternativo per le migliaia di giovani di tutti i Paesi della regione nordafricana e mediorientale rispetto all'opzione rappresentata dal fondamentalismo estremista;
il sostegno alla giovane democrazia tunisina e alla sua economia rafforzerebbe la posizione dell'Italia in Europa e nel Mediterraneo, in linea con le premesse dettate dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a partire dalla sua visita in Tunisia come primo impegno ufficiale all'estero, e confermate dalle successive missioni del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni, nonché dalle iniziative di diplomazia parlamentare assunte dalla Commissione affari esteri della Camera dei deputati nei mesi di gennaio e marzo 2015, da ultimo a seguito degli attentati perpetrati al Museo del Bardo;
considerato che l'Italia è il secondo partner economico della Tunisia, Tunisi resta un interlocutore privilegiato per gli investitori e le imprese italiane e ciò malgrado le perdite registrate nel settore del turismo, dopo gli attentati del Bardo e alla luce dell'iniziativa assunta dal Ministro Gentiloni sul taglio di 25 milioni di euro del debito tunisino, unitamente alla proposta di un «piano Marshall» per la Tunisia derivante dalla destinazione verso Tunisi di una parte significativa dei finanziamenti provenienti dal piano Junker per contribuire ad una crescita sostenibile, in considerazione delle gravi diseguaglianze esistenti tra il nord e il sud del Paese, e alla creazione di opportunità di lavoro soprattutto con riferimento alle fasce giovanili della popolazione;
la ridefinizione della politica europea di vicinato rappresenta una finestra di opportunità da cogliere anche per quanto concerne il rapporto tra l'Unione europea e i Paesi della sponda sud del Mediterraneo, in cui auspicabilmente la Tunisia potrà assumere lo «status avanzato» di partenariato, al pari di Marocco e Giordania, potendo così accedere alle agenzie europee competenti in tema di diritti umani, di asilo e di migrazioni, nonché a programmi europei di alta formazione per i giovani, incluso Erasmus;
rivestirebbe grande valore simbolico l'assunzione da parte della Tunisia anche dello status di Paese osservatore al Consiglio d'Europa, anche ai fini del rispetto della CEDU e della firma in prospettiva delle convenzioni aperte, come ad esempio la Convenzione-quadro del Consiglio d'Europa per la protezione delle minoranze nazionali, e per la riduzione delle gravi diseguaglianze che segnano la società tunisina e che sono state fattori scatenanti delle rivolte del 2011, come pure dell'adesione di molti giovani a fenomeni criminali-terroristici. Infatti, la Tunisia detiene il primato di Paese con il più alto numero di foreign fighters impegnati a sostegno di Daesh;
va tenuto conto anche degli esiti della riunione straordinaria del Consiglio europeo del 23 dicembre 2015 che, oltre al rafforzamento della presenza in presenza in mare mediante il potenziamento delle operazioni dell'Unione europea Triton e Poseidon, ha impegnato l'Unione europea al lancio di programmi regionali di sviluppo per l'Africa settentrionale, unitamente ad un dialogo rafforzato con l'Unione Africana per il sostegno anche alla Tunisia per il contrasto al traffico e alla tratta di esseri umani,

impegna il Governo:

a promuovere, di concerto con gli altri Paesi europei, una conferenza internazionale per gli investimenti in Tunisia, con l'obiettivo di rafforzare l'impegno nella lotta contro il terrorismo e per il consolidamento delle istituzioni e dell'economia tunisine;
a promuovere l'attribuzione alla Tunisia dello «status avanzato» nel quadro della nuova politica europea di vicinato, e dello status di Paese osservatore in sede di Consiglio d'Europa.
(7-00670) «Cicchitto, Quartapelle Procopio, Amendola, Valentini, Palazzotto, Cirielli».