• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/01296 con deliberazione della giunta regionale 14 marzo 2013, n. 6-5519 pubblicata sul BURP n. 12 del 21 marzo 2013, recante «Programmazione sanitaria regionale. Interventi di revisione della rete...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-01296presentato daBIONDELLI Francatesto diMercoledì 17 luglio 2013, seduta n. 55

BIONDELLI. — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:
con deliberazione della giunta regionale 14 marzo 2013, n. 6-5519 pubblicata sul BURP n. 12 del 21 marzo 2013, recante «Programmazione sanitaria regionale. Interventi di revisione della rete ospedaliera piemontese, in applicazione della DCR n. 167-14087 del 3 aprile 2012 (P.S.S.R. 2012-2015)», si dispone la disattivazione del punto nascite di Carmagnola entro il 30 giugno 2013;
il punto nascite del nosocomio di Carmagnola, ha nel corso degli ultimi anni sempre superato la quota minima indicata nella delibera n. 6-5519 per il mantenimento della struttura, ossia i 500 parti/anno e solo nell'anno 2011, il punto nascite in questione ha avuto meno di 500 parti annui dovuto alla chiusura temporanea del punto nascita per tre mesi (luglio/settembre) voluto dalla dirigenza aziendale con la motivazione del risparmio economico. Nonostante questa chiusura e l'effetto traino protrattosi nei primi mesi dell'anno successivo, subito c’è stata una ripresa oltre i 500 parti, tanto che la media dei parti degli ultimi anni si attesta a 663,2 parti/anno;
sulla base del documento della Conferenza Stato-regioni del 16 dicembre 2010, principale documento di riferimento, si deduce che il punto nascita di Carmagnola è un'unità operativa ostetrica di primo livello, compresa fra i 500 e i 1.000 parti e, quindi, idonea per i parti fisiologici e inserita in un contesto integrato con altri servizi per le urgenze;
in tutto il territorio della regione Piemonte vi sono altri 8 punti nascita nelle stesse condizioni di Carmagnola, se non addirittura con un numero di parti inferiori a 500 che non verranno disattivati;
il punto nascite del nosocomio di Carmagnola, è da sempre stato utilizzato non solo dalle gestanti del comune di Carmagnola e dei comuni limitrofi quali Lombriasco, Casalgrasso, Pancalieri, Virle, Osasio, Piobesi Torinese, Vinovo, Carignano, Vilastellone, Santena, Racconigi, Caramagna, Ceresole d'Alba, e altri, ma anche da alcune gestanti di Torino;
infine è importante ricordare che i lavori di ristrutturazione ed ammodernamento della parte storica e la costruzione della nuova Piastra dei servizi collegata, che rendono questo ospedale una delle strutture più a norma di tutto il territorio piemontese con reparti umanizzati, disponibilità di spazi e possibilità di sviluppo, sono iniziati nel 1999 e terminati nel 2011 con la consegna della nuova Pediatria, dopo un intervento di 400.000 euro –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza della grave situazione che si è venuta a creare con la chiusura del punto nascita dell'ospedale San Lorenzo di Carmagnola e se il Ministro, pur nel rispetto delle competenze regionali in materia sanitaria, non ritenga opportuno intervenire urgentemente al fine di assicurare i livelli essenziali di assistenza e il diritto alla salute previsto dall'articolo 32 della nostra Costituzione anche in questa parte del territorio nazionale così come avviene nel resto dell'Italia, anche considerato il fatto che la regione Piemonte è soggetta al piano di rientro dal deficit sanitario.
(4-01296)