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Atto a cui si riferisce:
S.1/00116 premesso che: il problema della gestione dei siti contaminati si configura come una delle maggiori criticità dal punto di vista ambientale nel nostro Paese, come nel resto dell'Europa;...



Atto Senato

Mozione 1-00116 presentata da ALDO DI BIAGIO
mercoledì 17 luglio 2013, seduta n.070

DI BIAGIO, DALLA ZUANNA, D'ONGHIA, MARAN, ROMANO, GIANNINI, LANZILLOTTA, DE POLI - Il Senato,

premesso che:

il problema della gestione dei siti contaminati si configura come una delle maggiori criticità dal punto di vista ambientale nel nostro Paese, come nel resto dell'Europa;

la contaminazione ambientale è una forma di inquinamento diffuso del suolo attraverso l'immissione nell'ecosistema di quantità ingenti di elementi chimici organici e inorganici, derivati da attività industriali, civili e agricole, che rappresentano un fattore di rischio per la salute dell'uomo e per la salubrità dell'intero ecosistema;

sulla base dei dati presentati dall'Ispra nel settembre 2012 in Italia risultano oltre 15.000 i siti potenzialmente contaminati, e 4.314 quelli contaminati, oltre 5.000 sono i siti nei quali sono stati avviati interventi di messa in sicurezza e/o bonifica, e oltre 3.000 sono quelli bonificati;

la competenza in materia di gestione della procedura di bonifica dei siti di interesse nazionale spetta al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e prevede l'indizione, ai sensi del decreto legislativo n. 152 del 2006, di una conferenza di servizi in ordine all'approvazione del piano di caratterizzazione predisposto dall'operatore, del documento di analisi del rischio sulla base delle risultanze della caratterizzazione e del progetto di bonifica;

sulla base delle criticità evidenziate dall'Arpa, quanto agli aspetti amministrativi relativi ai procedimenti di bonifica, emergono complessità in virtù del fatto che nelle medesime aree possono ricadere proprietà di diversi soggetti, sia privati che pubblici, tali da rendere complessa la dinamica di gestione delle procedure previste dalla normativa vigente e tanto da bloccare o limitare lo stato di avanzamento delle bonifiche stesse;

secondo i dati dell'VIII edizione del "Rapporto sulla qualità dell'ambiente urbano" in Italia esistono 57 siti contaminati di interesse nazionale (Sin) che coprono oltre il 3 per cento del territorio 38 sono i Sin che interessano il territorio urbano di 30 città;

alla luce dei dati evidenziati nel rapporto, desta particolare preoccupazione la lentezza dell'iter delle procedure di bonifica il cui stato di avanzamento risulta essere contraddistinto da vistosi rallentamenti: soltanto 9 siti risultano avere oltre il 50 per cento di progetti di bonifica approvati;

le ragioni dei ritardi o dei rallentamenti vanno ricercati in una molteplicità di concause afferenti all'incertezza dei tempi autorizzativi da parte dell'amministrazione, oltre a difficoltà di tipo organizzativo-procedurale, da parte del Dicastero competente, a cui si aggiungono le resistenze dei privati, i cui interessi ricadono nell'area, nel caso in cui non vi sia diretta responsabilità da parte degli stessi nella contaminazione, con conseguenti conflittualità e contenziosi tra privati e autorità pubbliche;

non esiste in Italia un quadro completo e aggiornato a livello nazionale dello stato di attuazione degli interventi di bonifica; ciò si aggiunge un quadro di applicazione della normativa vigente particolarmente vasto e complesso, nel quale sarebbe auspicabile un processo di semplificazione, al fine di accelerare le attuali procedure amministrative, la cui farraginosità sta rallentando ulteriormente l'attuazione degli interventi stessi;

nel quadro dell'esigenza di riordino della materia sotto il profilo normativo, all'articolo 2 del decreto-legge n. 208 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 13, è stata introdotta una procedura alternativa a quella definita dalla normativa vigente in materia di copertura di oneri di bonifica e risarcimento del danno ambientale nei Sin, attraverso la stipula di contratti di transazione con le imprese direttamente interessate, in ordine al rimborso degli oneri di bonifica e di ripristino di ogni ulteriore azione risarcitoria per il danno ambientale;

attualmente sussiste una prioritaria esigenza di alleggerimento e riordino della normativa e della procedura amministrativa in materia, a cui deve associarsi la necessità di garantire che le attività di vigilanza e di controllo sulle operazioni di bonifica dei siti siano svolte da strutture e da realtà adeguate e competenti,

impegna il Governo:

1) a procedere con azioni di competenza al fine di promuovere, sotto il profilo normativo, amministrativo e finanziario, ad una profonda revisione delle dinamiche sottese ai procedimenti di bonifica;

2) ad implementare il meccanismo di informazione istituzionale in materia, coinvolgendo il Parlamento attraverso la comunicazione degli accordi di programma compiuti, dei risultati conseguiti e delle risorse finanziarie impiegate;

3) a consentire, attraverso adeguate iniziative anche di natura normativa, la giusta durata del procedimento di bonifica e conseguente riqualificazione dei territori, segnatamente per quelle aree oggetto di intensivo sfruttamento e deterioramento ambientale a causa di attività industriali;

4) a coinvolgere gli enti locali, con particolare riguardo alle Regioni per le fasi attuative, nell'elaborazione della proposta di transazione di cui al decreto-legge n. 208 del 2008, in coerenza con il principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 118 della Carta costituzionale;

5) a prevedere che le risorse finanziarie provenienti dalle transazioni vengano destinate agli interventi di bonifica e che siano valorizzate forme di investimento locale a questi destinate.

(1-00116)