• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/05512 nel corso dell'ultima sessione speciale tenutasi a Genova nel novembre 2014 l'ICCAT (International commission for the conservation of tunas), a seguito delle pesanti riduzioni delle quote...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-05512presentato daDI STEFANO Fabriziotesto diMartedì 5 maggio 2015, seduta n. 421

FABRIZIO DI STEFANO, RICCARDO GALLO, FRANCESCO SAVERIO ROMANO e FAENZI. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . — Per sapere – premesso che:
nel corso dell'ultima sessione speciale tenutasi a Genova nel novembre 2014 l'ICCAT (International commission for the conservation of tunas), a seguito delle pesanti riduzioni delle quote pescabili di tonno rosso, ha adottato una nuova raccomandazione (n. 04-14) con la quale ha stabilito alcune modifiche relative alle misure di gestione e conservazione del tonno rosso, tra cui l'aumento del totale ammissibile di cattura (TAC) per il triennio 2015-2017;
l'aumento di quote di cattura attribuito dall'ICCAT, come ogni anno, è distribuito tra i Paesi dell'Unione europea, che praticano la pesca del tonno rosso, in relazione al riparto storico e all'Italia, in particolare, nel triennio 2015-2017 spetta un aumento di circa 1.500 tonnellate (nell'anno 2015 la quota aggiuntiva prevista risulta pari a 352,39, passando quindi da: 1.950,42 del 2014 a 2.302,81 tonnellate per la campagna di pesca dell'anno in corso);
gli interroganti evidenziano come la ripartizione delle quote sia sempre avvenuta attraverso un decreto ministeriale, tuttavia al riguardo, non c’è mai stata, una norma che disciplinasse esattamente la materia, in quanto tutti i decreti che si sono succeduti negli anni, non hanno mai seguito un indirizzo preciso e un criterio unico, ma sono stati sempre influenzati dal momento storico, ed anche dalla situazione politica determinatasi al momento;
gli interroganti evidenziano altresì, come nel corso degli anni trascorsi, (in relazione alle congiunture economiche sfavorevoli) si sono verificati, tra l'altro, trasferimenti di quote da un sistema all'altro, a differenza di altre volte, in cui quanto detto non è invece avvenuto;
al riguardo, quanto suesposto, ha influito notevolmente sull'assegnazione delle quote negli anni, con una sempre e costante preponderanza del sistema circuizione in quanto, a tale sistema, viene attualmente assegnato circa il 74,406 per cento delle quote interamente destinate all'Italia, a differenza del sistema palangaro che invece è stata assegnata una quota pari a 13,587 per cento;
la suesposta situazione, risulta a giudizio degli interroganti, paradossale, in quanto la maggioranza delle quote risultano assegnate soltanto a 12 imbarcazioni da pesca (circuizione) a differenza dei palangari per i quali solo il 13 per cento delle quote deve soddisfare la necessità di 30 imbarcazioni (palangari), determinando pertanto uno squilibrio e la configurazione di due diversi settori economici all'interno dello stesso segmento di pesca: quello della circuizione sempre più ricco e gli altri sistemi sempre più in difficoltà economica;
un ampliamento della quota di tonno rosso pescabile, con conseguente aumento di prodotto sul mercato, determinerà a parere degli interroganti:
a) una diminuzione del prezzo a livello internazionale ed in particolare del prodotto morto pescato dai palangari; (a dispetto del tonno pescato vivo con il sistema a circuizione e con possibilità di immissione sul mercato in concomitanza di condizioni più favorevoli di mercato);
b) un aumento minimo di quote per il sistema palangaro che non riuscirebbe a compensare il calo di prezzo del tonno rosso, determinando quindi problemi economici aggiuntivi alla già precaria situazione economica delle imbarcazioni autorizzate alla pesca del tonno rosso con il sistema palangari –:
se, in considerazione dei rilievi critici in precedenza richiamati, non ritenga opportuno prevedere una ripartizione che consenta agli altri sistemi, (in primis il palangaro), di ricevere un'autonomia economica, nell'interesse delle comunità marittime interessate, attraverso la soppressione della ripartizione a percentuali predefinite (principio della «stabilità relativa», che non ha tra l'altro nessun riferimento legislativo), assegnando al contempo le nuove quote in base alle specifiche esigenze, in particolare: 120 tonnellate alla circuizione, 150 al palangaro, 50 alla tonnara fissa e 30 alla quota indivisa e consentire a tal fine, per gli operatori marittimi della pesca del tonno, la necessaria armonia (e sanare al contempo scelte precedenti, spesso contraddittorie) ed un più equo ritorno economico non più totalmente sbilanciato verso un'unica direzione, come attualmente invece previsto. (5-05512)