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Atto a cui si riferisce:
S.4/02553 ICHINO, DALLA ZUANNA, MARAN, TONINI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che: è stato emanato ultimamente dal Ministero dell'istruzione,...



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 075
all'Interrogazione 4-02553

Risposta. - Si risponde all'interrogazione relativa al sistema delle graduatorie nazionali per l'attribuzione di incarichi e supplenze a tempo determinato del personale docente AFAM, di cui al decreto ministeriale n. 526 del 2014, nonché alla questione della mancata emanazione del regolamento previsto dall'articolo 2, comma 7, lettera e), della legge n. 508 del 1999, in ordine alle procedure di reclutamento del personale.

Occorre subito precisare, in via preliminare, che il decreto ministeriale n. 526 del 30 giugno 2014 è stato emanato in applicazione dell'art. 19, comma 2, del decreto-legge n. 104 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 128 del 2013. Il comma è stato inserito, in sede parlamentare, proprio in fase di conversione del decreto-legge e i requisiti nello stesso prescritti hanno di fatto vincolato le scelte operative del successivo decreto applicativo, limitando, quindi, i margini di discrezionalità del Ministero. Per chiarezza di esposizione si riporta di seguito il testo di legge: "Il personale docente che non sia già titolare di contratto a tempo indeterminato nelle istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica, che abbia superato un concorso selettivo ai fini dell'inclusione nelle graduatorie di istituto e abbia maturato almeno tre anni accademici di insegnamento presso le suddette istituzioni alla data di entrata in vigore del presente decreto è inserito, fino all'emanazione del regolamento di cui all'articolo 2, comma 7, lettera e), della legge 21 dicembre 1999, n. 508, in apposite graduatorie nazionali utili per l'attribuzione degli incarichi di insegnamento a tempo determinato in subordine alle graduatorie di cui al comma 1 del presente articolo, nei limiti dei posti vacanti disponibili. L'inserimento è disposto con modalità definite con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca".

La disposizione normativa (e la volontà parlamentare da cui è scaturito l'emendamento) ha quindi esplicitamente vincolato le scelte del Ministero almeno su 2 punti indicati come critici: quello del requisito dei 3 anni di insegnamento e quello della formulazione di una graduatoria nazionale. Nell'intento del legislatore questo sistema sarebbe dovuto restare in essere per la sola attribuzione di supplenze annuali e comunque solo fino alla predisposizione del nuovo regolamento sui concorsi. Si tratta quindi di graduatorie pensate come provvisorie e costituite sulla base delle regole esistenti per la sola assegnazione di incarichi a tempo determinato.

Prima dell'estate è stato necessario procedere alla costituzione di tali graduatorie. Considerata anche la necessità di assegnare le supplenze in coincidenza con l'inizio del nuovo anno accademico, ci si è potuti però limitare solo a quanto strettamente previsto dalla legge, tenendo conto del requisito dell'anzianità (almeno 3 anni di servizio) e della necessaria iscrizione nelle graduatorie d'istituto a seguito di selezione pubblica.

Si è perciò potuto inserire in graduatoria solo chi risultava già iscritto nelle graduatorie d'istituto. Senza poter introdurre nessuna innovazione, a partire della valutazione dei cosiddetti titoli artistici.

Quest'ultimo aspetto è stato ampiamente valutato in fase di predisposizione del decreto applicativo n. 526 del 2014, ed è stata attentamente studiata l'eventuale procedura da seguire, ma proprio l'esigenza di istituire un processo che fosse in grado di garantire il più possibile il corretto avvio dell'anno accademico 2014/2015 ha condizionato la scelta di prevedere solo valutazioni di tipo meccanicistico.

Si tenga conto, infatti, che per il presente anno accademico sono pervenute circa 2.200 domande, e le eventuali valutazioni, anche di titoli artistici avrebbero rischiato, concretamente, di non concludersi in tempo utile per l'inizio dello stesso anno accademico. Basti pensare che l'ultima esperienza al riguardo, di valutazione a livello nazionale dei titoli artistici (legge n. 143 del 2004), per un volume di domande decisamente inferiore, 1.200 circa, ha richiesto un ampio lasso temporale e, nonostante tutto, il contenzioso che ne è derivato non si è ancora del tutto esaurito.

Comunque, proprio nell'ottica di un riesame delle problematiche di tutto il settore AFAM, anche in riferimento ai regolamenti attuativi previsti dalla stessa legge di riforma, si è ritenuto utile, di recente, costituire il "cantiere AFAM", similmente a quanto già avvenuto con la "Buona Scuola", che ha prodotto un documento di lavoro ("Chiamata alle arti"), pubblicato sul sito del Ministero nel mese di dicembre 2014, e che riserva un intero capitolo alla questione del reclutamento del personale. In esso la necessità di accelerare l'emanazione del regolamento previsto dall'articolo 2, comma 7, lett. e), della legge n. 508 del 1999 è considerata tra gli obbiettivi prioritari del Ministero. Ciò al fine di individuare le logiche con cui procedere al reclutamento del personale e permettere quindi di iniziare al più presto le procedure per assumere docenti nelle istituzioni AFAM.

Sarà la prima procedura di reclutamento dopo un quarto di secolo e dovrà mirare a individuare i migliori professionisti in circolazione: ossia coloro che hanno dimostrato nel corso degli anni di saper garantire slancio e proiezione internazionale al mondo artistico e musicale italiano.

GIANNINI STEFANIA Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca

20/02/2015