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Atto a cui si riferisce:
C.5/04458 l'assemblea plenaria del Parlamento europeo, in data 13 gennaio 2015, ha approvato, con 480 voti favorevoli, 159 voti contrari e 58 astensioni la nuova legislazione che permetterà agli Stati...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 15 gennaio 2015
nell'allegato al bollettino in Commissione XIII (Agricoltura)
5-04458

Preciso che la nuova Direttiva, approvata dal Parlamento europeo il 13 gennaio scorso, modifica la Direttiva (CE) n. 18 del 12 marzo 2001 sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati e consentirà a ciascuno Stato membro di limitare o vietare la coltivazione di OGM nel proprio territorio. Ciò rappresenta certamente uno strumento importante per l'intero sistema agro-alimentare italiano, fortemente impegnato nella tutela e nella valorizzazione della distintività del proprio modello agricolo e, più in generale, della qualità e della tipicità dei propri prodotti alimentari.
Per stabilire limitazioni o divieti di coltivazione, la procedura prevista dalla nuova Direttiva consente allo Stato membro di intervenire in due momenti distinti:
1) durante la procedura di autorizzazione, lo Stato membro chiede alla Commissione che l'ambito geografico dell'evento transgenico sia adeguato affinché la coltivazione sia limitata o vietata nel proprio territorio nazionale;
2) successivamente al rilascio dell'autorizzazione, lo Stato membro può adottare misure sulla base di motivi relativi a questioni ambientali, di pianificazione territoriale, di uso del territorio, di impatto socio-economico, di obiettivi di politica agricola e di interesse pubblico.
Pertanto, la nuova direttiva offre concrete possibilità di rispondere all'esigenza nazionale di decidere in modo autonomo sulla coltivazione degli OGM, in base alle peculiari caratteristiche del nostro territorio e dei diversi sistemi agroalimentari.
Relativamente alla questione della coesistenza, evidenzio che le misure volte a evitare possibili contaminazioni involontarie non riguardano gli Stati membri che vietano la coltivazione degli OGM.
Invece, per ciò che concerne l'etichettatura, ricordo che i Regolamenti (CE) n. 1829 del 2003 e n. 1830 del 2003, che stabiliscono modalità di etichettatura e tracciabilità di alimenti e mangimi geneticamente modificati, non sono stati modificati. Sulla base di tali disposizioni, la soglia di tolleranza dello 0,9 per cento non risulta, allo stato, modificabile con normativa nazionale.
Per quanto riguarda le sementi, continuerà ad essere obbligatorio riportare la presenza di OGM anche in tracce, non essendo prevista alcuna soglia di tolleranza.
In tale contesto, pur ritenendo opportuno un rapido recepimento della nuova direttiva nella normativa nazionale, i tempi di attuazione potrebbero non essere compatibili con l'avvio della imminente stagione di semina. Infatti, la Direttiva dovrà ora essere approvata dal Consiglio e poi pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea prima di poter essere recepita dagli Stati membri.
Per tale ragione, sono da tempo in corso i necessari approfondimenti con i Ministeri della salute e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, anche per rinnovare tempestivamente il divieto di coltivazione del mais Mon810 sull'intero territorio nazionale.
Faccio infine presente che ulteriori questioni, quale quella posta dagli onorevoli interroganti, potranno essere utilmente affrontate in sede di definizione delle disposizioni nazionali di recepimento della nuova Direttiva europea.