• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/00633 la legge n. 264 del 1949 e successive modificazioni e integrazioni prevedeva l'istituzione di corsi di qualificazione e di riqualificazione professionale per disoccupati, per lavoratori in...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-00633presentato daMAESTRI Patriziatesto diMartedì 16 luglio 2013, seduta n. 54

MAESTRI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
la legge n. 264 del 1949 e successive modificazioni e integrazioni prevedeva l'istituzione di corsi di qualificazione e di riqualificazione professionale per disoccupati, per lavoratori in soprannumero nelle aziende e per emigranti. L'organizzazione di tali corsi era affidata ad enti parastatali (soppressi con decreto del Presidente della Repubblica n. 10 del 1972) quali l'ENALC (per il commercio), l'INAPLI (per l'industria) e l'INIASA (per l'artigianato);
l'iscrizione ai corsi avveniva su domanda dell'interessato e l'ente comunicava i nominativi degli iscritti all'INPS e ai competenti uffici del lavoro. Alla fine dei corsi veniva rilasciato un attestato che costituiva titolo di preferenza nell'avviamento al lavoro;
il 31 luglio 2008 rispondendo all'interrogazione 5-00224, il rappresentante del Governo, Sottosegretario di Stato pro tempore, senatore Pasquale Viespoli, aveva precisato che «per i partecipanti ai suddetti corsi non era previsto il versamento di contributi assicurativi e previdenziali, non trattandosi di lavoratori subordinati alle dipendenze degli enti gestori dei corsi professionali in argomento»;
nel recente passato, con un parere, il Ministero dell'economia e delle finanze aveva ritenuto l'INAPLI rientrante nel novero dell'articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092 (testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato) che permette il computo gratuito nella pensione pubblica del servizio prestato alle dipendenze dello stesso ente, quali allievi apprendisti;
nonostante ciò numerosi lavoratori che negli anni cinquanta e sessanta hanno frequentato i corsi di formazione professionale tenuti dagli enti sopracitati hanno ricevuto risposta negativa dall'INPS in esito alla richiesta di accredito dei contributi per i periodi di frequenza;
l'articolo 6 del decreto legislativo n. 564 del 1996 riconosce «in favore degli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti e alle forme di essa sostitutive ed esclusive, i periodi successivi al 31 dicembre 1996, di formazione professionale, di studio o di ricerca, privi di copertura assicurativa, finalizzati alla acquisizione di titoli o competenze professionali richiesti per l'assunzione al lavoro o per la progressione in carriera, possono essere riscattati a domanda, qualora, ove previsto, sia stato conseguito il relativo titolo o attestato, mediante il versamento della riserva matematica secondo le modalità di cui all'articolo 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338, e successive modificazioni e integrazioni» –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza della circostanza sopradescritta e se non si ritenga di assumere iniziative per addivenire ad una modifica della normativa vigente, in particolare con riferimento al parere espresso dal Ministero dell'economia e delle finanze, al fine di consentire ai lavoratori che hanno frequentato e positivamente concluso corsi di addestramento professionale anche in periodi antecedenti il 31 dicembre 1996, il computo dei periodi di frequenza ovvero la possibilità di riscatto a titolo oneroso degli stessi ai fini previdenziali. (5-00633)