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Atto a cui si riferisce:
C.4/07610 nelle ultime settimane si è riacceso un dibattito molto teso sui temi inerenti al disagio abitativo ed in particolare sulla mancata proroga degli sfratti per finita locazione e per determinate...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 10 marzo 2015
nell'allegato B della seduta n. 388
4-07610
presentata da
MARIANI Raffaella

Risposta. — Con riferimento all'interrogazione in esame occorre premettere che, sin dal suo insediamento, il Governo ha avvertito la necessità di attivarsi sul fronte del disagio abitativo.
Si osserva, preliminarmente, che questa materia è da tempo delegata alla legislazione regionale e – soprattutto – all'azione che sul territorio svolgono i comuni, che sono gli unici organi in grado di fare quelle politiche sociali che richiedono una conoscenza e interventi quasi «caso per caso».
Questo comunque non ha significato un disimpegno centrale, come spesso accaduto in passato.
E infatti, dall'agosto 2013 ad oggi, questo ministero ha assunto una serie molto corposa di misure per dare concretezza al diritto all'abitazione, sia in proprietà che in affitto.
Dai dati in possesso di questa amministrazione risulta che siano state reperite risorse complessive pari a 2,6 miliardi di euro da destinare al settore (1.401 milioni di euro di nuove risorse assegnate; 1.285 milioni di euro di defiscalizzazioni) nonostante la ben nota situazione della finanza pubblica: da molti anni non si registrava da parte del governo centrale uno sforzo di queste proporzioni. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in ogni caso, non ritiene questo risultato come definitivo e intende proseguire nella promozione di misure amministrative, e se necessario anche legislative, a sostegno del settore.
Più in particolare, con riferimento alle procedure in corso, si segnala quanto segue.
Il provvedimento di cui all'articolo 3 del decreto-legge n. 47 del 2014, relativo alle vendite di alloggi di Edilizia residenziale pubblica, per il quale lo scorso dicembre è stata raggiunta l'intesa in Conferenza Stato regioni, dopo un costruttivo confronto con le regioni e gli enti locali, è alla firma delle amministrazioni cointeressate (Mef e Ministero affari regionali). Detto provvedimento prevede una disciplina semplificata per le vendite di alloggi di edilizia residenziale pubblica con una duplice finalità:
efficientamento delle gestioni, e quindi vendita preferenziale di alloggi che comportano/alti oneri di gestione e manutenzione;
incentivo all'acquisto da parte degli assegnatari (concessione di contributi in conto interessi sui finanziamenti per l'acquisto da parte dei conduttori).

Il decreto prevede, altresì, particolari misure a tutela degli assegnatari che non intendono acquistare l'alloggio offerto in vendita.
L'articolo 4 del decreto-legge n. 47 del 2014 relativo al programma di recupero e razionalizzazione di immobili e alloggi Erp, è stato finanziato per 467,9 milioni di euro dalla legge di stabilità 2015. Il provvedimento è mirato a intervenire sugli immobili inutilizzati che necessitano di adeguamenti e di riqualificazione, anche di piccola entità, e realizzabili in breve tempo. Il relativo decreto attuativo, per il quale lo scorso dicembre è stata raggiunta l'intesa in conferenza Stato Regioni, anche in questo caso con la fattiva collaborazione delle regioni e degli enti locali, è in corso di perfezionamento per la raccolta delle firme delle varie amministrazioni centrali coinvolte.
Per quanto riguarda, poi, il Fondo affitti (Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione articolo 11, legge n. 431 del 1998) è stato incrementato complessivamente per 200 milioni di euro:
il primo finanziamento è di 100 milioni di euro (50+50) per gli anni 2014 e 2015 (articolo 6 del decreto-legge n. 102 del 2013);
il fondo è stato poi ulteriormente finanziato per ulteriori 100 milioni di euro complessivi negli anni 2014 e 2015 (articolo 1 del decreto-legge n. 47 del 2014).

In particolare, in merito alla ripartizione delle risorse per il 2015, lo scorso 22 gennaio è stata raggiunta l'intesa in sede di Conferenza unificata su una distribuzione di 100 milioni di euro. Una quota massima fino al 25 per cento di dette risorse è stata specificatamente riservata a favore dei conduttori, appartenenti a categorie sociali particolarmente deboli, che hanno goduto fino al 31 dicembre 2014 della proroga della sospensione degli sfratti.
Quanto al Fondo di sostegno per gli inquilini morosi incolpevoli istituito, per volontà di questo Governo, con decreto-legge n. 102 del 2013, sono state previste le seguenti risorse:
40 milioni di euro (20+20) per ciascuno degli anni 2014 e 2015 (articolo 6 del decreto-legge n. 102 del 2013);
rifinanziamento, con un incremento complessivo di 179,82 milioni di euro per gli anni 2014-2020 (15,73 milioni 2014 – 12,73 milioni 2015 – 59,73 milioni 2016 – 36,03 milioni 2017 – 46,1 milioni 2018-2019 e 9,5 milioni 2020, articolo 1 del decreto-legge n. 47 del 2014).

In particolare, in merito alla ripartizione delle risorse per il 2015, lo sorso 22 gennaio è stata raggiunta l'intesa in sede di Conferenza unificata.
Circa, poi, i provvedimenti esecutivi di sfratto esistono, come è noto, due grandi categorie: morosità e finita locazione.
Per fornire un parametro quantitativo, i provvedimenti esecutivi emessi nel 1o semestre 2014 ammontano a circa 40.000, dei quali meno di 3.000 per finita locazione.
È dunque evidente che la sospensione disposta dal 2007 e rinnovata fino al 31 dicembre 2014 non solo non rappresenta la soluzione, ma neanche una efficace misura tampone, rispetto alle vere problematiche prodotte oggi dall'acuto disagio abitativo. Essa, al contrario, perpetuerebbe una serie di ingiustificate discriminazioni in quanto, fra l'altro, continuerebbe a tutelare gli appartenenti ad alcune categorie socialmente molto deboli ma solo se colpiti da sfratto per finita locazione, trattando invece in maniera differente gli appartenenti alle medesime categorie se colpiti da sfratto per morosità (peraltro molto più numerosi).
Per quanto riguarda gli sfratti per morosità, che rappresentano invece una delle maggiori criticità, il decreto-legge n. 102 del 2013, istitutivo del citato fondo, ha previsto, per venire incontro alle tante famiglie che a causa della crisi economica si sono trovate nella condizione di non poter far fronte al pagamento dei canoni di locazione, la cosiddetta «morosità incolpevole» istituendo un apposito fondo che – se ben utilizzato – rappresenterà la vera misura di prevenzione del grave fenomeno degli sfratti, e che, una volta superata con successo questa iniziale fase di avvio, potrà essere opportunamente rifinanziato.
Infatti, il decreto Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 14 maggio 2014 istituisce una nuova disciplina elencando, tra l'altro, le cause che determinano la «non colpevolezza» dell'inquilino; perdita del lavoro per licenziamento; accordi aziendali o sindacali con consistente riduzione dell'orario di lavoro; cassa integrazione ordinaria o straordinaria che limiti notevolmente la capacità reddituale; mancato rinnovo di contratti a termine o di lavoro atipici; cessazioni di attività libero-professionali o di imprese registrate, derivanti da cause di forza maggiore o da perdita di avviamento in misura consistente; malattia grave, infortunio o decesso di un componente del nucleo familiare che abbia comportato o la consistente riduzione del reddito complessivo del nucleo medesimo o la necessità dell'impiego di parte notevole del reddito per fronteggiare rilevanti spese mediche e assistenziali. Per queste categorie particolari di conduttori si prevede che le prefetture-uffici territoriali del Governo adottino misure di graduazione programmata dell'intervento della forza pubblica nell'esecuzione dei provvedimenti di sfratto, per un coordinamento con le misure di sostegno attive.
Per quanto concerne l'ulteriore quesito sull'efficacia della misura della cedolare secca, in particolare per i contratti di locazione a canone concordato, si segnala quanto segue.
L'aliquota è stata ridotta dall'articolo 4 del decreto-legge n. 102 del 2013 di quattro punti percentuali, dal 19 per cento al 15 per cento, per poi essere ulteriormente ridotta dall'articolo 9 del decreto-legge n. 7 del 2014, per il quadriennio 2014-2017, di altri cinque punti percentuali, e fissata al 10 per cento.
Tali misure hanno determinato una immediata risposta del mercato libero delle locazioni; infatti, da primi dati forniti dall'Agenzia delle entrate emergono, nel periodo 2011-2014, sia un trend positivo del numero dei contratti di locazione (+33,3 per cento) che un incremento significativo del numero dei contratti di locazione nonché del numero dei contratti con opzione cedolare secca. Inoltre, la percentuale dei contratti a canone concordato è passata dall'incidenza media del 15,4 per cento a quella del 20,2 per cento.
Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti: Maurizio Lupi.