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Atto a cui si riferisce:
C.5/04821 Poste italiane è una azienda pubblica controllata dal Governo italiano che presenta un consolidato bilancio in attivo. Negli ultimi tre anni l'utile di esercizio è pari a una media di un...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 1 aprile 2015
nell'allegato al bollettino in Commissione IX (Trasporti)
5-04821

In via preliminare, occorre premettere che il settore postale, a livello nazionale e comunitario, è stato interessato negli ultimi anni da profondi cambiamenti che hanno riguardato il contesto normativo, ed in particolare, il passaggio delle funzioni di regolamentazione e di vigilanza dal Ministero dello sviluppo economico all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per effetto del decreto-legge del 6 dicembre 2011, n. 201, convertito nella legge del 22 dicembre 2011, n. 214.
Si sono, inoltre, verificati notevoli mutamenti concernenti la concorrenza e l'evoluzione delle esigenze dell'utenza verso una significativa differenziazione dell'offerta dei servizi.
In tale ambito la fornitura del servizio universale presenta problematiche relative a particolari condizioni demografiche e territoriali, caratterizzate da vaste zone di difficile accessibilità ed a scarsa densità abitativa.
Il Contratto di programma vigente tra il Ministero e Poste Italiane prescrive all'articolo 2, comma 6, che quest'ultima trasmetta all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), con cadenza annuale, l'elenco degli uffici postali e delle strutture di recapito che non garantiscono condizioni di equilibrio economico e, contestualmente, il piano di intervento per la progressiva razionalizzazione della loro gestione.
L'Autorità, nell'esercizio dei propri poteri di vigilanza, svolge un'attività di valutazione del piano di razionalizzazione della gestione degli uffici postali, al fine di verificarne la conformità ai criteri di distribuzione dei punti di accesso alla rete postale.
Su tale aspetto, si evidenzia che l'Agcom con delibera 342/14/CONS recante «Punti di accesso alla rete postale: modifica dei criteri di distribuzione degli uffici di Poste Italiane» ha integrato i criteri di distribuzione degli uffici postali di cui all'articolo 2 del decreto ministeriale 7 ottobre 2008, attraverso l'introduzione di specifiche garanzie a tutela degli utenti, in particolare per coloro che si avvalgono degli uffici postali ubicati in comunità montane e nelle isole minori.
Il Contratto di programma, inoltre, consente a Poste Italiane, previo accordo con le autorità locali, di garantire una presenza più articolata nelle aree territoriali disagiate.
Con particolare riferimento al territorio lombardo, la predetta società ha precisato che, rispetto ai 1.907 uffici postali attualmente operativi, sono previsti 65 interventi di chiusura e 121 interventi di rimodulazione delle giornate di apertura.
Nella provincia di Brescia, in particolare, a fronte dei 269 uffici postali al momento attivi, sono previsti 9 interventi di chiusura e 7 di rimodulazione oraria.
Passando ad analizzare nel dettaglio gli uffici menzionati dall'interrogante nei diversi atti presentati, l'Azienda ha evidenziato che nei confronti dell'ufficio postale «Ono San Pietro», presidio unico di comune, è stato previsto un intervento con apertura articolata su tre giorni settimanali.
In merito all'intervento previsto nei confronti dell'ufficio «Incudine», consistente nell'apertura di due giorni a settimana, la società ha riferito che la misura risulta pienamente rispettosa della normativa sopra menzionata, essendo l'ufficio unico nell'omonimo comune, che ha una popolazione residente inferiore a 500 abitanti, ed essendo presente, ad una distanza inferiore a 3 chilometri, l'ufficio «Monno», nel comune omonimo, aperto tre giorni a settimana.
Infatti, la menzionata delibera Agcom consente espressamente l'apertura due giorni a settimana di uffici postali presidio unico di comuni con popolazione residente inferiore a 500 abitanti, laddove sia presente entro 3 chilometri un ufficio aperto almeno tre giorni a settimana.
Analoga è la situazione dell'ufficio postale «Prestine». Anche per quest'ufficio, unico nell'omonimo comune che ha una popolazione inferiore a 500 abitanti, è prevista, nel rispetto della menzionata normativa, un'apertura due giorni a settimana. Ad una distanza inferiore a 3 chilometri è operativo l'ufficio postale «Bienno», nel comune omonimo, aperto sei giorni a settimana.
Poste Italiane ha evidenziato che è, altresì, prevista una rimodulazione oraria, con apertura 3 giorni a settimana, anche per l'ufficio «Ponte Caffaro», sito nel comune di Bagolino ove – oltre all'ufficio menzionato – si trova anche l'ufficio di «Bagolino», aperto 6 giorni a settimana e dotato di ATM fruibile h 24. In posizione limitrofa all'ufficio «Ponte Caffaro» si trovano gli uffici «Rondone» e «Anfo», aperti 3 giorni a settimana con turno antimeridiano e «Storo», aperto 6 giorni alla settimana, anch'esso con turno antimeridiano.
Infine è stata prevista la chiusura dell'ufficio «Provezze», ubicato nel comune di Provaglio d'Iseo, non rientrante nella categoria dei comuni qualificati rurali e montani, dove al momento sono operativi due uffici postali: il menzionato «Provezze» e l'omonimo «Provaglio d'Iseo», aperto 6 giorni a settimana.
Gli uffici limitrofi a «Provezze», tutti aperti 6 giorni a settimana, sono «Camignone», «Provaglio d'Iseo», dotato di un ATM fruibile h. 24, e «Monticelli Brusati».
Per completezza di informazione la società ha reso noto nella provincia di Brescia sono disponibili 107 ATM di cui 106 operativi h. 24.
In ogni caso, Poste Italiane ha assicurato che tutti gli interventi inseriti nel Piano risultano essere pienamente rispettosi della normativa sopra menzionata e che l'attuazione degli stessi avverrà solo dopo aver completato il dialogo avviato con le Istituzioni locali.
Si auspica, quindi, nel rispetto delle esigenze dell'utenza, la massima concertazione tra Poste Italiane e le Amministrazioni locali. Tale impegno è stato, peraltro, evidenziato anche durante l'incontro del 12 febbraio scorso avuto con l'amministratore delegato di Poste Italiane ed il presidente dell'AGCOM.
A tal fine, ci siamo attivati affinché Poste si impegnasse a discutere il piano di razionalizzazione degli uffici postali con le regioni, con l'Anci e con i comuni interessati anche in riferimento alla scelta relativa alla apertura degli uffici il sabato. Poste si è impegnata in tal senso.
La tematica della razionalizzazione degli uffici postali è anche oggetto di attenta considerazione nel nuovo Contratto di programma in corso di predisposizione.
Per completezza di informazione si rappresenta che l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, sentita al riguardo, ha evidenziato che al fine di consentire una valutazione più puntuale dell'impatto del suddetto Piano sulla popolazione locale, nonché l'eventuale individuazione di soluzioni alternative più rispondenti allo specifico contesto territoriale, l'articolo 5 comma 1 della citata delibera n. 342/14/CONS ha previsto l'obbligo di notifica preventiva ai sindaci dei comuni interessati almeno 60 giorni prima della data prevista di attuazione dell'intervento.
La stessa Autorità ha, altresì, assicurato che proseguirà nell'attività di vigilanza provvedendo a verificare la legittimità, sotto il profilo della coerenza con la normativa vigente, delle chiusure o delle rimodulazioni orarie degli uffici postali contenute nel piano comunicato da Poste Italiane S.p.A.