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Atto a cui si riferisce:
C.5/05151 il 3 dicembre 2013 il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 159/2013, recante il «Regolamento concernente la revisione delle modalità di...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 26 marzo 2015
nell'allegato al bollettino in Commissione XII (Affari sociali)
5-05151

Gli onorevoli interroganti – con il presente atto e parlamentare – richiamano l'attenzione del Governo su alcune presunte criticità riscontrate nell'applicazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 159 del 2013 in materia di criteri di revisione dell'ISEE anche alla luce delle recenti sentenze del Tar Lazio.
Preliminarmente faccio presente che successivamente all'adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 159 del 2013, i competenti uffici del Ministero che rappresento hanno adottato uno specifico decreto recante l'approvazione del modello-tipo di Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), dell'attestazione, nonché delle relative istruzioni per la compilazione.
L'INPS, inoltre, con circolare n. 171 del 2014, ha fornito ai propri uffici le prime indicazioni operative per l'applicazione della nuova disciplina sull'ISEE.
In merito alle segnalate criticità riguardanti i rapporti tra INPS e CAF, faccio presente che le iniziali difficoltà sono state risolte con l'adozione, da parte dell'Istituto, della determinazione del commissario straordinario n. 1 del 22 gennaio scorso. Con tale determinazione, infatti, è stato adottato uno schema di convenzione tra INPS e CAF relativa alla certificazione ISEE per l'anno 2015, mentre con il successivo messaggio n. 903 del 5 febbraio, l'Inps ha impartito ai propri uffici territoriali specifiche istruzioni operative per la stipula delle medesime convenzioni.
Faccio presente, ancora, che la determinazione e le modalità di erogazione dei compensi ai CAF, stabiliti in tale convenzione, saranno oggetto di apposita revisione entro pochi mesi.
Rappresento, poi, che i competenti uffici del Ministero del lavoro hanno avviato una interlocuzione con la Consulta nazionale dei CAF al fine di risolvere le principali problematiche interpretative ed applicative segnalate dai CAF presenti sul territorio.
I medesimi uffici, inoltre, stanno raccogliendo gli atti regolamentari e operativi delle regioni e dalle Città metropolitane adottati in attuazione della nuova disciplina ISEE al fine di sottoporli all'istituendo Comitato consultivo. Com’è noto, infatti, tale Comitato – previsto dal comma 6 dell'articolo 12 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 159 del 2013 – ha il compito di monitorare l'attuazione della disciplina dell'ISEE e di formulare le eventuali proposte correttive.
Rappresento, altresì, che la competente direzione generale del Ministero del lavoro ha fornito e continuerà a fornire supporto alle amministrazioni che ne facciano richiesta.
Per quanto concerne le sentenze del Tar Lazio, richiamate nel presente atto parlamentare, ricordo che esse in accoglimento parziale dei ricorsi proposti da alcune associazioni di categoria nonché da alcuni diretti interessati e dai loro familiari, hanno annullato l'articolo 4, comma 2, lettera f) del predetto decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che ricomprende nella nozione di reddito ai fini ISEE «i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche».
Secondo i giudici amministrativi, infatti, il Governo sarebbe andato oltre la previsione della norma primaria, secondo la quale il nuovo ISEE avrebbe dovuto utilizzare una «nozione di reddito disponibile, che includa la percezione di somme, anche se esenti da imposizione fiscale» (articolo 5, decreto-legge n. 201 del 2011): secondo il Tar, infatti, tale norma va interpretata nel senso di considerare ai fini del calcolo dell'ISEE le forme di reddito sottratte al Fisco (ad esempio, il reddito prodotto presso organismi internazionali) e non già i trattamenti concessi dalle amministrazioni pubbliche.
Va sottolineato che si tratta di una questione largamente dibattuta, e a cui il Governo ha dedicato e dedica tuttora particolare attenzione nella consapevolezza delle difficoltà che quotidianamente devono affrontare i disabili e le loro famiglie, specie le più bisognose. In particolare ricordo quanto ampio e articolato sia stato il dibattito in Parlamento, dapprima, durante l'iter di conversione del decreto-legge n. 201 del 2011 e, poi, nella formulazione dei pareri delle Commissioni parlamentari sul regolamento attuativo.
A tal proposito, faccio presente che l'inclusione dei trattamenti assistenziali nella nozione di reddito ai fini ISEE è, tuttavia, controbilanciata dalla possibilità di dedurre le spese sostenute per assistenza personale e collaboratori domestici, nonché da franchigie differenziate in base alla gravità della condizione di disabilità.
In conclusione nel ribadire, il grande interesse che il tema della disabilità riveste per il Governo e, segnatamente per il Ministero che rappresento, rendo noto che sono in corso delle interlocuzioni tra i competenti uffici del Ministero del lavoro e la Presidenza del Consiglio al fine di addivenire ad una decisione condivisa che tenga nella dovuta considerazione il tema principale della questione ossia la coerenza con la norma primaria della norma regolamentare.
Solo al termine di tali interlocuzioni, si potrà optare per una delle due diverse soluzioni possibili, ovvero, quella di materia normativa che comporta una rivisitazione dei criteri di calcolo dell'ISEE alla luce delle indicazioni fornite dai pronunciamenti del Tar, quella di natura processuale che prevede il ricorso al Consiglio di Stato in qualità di giudice di appello.