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Atto a cui si riferisce:
C.4/01768 gli ufficiali del ruolo speciale dell'Arma dei carabinieri lamentano una disparità di trattamento rispetto agli omologhi del ruolo normale, in base alla normativa vigente e sin dalla...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 5 febbraio 2015
nell'allegato B della seduta n. 372
4-01768
presentata da
FANUCCI Edoardo

Risposta. — L'inquadramento degli ufficiali in servizio permanente dell'Arma dei carabinieri in tre distinti ruoli, «normale», «speciale» e «tecnico» è stato previsto con la legge delega 28 febbraio 1992, n. 217 – cui è stata data poi attuazione con il decreto legislativo 24 marzo 1993, n. 117 – allo scopo di disciplinare le nuove dotazioni organiche stabilite dal decreto-legge 18 gennaio 1992, n. 9, col quale il numero degli ufficiali dell'Arma era stato incrementato di quasi 500 unità.
Detta ripartizione in ruoli, peraltro mutuata da quella delle altre Forze armate, che l'avevano adottata oltre quarant'anni prima con la legge 12 novembre 1955, n. 1137, è stata ripresa nel decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 298, con il quale è stata attuata la revisione della struttura degli ufficiali dell'Arma dei carabinieri, connotata, con riferimento alla cennata suddivisione in ruoli, da differenti modalità di reclutamento, distinti iter formativi e peculiari profili professionali.
Le disposizioni già vigenti, sui cui contenuti ha avuto modo di esprimersi anche la Corte Costituzionale, sono state riassettate nel codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66. Infatti la Consulta, con la sentenza n. 531 del 1995, ha sancito, con riferimento alla cennata legge n. 217 del 1992, la legittimità dell'istituzione del ruolo speciale operata dal legislatore delegante che, in un'ottica di mera differenziazione; di professionalità (non necessariamente di discriminazione tra categorie omogenee) «... si è limitato a prevedere – in concomitanza con l'aumento considerevole delle dotazioni organiche degli ufficiali dei carabinieri stabilite con decreto-legge 18 gennaio 1992, n. 9 – la necessità di una regolamentazione attraverso la razionalizzazione del vecchio ruolo unico, scindendolo in tre ruoli, avuto riguardo particolare alle specializzazioni ed alle connesse potenzialità dei singoli ruoli».
Ciò precisato, non può, tuttavia, escludersi che il vigente quadro normativo possa essere riconsiderato, sia per l'Arma dei carabinieri sia per le altre Forze armate.
Ferme le iniziative che il Parlamento volesse nel frattempo assumere, l'intera materia, assai complessa perché coinvolgente aspetti di natura, giuridica, funzionale, organizzativa, economica e finanziaria, del quali si occuperanno i provvedimenti discendenti dal Libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa, in un quadro, in questo caso, condiviso con le Forze di polizia.
Il Ministro della difesa: Roberta Pinotti.