• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/05541 l'andamento della grande distribuzione organizzata, ovvero il sistema di grandi strutture per la vendita al dettaglio, è il riflesso degli effetti della crisi economica sul potere d'acquisto e...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-05541presentato daBOCCUZZI Antoniotesto diVenerdì 8 maggio 2015, seduta n. 423

BOCCUZZI, ALBANELLA, ZAPPULLA e BERRETTA. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che:
l'andamento della grande distribuzione organizzata, ovvero il sistema di grandi strutture per la vendita al dettaglio, è il riflesso degli effetti della crisi economica sul potere d'acquisto e sui consumi degli italiani. Stando agli ultimi dati Istat, infatti, le vendite delle imprese della (grande distribuzione organizzata sono scese dello 0,1 per cento) a ottobre 2014 sul 2013 (stabili quelle non alimentari e in calo dello 0,1 per cento quelle alimentari);
non si può però parlare di una generica crisi, visto che molte grandi aziende operanti in questo settore hanno registrato un fatturato in crescita. Ad esempio Esselunga ha registrato un +3,2 per cento sul margine operativo lordo, Conad ha ottenuto un fatturato in crescita del 4,9 per cento rispetto all'anno precedente, Crai ha registrato nel 2014 un incremento del 24 per cento del fatturato dell'intera organizzazione, il gruppo Unicomm ha realizzato ricavi per 2 miliardi di euro, MaxDì ha realizzato un utile netto di oltre 12 milioni;
negli ultimi tempi, alcune grandi società, hanno annunciato esuberi di personale, in contrasto con le politiche espansionistiche attuate e conseguente incremento di fatturato, ma per salvare i propri conti di bilancio adottano comunque la logica di riduzione dell'organico o azioni che ricadono esclusivamente sui lavoratori e le lavoratrici;
tra questi si segnala la catena francese di supermercati Auchan spa, una delle principali aziende attive nel settore italiano della grande distribuzione organizzata di beni alimentari e non alimentari, presente sul territorio italiano dal 1989, con una rete di vendita che è organizzata in 56 ipermercati (di cui 50 a gestione diretta, 5 in franchising ed 1 affiliato), distribuiti in 11 regioni e nei quali sono occupate oltre 11.400;
il gruppo francese, alcuni giorni fa ha annunciato 1.426 licenziamenti, una cifra enorme, che dovrebbe essere distribuita in maniera omogenea tra Nord, Sud, Centro e Isole e non esclusivamente nel meridione, come prevedeva una nota iniziale;
solo in Sicilia la società conta 1.137 dipendenti distribuiti in sei punti vendita, rischiano il posto 267 lavoratori tra cui: 48 sono quelli individuati su Melilli su un organico di 181; a Catania Misterbianco sono 70 su 217 dipendenti, Catania S.G.La Rena sono 78 su 176 dipendenti, Porte di Catania sono 28 dipendenti su 209; Palermo: a Carini 21 dipendenti su 139 e a Palermo 22 dipendenti su 216;
in Campania, dove si concentrano 5 ipermercati, sono previsti 320 licenziamenti tra Nola, Pompei, Giugliano, Mugnano e Napoli. Numeri a cui bisogna aggiungere i circa 80 appena attuati a Pompei e Mugnano attraverso la mobilità incentivata;
nel Veneto sono previsti 140 esuberi tra questi, solo a Mestre 65 persone su 323 lavoratori, per la maggior parte donne, 38 lavoratori a Vicenza e 38 a Padova; a Bergamo si contano 29 esuberi, tutti concentrati nel supermercato di Via Carducci, che attualmente ne occupa circa 220;
per Brescia si parla di 52 esuberi nel punto vendita di Roncadelle dove attualmente sono occupate 297 persone e ad Ancona, Auchan licenzierà 36 lavoratori del punto vendita su 214 dipendenti;
nel mese di marzo, la trattativa sindacale, per superare la crisi interna dell'azienda, ha subito una battuta d'arresto in seguito alle irricevibili richieste dell'azienda di procedere a deroghe rispetto al contratto nazionale in materia di demansionamento, rinuncia alla quattordicesima mensilità temporanea per i punti vendita del nord e definitiva per quelli del sud, sospensione degli scatti di anzianità e del contratto integrativo;
tra le ragioni dei licenziamenti la società indica «pratiche di concorrenza sleale» in voga prevalentemente nel Meridione, dove nella grande distribuzione molti operatori economici non applicherebbero i contratti collettivi di categoria nazionale, oppure utilizzano i contratti part-time anche se il personale lavora full time;
posto in questo modo, il problema esposto da parte di Auchan potrebbe essere facilmente risolto attraverso un controllo da parte degli ispettori del Ministero del lavoro e delle politiche sociali ristabilendo, in tal modo, il rispetto dei contratti per i lavoratori, un equo costo del lavoro per tutti e la concorrenza nel mercato;
sorprende che a motivazioni seppur plausibili si possa reagire trovando come unica soluzione una risposta a scapito dei lavoratori –:
se non intendano adoperarsi con la massima urgenza al fine di convocare un tavolo di lavoro con l'azienda, le rappresentanze sindacali e le istituzioni locali, finalizzato alla ricerca di una soluzione che preservi l'occupazione nei predetti siti;
se ritengano opportuno adottare ogni iniziativa utile al fine di verificare il pieno rispetto della contrattazione collettiva e della disciplina in materia contrattuale nel settore della grande distribuzione commerciale. (5-05541)