• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/00685 sono presenti da tempo, nei mercati mondiali e nei Paesi dell'Unione europea, i cosiddetti wine kit: prodotti che promettono, con semplici polveri, di ottenere in pochi giorni vini dalle...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-00685presentato daFIORIO Massimotesto diVenerdì 19 luglio 2013, seduta n. 56

FIORIO. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro per gli affari europei . — Per sapere – premesso che:
sono presenti da tempo, nei mercati mondiali e nei Paesi dell'Unione europea, i cosiddetti wine kit: prodotti che promettono, con semplici polveri, di ottenere in pochi giorni vini dalle etichette prestigiose come Chianti, Valpolicella, Frascati, Primitivo, Gewurztraminer, Barolo, Lambrusco, Verdicchio e Montepulciano;
in data 17 luglio 2013 l'Interpool ha bloccato la vendita di wine kit nel Regno Unito: si è trattato del primo intervento di cooperazione di polizia internazionale a tutela del made in Italy;
secondo le denunce di alcuni media e delle associazioni agricole italiane questi wine kit vengono prodotti soprattutto in Canada ed in Svezia; molte confezioni fanno esplicito riferimento alla produzione italiana, ad un marchio di qualità tutelato dall'Unione europea, e promettono in soli cinque giorni di ottenere in casa vini tipici per i quali vengono addirittura fornite le etichette da apporre sulle bottiglie;
Coldiretti ha stimato che, solo nei paesi europei, almeno venti milioni di bottiglie di «pseudo» vino vengano ottenute attraverso wine kit;
anche il Commissario europeo all'agricoltura Dacian Ciolos, in risposta ad una interrogazione parlamentare sul tema, ha affermato che «la Commissione è stata informata delle pratiche commerciali a cui si fa riferimento nell'interrogazione e, durante l'ultima riunione del Comitato di gestione dell'Ocm unica, ha provveduto a informare le delegazioni degli Stati membri che tali pratiche violano le norme in materia di etichettatura nel settore vitivinicolo stabilite dalia legislazione europea. La Commissione ha precisato che i prodotti in questione non possono essere commercializzati utilizzando una denominazione di origine protetta (Dop) o un'indicazione geografica protetta (Igp), nemmeno attraverso una semplice evocazione del nome. Gli Stati membri devono adottare tutti i provvedimenti necessari a prevenire l'uso illecito del nome di una Dop o di un'Igp ritirando dal mercato tali prodotti»;
tale pratica illecita rischia di compromettere l'immagine e la credibilità dell'intero settore vitivinicolo italiano. Un prestigio conquistato nel tempo grazie agli sforzi fatti per la valorizzazione di un prodotto che esprime qualità, tradizione, cultura e territorio;
il vino è infatti uno dei maggiori settori produttivi italiani: rappresenta il 20 per cento dell’export agroalimentare nazionale per un fatturato oltreconfine di 4,7 miliardi di euro;
il made in Italy agroalimentare registra un danno medio di circa 60 miliardi di euro l'anno per colpa dell'invasione mondiale di prodotti contraffatti (soprattutto quelli a denominazione certificata), mentre made in Europe arriva a 100 miliardi;
nel caso degli alimentari la distribuzione di prodotti contraffatti assume aspetti ancora più gravi dal momento che la vendita avviene, nella maggior parte dei casi, all'insaputa dell'acquirente;
politiche maggiormente efficaci ed incisive contro la lotta alla contraffazione, sia a livello nazionale, che comunitario, sono state richieste dalle associazioni italiane di categoria. Per la Coldiretti sono una «priorità anche per chiedere più trasparenza a livello internazionale dove i prodotti alimentari italian sounding, sviluppano un fatturato di 60 miliardi di euro pari al doppio del valore delle esportazioni del prodotto originale»; per la Cia è necessario non solo «intensificare ancora la rete dei controlli e inasprire le sanzioni» ma «anche creare una task-force in ambito Ue per contrastare le falsificazioni alimentari» –:
quali iniziative urgenti intendano assumere i Ministri interrogati per contrastare con efficacia il commercio dei wine kit; citati in premessa;
se non ritenga opportuno intervenire in sede europea, per promuovere la creazione di un task-force per contrastare, a livello internazionale, le falsificazioni alimentari. (5-00685)