• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/09134 l'autostrada Pedemontana Lombarda (A36) è un'opera viabilistica di oltre 150 chilometri progettata al fine di collegare direttamente la provincia di Varese a quella di Bergamo, nonché gli...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09134presentato daCARINELLI Paolatesto diLunedì 11 maggio 2015, seduta n. 424

CARINELLI, NICOLA BIANCHI, CASO, DE LORENZIS, DE ROSA, DELL'ORCO, MANLIO DI STEFANO, LIUZZI, PESCO, PAOLO NICOLÒ ROMANO, SPESSOTTO e TRIPIEDI. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti . — Per sapere – premesso che:
l'autostrada Pedemontana Lombarda (A36) è un'opera viabilistica di oltre 150 chilometri progettata al fine di collegare direttamente la provincia di Varese a quella di Bergamo, nonché gli aeroporti ivi operanti (Malpensa e Orio al Serio);
il soggetto aggiudicatore concessioni autostrade lombarde spa (CAL) ha affidato la progettazione, realizzazione e gestione dell'autostrada A36 ad Autostrada Pedemontana Lombarda SpA (APL), controllata per quasi l'80 per cento da Milano Serravalle – Milano Tangenziali SpA, a sua volta controllata per il 52 per cento da ASAM SpA, holding delle partecipazioni societarie facenti capo a Finlombarda spa, controllata per oltre il 99,9 per cento da Regione Lombardia;
APL ha aggiudicato con gara d'appalto comunitaria la costruzione della tratta B1 di Pedemontana (concernente il collegamento Dalmine-Como-Varese-Valico del Gaggiolo) all'Associazione temporanea d'impresa costituita tra l'austriaca Strabag AG e le italiane Grandi Lavori Fincosit SpA e d'impresa costruzioni Maltauro SpA (ATI appaltatrice), sottoscrivendo contratto per la realizzazione dell'opera al costo di euro 1.713.547.749,35 il 17 febbraio 2012;
mentre la procura della Repubblica di Milano avviava un'indagine sulle modalità di aggiudicazione dell'appalto, i costi dell'opera aumentavano vertiginosamente: già all'8 di luglio 2013 il responsabile unico del progetto veniva, infatti, avvisato del fatto che il valore delle riserve iscritte per i lavori (ossia i costi aggiuntivi computati dall'ATI appaltatrice alle spese impreviste e a quelle cagionate da ritardi a lui non imputabili) aveva superato l'importo del 10 per cento del costo previsto per la realizzazione dell'opera, sì che sarebbe stato possibile avviare senza ulteriore indugio la procedura di accordo bonario di cui all'articolo 240 del decreto legislativo 163 del 2006, mediante l'istituzione di un'apposita commissione;
nonostante il costante aumento dei costi comunicati dall'ATI appaltatrice, APL deliberava l'istituzione della commissione di accordo bonario soltanto nel 2015 e ciò allorquando l'ammontare delle riserve – in base all'ultima relazione fornita con riferimento ai lavori eseguiti sino al Settembre 2014 – sarebbe ormai giunto alla cifra di euro 1.959.995.657,16, sì che il costo complessivo dell'opera risulterebbe più che raddoppiato rispetto a quello previsto per l'aggiudicazione dell'appalto;
ai sensi del combinato disposto tra l'articolo 240, comma 8, del decreto legislativo 163 del 2006, l'articolo 241, comma 6, del medesimo provvedimento e l'articolo 55 del codice di procedura civile, la commissione per l'accordo bonario è formata da tre componenti che non presentino cause d'incompatibilità quali quelle tipiche di chi abbia già avuto rapporti con i soggetti coinvolti nella procedura di accordo;
la commissione di accordo bonario è stata nominata in ritardo e solo dopo sollecitazione di ANAC;
secondo quanto riportato da alcuni organi di stampa i componenti della commissione suddetta non presentano i profili di imparzialità richiesti, avendo con le parti in causa legami molto fitti; la procura di Milano ha aperto un'inchiesta per corruzione a carico di ignoti;
il sospetto degli inquirenti è che dietro l'aggiudicazione dell'appalto a Strabag per la costruzione della Pedemontana ci sia il pagamento di alcune mazzette nell'aggiudicazione del lotto 2, la tratta che dovrebbe connettere Varese e Como fino al valico di Gacciolo;
il 4 maggio la guardia di finanza si è presentata nella sede di Pedemontana ad Assago e tra i documenti richiesti e prelevati ci sono quelli relativi alla composizione e alla attività della commissione che dovrà trovare un accordo sugli extracosti –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza di quanto esposto in premessa;
se non ritenga, in seguito ai costi lievitati in maniera spropositata dell'opera Pedemontana la cui spesa complessiva è, come noto, da sempre insostenibile, rimuovere Pedemontana Lombarda dalla lista delle opere infrastrutturali indicate come prioritarie dal Ministro interrogato, e decidere per l'interruzione immediata dei lavori della stessa alla quasi completata tratta B1. (4-09134)