• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/00703 si parla sempre più spesso di allarme sociale ed in modo vieppiù crescente con rischio di atti violenti; quotidianamente, nel degrado economico e civico di Catania, sempre più...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-00703presentato daGRILLO Giuliatesto diMartedì 23 luglio 2013, seduta n. 58

GRILLO, LOREFICE, DI VITA, RIZZO, MARZANA, D'UVA, COZZOLINO, DI BENEDETTO, VILLAROSA, NUTI e MANNINO. — Al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che:
si parla sempre più spesso di allarme sociale ed in modo vieppiù crescente con rischio di atti violenti;
quotidianamente, nel degrado economico e civico di Catania, sempre più pressante vi è una giusta richiesta di «sicurezza» da parte di cittadini impauriti e disillusi che hanno fame di certezze istituzionali, di maggiore presenza delle forze dell'ordine sul territorio catanese;
in un territorio dove il lavoro latita, pur avendo un'enorme potenziale turistico da sfruttare per la sua storia millenaria e bellezze paesaggistiche uniche al mondo, come il nostro vulcano dichiarato recentemente patrimonio UNESCO;
le organizzazioni sindacali di categoria da alcuni mesi stanno denunciando la grave situazione in cui versa la sicurezza dei cittadini a Catania e da tempo vi è un ristretto numero di pattuglie su strada per una realtà complessa ed articolata come quella di Catania;
ad avviso dell'interpellante, il personale stanco e disincentivato per il costante supplire a carenze ataviche per un'opinabile distribuzione del personale stesso, in quanto troppi agenti sono distolti dal servizio su strada per favorire una burocrazia prevalentemente cartacea che nell'era dell'informatizzazione digitale globale sembra preistoria;
i tagli e le limitazioni imposte dai vari Governi che si sono succeduti, incidono direttamente sull'operatività delle Forze di Polizia che garantiscono l'ordine e la sicurezza pubblica;
vi è la necessità di realizzare in tempi brevi i nuovi locali della questura di Catania, poiché, attualmente, tutti gli uffici sono dislocati in varie parti della città con notevole dispendio di risorse umane ed economiche che potrebbero certamente essere più proficuamente utilizzate per la lotta alla criminalità;
viceversa, la «spending review» – che non significa «taglio» della spesa tout court, ma allocazione ottimale delle risorse – ad avviso dell'interpellante riguarda solo i lavoratori, quegli stessi che hanno derogato ai contratti collettivi, ai riposi, alle ferie, anche espletando doppi turni;
per i locali della Polizia di Stato, per altro nemmeno idonei, la riorganizzazione non è mai arrivata: nella sola città di Catania si continuano a spendere ogni anno 2.238.000 di euro, le strutture sono fatiscenti, 5 Commissariati Sezionali e 3 Commissariati distaccati sono nelle medesime condizioni strutturali e dei 50 operatori previsti per commissariato ci sono oggi solo 20 unità;
il piano coordinato del territorio istituito nel 2003, che aveva un senso con le prerogative di allora – sei Volanti della Polizia e tre Gazzelle dei Carabinieri che si dividono il controllo del territorio a metà – crea ora confusione e uno squilibrio di unità che, specie nel fine settimana, non riescono a garantire interventi sufficienti e immediati;
le pattuglie vincolate territorialmente non possono garantire gli stessi interventi ai richiedenti e la città ha bisogno di unità d'intervento a prescindere dalla zona o dalla competenza;
nella pianta organica del Ministero, risalente al 1989, i circa 1200 operatori della questura di Catania erano distribuiti in solo tre edifici, mentre adesso l'organico di 1170 vede sprecate almeno 70 unità per la vigilanza degli edifici della stessa Questura spalmati sul tutto il territorio;
attualmente, con gli organici depotenziati e con età anagrafica consistente, oltre che senza mezzi sufficienti, diventa sempre più difficile far fronte a tutte le esigenze operando in maniera autonoma –:
se non intenda incrementare gli organici, prevedendo l'aumento di almeno 100 unità della polizia e dei carabinieri per far fronte ai problemi della sicurezza del territorio;
se non intenda adottare iniziative finalizzate ad unificare le strutture, ad esempio utilizzando a tal fine la caserma «Sommaruga» – un'immensa area nel centro cittadino, che l'esercito sta dismettendo con una procedura che dovrebbe concretizzarsi entro il 2014 – struttura che per effetto della legge di stabilità potrebbe essere ceduta, a costo zero, per creare la città della sicurezza ed inglobare tutte le strutture della Polizia di Stato. (5-00703)