• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/09206 negli istituti scolastici di tutta Italia sono state avviate le prove INVALSI; l'INVALSI è l'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione....



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09206presentato daCOLONNESE Vegatesto diVenerdì 15 maggio 2015, seduta n. 428

COLONNESE, D'INCÀ, LUIGI GALLO, PETRAROLI e FICO. — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:
negli istituti scolastici di tutta Italia sono state avviate le prove INVALSI;
l'INVALSI è l'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione. Tutti gli anni il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca delega a questo, istituto la valutazione dei livelli di apprendimento degli alunni delle classi II e V della scuola primaria e secondaria;
l'INVALSI è l'ente di ricerca dotato di personalità giuridica di diritto pubblico che ha raccolto, in un lungo e costante processo di trasformazione, l'eredità del Centro europeo dell'educazione (CEDE) istituito nei primi anni settanta del secolo scorso;
il test Invalsi dovrebbe consentire di misurare i livelli di apprendimento e le competenze acquisite dai bambini probabilmente allo scopo di individuare le scuole che necessitano di interventi specifici e risorse per migliorare la didattica. Rischia invece di diventare un sistema punitivo o premiante a seconda della valutazione delle prove, aumentando di fatto le disuguaglianze;
agli interroganti risulta che metodologicamente il risultato ottenuto da una classe non dovrebbe essere paragonato a quello di un'altra senza opportuni interventi. Difatti, il risultato ottenuto da una classe al test potrebbe dipendere dai motivi più disparati, che non sono imputabili alla capacità degli insegnanti e degli alunni. Fattori determinanti potrebbero essere le caratteristiche socio-economiche della famiglie degli alunni, la localizzazione geografica della scuola, la presenza in classe di bambini con difficoltà non certificata o non adeguatamente supportata. La correzione di tali dati non risulta agevole;
non è definito chiaramente cosa si intende per «buon risultato» alle prove Invalsi;
inoltre, alcuni genitori lamentano il fatto che i test seppur anonimi, invece di essere spediti all'Invalsi, vengono caricati nel database dai docenti della scuola. In tal modo gli insegnanti possono venire a conoscenza del risultato delle loro e delle altre classi;
inoltre, a quanto consta agli interroganti pare che in alcune scuole gli insegnanti aiutino i bambini nelle risposte per migliorare la valutazione della loro scuola o della loro classe, ricorrendo talvolta all'accorpamento delle classi in caso di numerose assenze. Si deduce che quello che dovrebbe essere uno strumento per migliorare la qualità della scuola pubblica si riveli una sorta di sterile e inutile gara tra insegnanti che rischia di penalizzare le scuole più in difficoltà. Così come è strutturato e svolto, il test Invalsi non fornisce elementi utili ai fini di uno studio finalizzato all'individuazione di politiche scolastiche mirate con il rischio di un inutile spreco di risorse;
le famiglie devono sobbarcarsi di una spesa in più per l'acquisto dei libri di esercitazione per sostenere le prove Invalsi;
sembrerebbe che in diverse scuole i dirigenti scolastici esercitino pressioni su insegnanti e alunni per imporre lo svolgimento di suddette prove;
risulta agli interroganti che i genitori degli alunni della scuola elementare e materna 29o C.D. Luigi Miraglia i giorni 6 e 7 maggio decidevano di non sottoporre i figli alle prove Invalsi, partecipando allo sciopero indetto da alcune sigle sindacali, ma i test venivano svolti ugualmente –:
se al Ministro risulti quanto esposto in premessa;
se si ritenga di chiarire esplicitamente la non obbligatorietà delle prove in questione;
se intenda assumere iniziative volte a prevedere sanzioni nei confronti delle scuole che ricorrono a espedienti che falsano l'esito delle prove;
se il Ministro intenda impiegare in maniera più adeguata le risorse finalizzate all'individuazione di politiche scolastiche mirate, optando per una modifica del carente sistema di valutazione della scuola attuale;
quale sia l'obiettivo della tabella che riporta la classifica relativa ai «risultati medi per area geografica e regione», ricavata dal rapporto del servizio nazionale per la valutazione 2009-2010 e a quale fine saranno utilizzati tali risultati;
in generale, sotto quali aspetti saranno penalizzati o premiati gli istituti valutati. (4-09206)