• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/09229 secondo quando si apprende da alcune agenzie stampa online recentemente il tribunale di Pistoia ha innovato la vigente giurisprudenza in materia di coltivazione biologiche e «tradizionali»,...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09229presentato daREALACCI Ermetetesto diLunedì 18 maggio 2015, seduta n. 429

REALACCI e KRONBICHLER. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . — Per sapere – premesso che:
secondo quando si apprende da alcune agenzie stampa online recentemente il tribunale di Pistoia ha innovato la vigente giurisprudenza in materia di coltivazione biologiche e «tradizionali», ovvero con uso di agrofarmaci, a tutela delle prime;
detta sentenza ha stabilito che chi usa gli agrofarmaci non può contaminare il vicino biologico o le case e i giardini dei privati. In giudizio la vicenda si è conclusa con una bella e congrua multa per il viticoltore chimico e con l'imposizione di trattamenti verso l'interno sui terreni di confine, al fine di annullare l’«effetto deriva» di prodotti chimici, con tolleranza zero pesticidi, nella proprietà dei vicini;
in particolare, secondo quanto si apprende, sulla vegetazione e nella proprietà del signor Michelacci, sono stati trovati residui di Cimoxanil (fungicida chimico) e rame (anche se il rame non presenta problemi, in quanto autorizzato in Agricoltura biologica), nel momento in cui venivano fatti i trattamenti convenzionali con tali prodotti. Si rammenta che i residui di pesticidi, in genere, si concentrano nelle polveri, e che i danni dei fitofarmaci si esplicano anche a livelli infinitesimi e, soprattutto, indesiderati dai consumatori biologici (tolleranza corrispondente a 0,01 mg/kg, un livello molto superiore ai limiti di rilevazione della presenza di pesticidi);
è questo anche il caso di altri agricoltori biologici dell'Alto Adige, come ad esempio una famiglia di Laces-Coldrano, che a fronte dell'uso ampio e intensivo di agrofarmaci per la coltivazione delle mele, soffrono la contaminazione da pesticidi delle loro erbe aromatiche coltivate in biologico, che una volta essiccate e quindi disidratate aumentano di molto la percentuale di residuo di pesticidi;
in altri Paesi dell'Unione questi limiti alla certificazione biologica vengono aggiornati in caso di vegetali disidratati –:
se il Governo sia a conoscenza dei fatti sovraesposti;
se non ritengano opportuno assumere iniziative normative volte a disciplinare le criticità sopra esposte a tutela delle coltivazioni biologiche e della concorrenza tra agricoltori. (4-09229)