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Atto a cui si riferisce:
C.4/06764 in data 29 marzo 2014 l'ammiraglio di squadra Franco Paoli ha ultimato l'incarico di presidente nazionale della Lega navale italiana per scadenza del mandato triennale e che, in data 14 maggio,...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 5 febbraio 2015
nell'allegato B della seduta n. 372
4-06764
presentata da
BRANDOLIN Giorgio

Risposta. — La lega navale italiana è un ente pubblico non economico, senza finalità di lucro, a base associativa, posto sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica e vigilato dai Ministeri della difesa e delle infrastrutture e trasporti.
Il comma 2-bis) dell'articolo 2 del decreto legge 31 agosto 2013 n. 101, stabilisce, tra l'altro, che gli enti aventi natura associativa si adeguino con propri regolamenti ai princìpi di razionalizzazione e contenimento della spesa in quanto non gravanti sulla finanza pubblica.
Alla lega navale italiana risultano corrisposti dallo Stato, a partire dal 2010 (senza contare, per brevità, le contribuzioni pubbliche antecedenti) 48.199 euro così ripartiti:
euro 13.600 con decreto interministeriale Difesa – Ministero dell'economia e delle finanze 1o dicembre 2010;
euro 4.099 con decreto interministeriale Difesa – Ministero dell'economia e delle finanze 25 maggio 2011;
euro 16.050 con decreto interministeriale Difesa – Ministero dell'economia e delle finanze 17 settembre 2012;
euro 14,450 con decreto interministeriale Difesa – Ministero dell'economia e delle finanze 31 dicembre 2013.

Da tali elementi fattuali risulta che, pur se in percentuale minima rispetto alle entrate complessive derivanti dalle quote associative, sussiste anche una parte di attivi di derivazione pubblica che, obiettivamente, non consente di iscrivere l'ente in argomento fra i soggetti pubblici non gravanti sulla finanza pubblica. Pertanto, come espressamente indicato dal dipartimento della ragioneria generale dello Stato con foglio n. 90548 del 19 novembre 2014, non appare affatto pacifica la pretesa applicabilità alla lega del richiamato comma 2-bis) dell'articolo 2 del decreto legge n. 101 del 2013.
Quel che rileva maggiormente sono, però, le disposizioni introdotte dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, di conversione del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, che – modificando il comma 9, dell'articolo 5 del decreto-legge 6 luglio 2012 n. 95 – ha istituito il divieto per le pubbliche amministrazioni (definite dall'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001) di conferire a soggetti già lavoratori privati o pubblici collocati in quiescenza, incarichi dirigenziali o direttivi o cariche in organi di governo nelle amministrazioni medesime, ovvero negli enti o società da esse controllati, se non a titolo gratuito e per la durata di un solo anno non rinnovabile né prorogabile.
Tale norma è entrata in vigore durante l’iter di nomina, a presidente della lega navale, dell'ammiraglio in quiescenza citato nell'atto.
Si tratta, in buona sostanza, del classico caso di norma di rango primario, che implicitamente abroga, ponendole nel nulla, tutte le disposizioni di rango inferiore in contrasto, come quelle sulla durata dell'incarico, richiamate nell'atto ispettivo e rinvenibili nel decreto del Presidente della Repubblica n. 90 del 2010 e, allo stesso modo, quella statutaria sull'ammissibilità, come nel caso di specie, di emolumenti (peraltro già consistenti) per l'esercizio della carica di presidente.
Per queste ragioni, prima della definitiva formalizzazione della nomina con decreto presidenziale, è stato indispensabile, per gli uffici della Presidenza e della Difesa, acquisire per iscritto il consenso informato del nominando circa l'indispensabile applicazione delle due nuove disposizioni, concernenti gratuità e durata dell'incarico.
A fronte della richiesta in tal senso inoltrata il 19 settembre 2014, lo Stato maggiore della Marina ha comunicato la rinuncia da parte dell'interessato alla formalizzazione della nomina.
La Marina militare sta formalizzando una nuova designazione del presidente nazionale e del vice presidente nazionale della lega navale, ai sensi degli articoli 69 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica n. 90 del 2010 e in linea con le nuove disposizioni di legge.
Verificato il possesso dei previsti requisiti di legge, la loro candidatura verrà sottoposta all’iter di nomina comprendente le deliberazioni del Consiglio dei Ministri e il parere del Parlamento.
Il Ministro della difesa: Roberta Pinotti.