• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/01248-AR/0 ... considerato che: la Robin Tax è correttamente pensata per colpire i soggetti che realizzano extraprofitti operando nel settore dell'energia, come esplicitato anche nella relazione...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/01248-AR/067presentato daABRIGNANI Ignaziotesto diMercoledì 24 luglio 2013, seduta n. 59

La Camera,
considerato che:
la Robin Tax è correttamente pensata per colpire i soggetti che realizzano extraprofitti operando nel settore dell'energia, come esplicitato anche nella relazione illustrativa del provvedimento;
esistono sul mercato consorzi e società consortili di imprese, che operano sul mercato dell'energia, per raggiungere esattamente lo stesso scopo perseguito dalla norma, ovvero quello di ridurre il costo della fornitura di energia;
è noto che i consorzi e le società consortili tentano di raggiungere tale scopo organizzandosi ed agendo in modo da sommare il potere di acquisto e le competenze di molte imprese, la cui sopravvivenza – in termini competitivi sui mercati nazionale e internazionali – è particolarmente dipendente dall'incidenza del prezzo dell'energia sulle loro produzioni, al fine di spuntare prezzi competitivi, nelle modalità rese possibili dal mercato e dalla normativa vigente;
alcuni di tali consorzi dichiarano nel loro statuto di non avere finalità di lucro ma gestendo il portafoglio della domanda energetica di molte imprese (a volte centinaia) il loro volume di affari diventa notevole (anche centinaia di milioni di euro) e dal punto di vista puramente fiscale, può, dunque, accadere che i bilanci presentino ricavi ed imponibili sostanzialmente «casuali» al 31 dicembre, solo in modo congiunturale ed occasionale a causa di cicli di fornitura e pagamenti dell'anno termico che non coincidono con l'anno fiscale;
tali consorzi e società consortili, anche nel caso in cui gli utili fossero presenti, per statuto non procedono alla loro distribuzione, neanche in caso di scioglimento;
gli eventuali avanzi di gestione vengono destinati a riserva ed investiti in ulteriori servizi alle imprese, sempre tesi alla riduzione del costo della fornitura energetica, in una logica mutualistica;
applicare la Robin tax a tali soggetti risulta quindi particolarmente inappropriato, in quanto così facendo, si tassano i soggetti più sensibili al costo dell'energia, che già soffrono le conseguenze dell'esistenza di quegli altri soggetti che fanno extraprofitti sul mercato dell'energia e che sono il giusto bersaglio della norma introdotta dal decreto del fare all'articolo 5, e che portano all'innalzamento dei prezzi;
la Robin Tax infatti non è semplicemente una tassa ma una sopratassa (una addizionale) pensata per chi fa sopraprofitti sul mercato dell'energia e tali consorzi e società consortili che non hanno scopo di lucro non chiedono di non pagare le tasse regolari (IRES), ma solo di non pagare la sopratassa «Robin Tax» pensata per soggetti di natura diversa,

impegna il Governo

a valutare, nel rispetto delle compatibilità di finanza pubblica, l'opportunità di non applicare l'addizionale IRES denominata «Robin tax» ai consorzi e alle società consortili che non hanno fine di lucro. Tale modifica consentirebbe comunque di perseguire l'obiettivo di operare una riduzione effettiva degli oneri generali del sistema elettrico e dei prezzi dell'energia pagati da famiglie ed imprese (come richiesto dal comma 8 dell'articolo 5 del decreto in esame), evitando però di aggiungere una tassazione eccessiva sui soggetti maggiormente sensibili al prezzo dell'energia, che agiscono al servizio delle imprese associate in consorzi e società consortili che non hanno scopo di lucro e che in misura massima soffrono per l'elevato prezzo dell'energia in Italia.
9/1248-A-R/67. (Testo modificato nel corso della seduta) Abrignani.