• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/01538 nell'ambito del festival La Repubblica delle idee, nel Salone del Minor Consiglio del Palazzo Ducale, si è tenuto un dibattito cui partecipano i giornalisti Marco Preve e Carlo Bonini oltre al...



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-01538presentato daSANTELLI Joletesto diGiovedì 11 giugno 2015, seduta n. 440

SANTELLI, GREGORIO FONTANA, CALABRIA, ABRIGNANI, PALESE, GIAMMANCO, MILANATO, SANDRA SAVINO, PALMIERI, MOTTOLA, POLIDORI, CIRACÌ, PETRENGA, OCCHIUTO, LATRONICO, DISTASO, FRANCESCO SAVERIO ROMANO, PALMIZIO, CENTEMERO e PRESTIGIACOMO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che:
nell'ambito del festival La Repubblica delle idee, nel Salone del Minor Consiglio del Palazzo Ducale, si è tenuto un dibattito cui partecipano i giornalisti Marco Preve e Carlo Bonini oltre al sostituto procuratore generale di Genova, Enrico Zucca, già PM dei processi sul G8 di Genova;
«Le vicende di Genova – dice Zucca – devono essere studiate e ripensate oggi perché ci insegnano che quando lo Stato si sente minacciato, i nostri diritti vengono messi in discussione e i cittadini rischiano di trasformarsi in nemici. Nel dibattito parlamentare sulla legge contro la tortura non si fa riferimento, mai, a quel che accadde qui. E il sintomo d'una rimozione, come d'altronde certifica la locuzione che sentiamo usare spesso: “Fatti del G8”, quasi fossero lontani»;
«La Diaz porta alla luce problemi endemici: allo stato attuale la polizia rifiuta di leggere sé stessa, e a questo punto è difficile non si ripetano più quegli errori. È come se le diagnosi dei medici fossero state perennemente ignorate... Attenzione poiché non si tratta d'un corpo astratto, ma con dei dirigenti: Gianni De Gennaro prima, poi Antonio Manganelli, quindi suoi successori. Sono loro che hanno, lo dico ancora, impunemente, violato il dovere di sospendere e rimuovere i funzionari condannati. Mentre hanno dimostrato che si può silurare un agente da un giorno all'altro, per una banale frase scritta su Facebook (è successo con Fabio Tortosa, che nelle scorse settimane aveva esaltato il blitz sui social network, ndr)»;
«e rispetto agli organi di stampa, in molti hanno continuato a scrivere agiografie sui poliziotti imputati. Nei giorni precedenti la sentenza di Cassazione sui dirigenti s'invocava la ragion di Stato: quello che dovrebbe essere un cane da guardia, la stampa, si è trasformato a tratti in un cagnolino da passeggio»;
«Noi vogliamo una polizia che fa il braccio armato del governo di turno, o che appartiene ai cittadini ? È emersa non solo la capacità di usare una forza sproporzionata, ma la falsificazione delle prove finalizzate ad arresti che si ritengono giusti e doverosi in nome d'una malsana, appunto, ragion di Stato»;
insiste, Zucca: «L'unico modo corretto per definire quell'aggiustamento sistematico è corruzione per nobile causa, nobile nella testa di chi la commette. Ma si tratta pur sempre di corruzione, di perversione istituzionale per trarne giovamento in termini di carriera». Sul numero uno dell'anticorruzione Cantone che si era detto «indignato» all'indomani del pronunciamento europeo laddove stigmatizzava comportamenti patologici della polizia italiana, è tranchant: «Non siamo messi bene, se una figura del genere non capisce che dopo il G8 ci fu proprio una forma di corruzione»;
l'ultimo affondo è di nuovo sul tema più attuale, la legge contro la tortura: «Durante la discussione hanno tirato in ballo Beccaria e il ’700, Abu Ghraib e i soprusi americani in Iraq, ma guai a parlare di Genova. Per com’è stata concepita, non punirebbe comportamenti come quelli della Diaz. E mi chiedo: cosa c’è dietro ?»;
il comitato di presidenza del Csm è stato convocato per affrontare il caso che ha investito il pg di Genova Enrico Zucca e le sue dichiarazioni sui fatti del G8 per le quali il Capo della Polizia Alessandro Pansa e il Ministro dell'interno Angelino Alfano hanno chiesto al Guardasigilli Andrea Orlando di «valutare profili disciplinari»;
e intanto, codice di disciplina in mano, il procuratore generale Vito Monelli, in relazione alle dichiarazioni fatte dal sostituto procuratore generale Enrico Zucca sui fatti della Diaz e sulle responsabilità della polizia durante l'incontro a Repubblica delle Idee, ricorda che la normativa non permette ai magistrati di esprimersi sul processo finché questo non è andato in giudicato. «In questo caso, però, il magistrato ha parlato dopo la sentenza», precisa il procuratore. E cita l'articolo 2 del decreto legislativo n. 209 del 2006. Monetti, capo ufficio di Zucca, quindi titolare di una eventuale azione disciplinare, indirettamente lo «assolve»;
a difesa del sostituto Zucca anche l'ANM «Enrico Zucca ha svolto un ragionamento ampio e complesso nell'esercizio del diritto di manifestazione del pensiero e bisogna evitare estrapolazioni e interpretazioni di questa o quella frase. Mettiamo, quindi, da parte il tema del procedimento disciplinare». (Associazione nazionale magistrati);
più esplicita ancora Magistratura Democratica: rilanciano in queste ore che il Capo della Polizia, d'intesa con il Ministro dell'interno, ha chiesto al Ministro della giustizia di valutare azioni disciplinari nei confronti del sostituto procuratore generale Enrico Zucca per le osservazioni svolte nell'ambito del dibattito sui fatti della Diaz tenutosi a Genova nel corso della manifestazione «Repubblica delle Idee». In discussione sarebbe la tutela dell'onorabilità della Polizia. Siamo convinti che l'onorabilità e l'alta professionalità della Polizia italiana, presidi fondamentali della vita civile e democratica di questo Paese, non siano in alcun modo messe in discussione da un confronto franco e pubblico sugli episodi di violazione dell'articolo 3 CEDU verificatesi nel nostro Paese, sulle ragioni e sulle conseguenze delle gravi violazioni dei diritti umani e sugli strumenti legislativi necessari per prevenirli. Tra i quali l'introduzione di una norma sul divieto di tortura fedele ai principi della Convenzione ONU del 1988. In democrazia occorre ragionare e capire, non rimuovere: il confronto, anche aspro, è importantissimo e fertile e non trae certo giovamento dalla richiesta di iniziative di carattere disciplinare che — a prescindere da considerazioni di merito — rappresenta, nei fatti, una chiusura di disponibilità ad un serio dibattito su temi ancora dolorosamente aperti;
ad avviso degli interroganti come segnalato in altri atti di sindacato ispettivo presentati in precedenza, il CSM avrebbe già dovuto adottare da tempo iniziative di competenza sulla vicenda;
sul tavolo del Comitato di presidenza, composto dal vicepresidente Giovanni Legnini, dal primo presidente e dal pg di Cassazione, Giorgio Santacroce e Pasquale Ciccolo, ci sarà non solo l'incartamento — lo stesso che è stato inviato al Ministro Orlando — fatto recapitare dal Capo della polizia ma anche la richiesta di apertura di una pratica a tutela per Zucca, avanzata dai togati di area. I consiglieri del gruppo di Area al CSM che fanno parte della prima commissione, Ercole Aprile e Antonello Ardituro, hanno infatti chiesto l'apertura di una pratica a tutela per Enrico Zucca;
a parere degli interroganti la difesa immediata del dottor Zucca da parte tanto dell'Associazione nazionale magistrati, quanto soprattutto da parte di Magistratura democratica, appare corporativa e «politica», e in ogni caso del tutto abnorme e sproporzionata –:
quali iniziative il Presidente del Consiglio dei ministri e, per quanto di propria competenza, il Ministro dell'interno intendano assumere al fine di tutelare l'immagine delle istituzioni, in specie della polizia di Stato e del Ministero dell'interno, anche eventualmente attraverso una richiesta di risarcimento del danno;
se, dinanzi all'ennesimo attacco, perpetrato dal dottor Zucca nei confronti della polizia in quanto corpo dello Stato, il Ministro della giustizia non ritenga che sia finalmente il caso di promuovere iniziative di carattere disciplinare. (3-01538)