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Atto a cui si riferisce:
S.4/02568 GIBIINO, SCOMA, RUVOLO, Giovanni MAURO, SCILIPOTI, COMPAGNONE, SCAVONE - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'interno e dell'ambiente e della tutela del territorio e...



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 063
all'Interrogazione 4-02568

Risposta. - Con le interrogazioni 4-02143, 4-02422 e 4-02568, è stata posta una serie di problemi e di quesiti riferiti all'eccezionale flusso migratorio che sta interessando l'Italia.

Al fine di fronteggiare tale emergenza, il 1° novembre 2014 ha avuto inizio un'operazione di Frontex, denominata "Triton", che ha assorbito 2 missioni europee già in atto, "Hermes" ed "Aeneas". Con ciò la missione "Mare nostrum" sarà rapidamente dismessa. Vi sarà un periodo di coesistenza tra le 2 operazioni, ma sarà limitato alla sola fase di avvio di Triton.

Si ritiene di poter ascrivere tale risultato alla perseveranza del Governo italiano, che ha saputo creare attenzione e consenso intorno alla propria proposta di una gestione rinforzata delle frontiere esterne dell'unione, in particolare di quelle del Mediterraneo centrale, da realizzare attraverso il consolidamento della presenza e la leadership dell'agenzia Frontex, opportunamente potenziata nelle sue capacità operative e nella sua dotazione finanziaria e altrettanto opportunamente sostenuta nella sua azione dagli Stati membri.

Entrando nel dettaglio di Triton, si rappresenta preliminarmente che, al fine di consentire lo svolgimento dell'operazione, il budget di Frontex verrà opportunamente incrementato con uno stanziamento aggiuntivo di 20 milioni di euro per l'anno 2015. Si informa, inoltre, che al momento sono 18, oltre all'Italia, gli Stati che hanno assicurato la partecipazione all'operazione medesima, alcuni con assetti aerei e navali, altri fornendo propri esperti. L'agenzia Frontex ha già messo a punto il piano operativo dell'iniziativa, che è stato predisposto sulla base delle disponibilità offerte, in termini di risorse umane e strumentali, e tenendo conto dei costi stimati in 3 milioni di euro.

Il principale obiettivo di Triton consiste nel contrastare l'immigrazione irregolare e le attività di traffico di esseri umani e, a tal fine, le sue navi fisseranno la linea di pattugliamento a 30 miglia dalle coste italiane.

L'Italia continuerà ad adempiere il dovere di ricerca e salvataggio a cui sono tenuti tutti gli Stati, sulla base del diritto internazionale della navigazione e delle elementari regole del diritto umanitario, ma l'operazione Mare nostrum sarà gradualmente chiusa.

Il rafforzamento dei controlli delle frontiere esterne dell'unione, attraverso l'azione di Frontex, è solo uno dei punti cardine della nuova strategia europea, e, quindi, italiana, di gestione dei flussi migratori. Ad esso se ne affiancano altri due: il miglioramento della cooperazione con i Paesi terzi di origine e transito dei flussi e la piena attuazione del sistema comune europeo di asilo.

Sul primo versante, l'Italia è da sempre in prima linea, avendo privilegiato la sottoscrizione di accordi di tale tipo in particolare con i Paesi del nord Africa (Tunisia, Libia e Egitto) e dell'Africa sub-sahariana (Niger, Nigeria e Gambia), nell'intento di attuare specifici programmi di assistenza tecnica a beneficio delle forze di polizia di quegli Stati.

Nello stesso ambito, il Governo riconnette fondamentale importanza anche allo sviluppo dei partenariati di mobilità, dei programmi di protezione regionale e dei processi regionali, strumenti indispensabili a portare l'azione dell'Europa direttamente nelle aree di origine del fenomeno migratorio. In proposito, si comunica che, in aggiunta ai partenariati con il Marocco e la Tunisia, già operativi, è stato firmato, a margine del Consiglio GAI di Lussemburgo del 9-10 ottobre 2014, anche quello con la Giordania.

Per ciò che attiene ai processi regionali, un ulteriore impulso potrà venire dalla IV Conferenza ministeriale euro-africana su migrazione e sviluppo che l'Italia ospiterà a Roma il 27 novembre, nel quadro del "Processo di Rabat", un foro di dialogo tra l'Unione europea e i Paesi dell'Africa occidentale, centrale e mediterranea sul temi migratori. Il Governo italiano sta inoltre promuovendo l'avvio e lo sviluppo del "Processo di Khartoum", analogo foro di dialogo, stavolta, con i Paesi dell'Africa orientale.

Quanto al secondo versante, cioè all'attuazione del sistema comune europeo di asilo, le priorità individuate dall'Unione europea riguardano l'intensificazione delle attività di identificazione dei migranti e la costruzione di sistemi di accoglienza flessibili, in grado di rispondere ai flussi migratori improvvisi.

Sul primo aspetto, il Ministero ha già disposto un vigoroso giro di vite nel sistema di sicurezza, per rispondere in modo più efficace alle esigenze del fotosegnalamento, della registrazione e della raccolta delle impronte digitali dei migranti, anche al fine di contrastare i tentativi di aggirare il sistema Eurodac, perpetrati dalla rete dei trafficanti.

Sempre nell'ottica del contrasto degli interessi criminali si colloca l'operazione "Mos Maiorum", che si è svolta dal 13 al 26 ottobre 2014, con il coordinamento italiano e il contributo di Frontex. L'iniziativa, che ha coinvolto varie polizie europee, è stata finalizzata in particolare a realizzare una mappatura di tutte le rotte delle attività di trafficking delle organizzazioni criminali, identificando i mezzi di trasporto utilizzati e i principali luoghi di rintraccio.

Quanto all'accoglienza dei migranti, il Governo ha avviato una profonda revisione del relativo sistema, che consentirà di affrontare i flussi migratori come attività ordinaria, strutturata e programmabile, quindi al di fuori di una logica emergenziale, sulla base della concertazione tra lo Stato e il mondo delle autonomie territoriali. Il sistema sarà organizzato in 3 fasi e articolato in modo da consentire il rapido passaggio dall'una all'altra: le prime 2 fasi, di soccorso e prima accoglienza, saranno gestite dallo Stato attraverso appositi centri governativi; la terza, di seconda accoglienza, sarà gestita dal sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), con il coinvolgimento diretto degli enti locali.

La gestione del sistema è affidata al Ministero che si avvale del supporto e delle indicazioni del Tavolo di coordinamento nazionale al quale partecipano, oltre alle le amministrazioni statali interessate, la Conferenza delle Regioni, l'UPI e l'ANCI.

Analogamente, il prefetto del Comune capoluogo di regione attiva e presiede tavoli di coordinamento regionale, aperti alla partecipazione di Regione, Province e Comuni, con il compito di realizzare a livello locale le strategie operative definite dal tavolo nazionale.

Oltre a riformare il sistema dell'accoglienza, il Governo ha posto le basi anche per il suo potenziamento, attraverso congrui finanziamenti pari, per l'anno 2014, a circa 113 milioni di euro e, a regime, a circa 187 milioni di euro, questi ultimi stanziati con il disegno di legge di stabilità per il 2015 attualmente all'esame del Parlamento.

Per quanto attiene agli aspetti sanitari dell'emergenza, si assicura che i controlli sulle persone che giungono nel nostro Paese sono estremamente puntuali. Gli accertamenti sanitari da parte del personale medico e paramedico hanno inizio già a bordo delle navi e consentono di accertare, prima quindi dello sbarco sul territorio italiano, l'eventuale presenza di segni e sintomi sospetti di malattie infettive, ai sensi del regolamento sanitario internazionale dell'OMS.

Inoltre, nell'ambito del progetto "Praesidium", coordinato dal Ministero e finanziato dalla Commissione europea, i migranti, nel momento dello sbarco sul territorio italiano, sono sottoposti a un triage medico da parte delle aziende sanitarie locali, in collaborazione con la Croce rossa italiana.

All'ingresso nei centri di accoglienza, è effettuato uno screening diretto a verificare se sussistano patologie o sospetti di patologie, che non consentono la permanenza nelle strutture e che richiedono invece il ricovero in ospedale. Durante la permanenza nei centri, agli immigrati è comunque assicurata l'assistenza sanitaria, con le modalità previste dall'accordo Stato-Regioni del dicembre 2012, in collegamento con le strutture del sistema sanitario della Regione competente per territorio.

In conclusione, si ritiene che l'insieme delle iniziative testimoni un'attenzione molto alta verso l'emergenza dei flussi migratori, attenzione rivolta anche all'attenuazione delle ricadute finanziarie sui bilanci comunali. In questa logica, si colloca la disposizione di cui all'articolo 7 del decreto-legge n. 119 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 146 del 2014, in base alla quale i Comuni siciliani maggiormente interessati dal fenomeno migratorio fruiscono per il 2104 di un allentamento del patto di stabilità interno.

MANZIONE DOMENICO Sottosegretario di Stato per l'interno

12/11/2014