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Atto a cui si riferisce:
C.4/07430 con sentenza n. 5 del 7 febbraio 2014, depositata il 18 febbraio 2014, il tribunale militare di Roma ha dichiarato l'assoluzione della dottoressa Barbara Balanzoni, tenente medico dell'Esercito...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 11 giugno 2015
nell'allegato B della seduta n. 440
4-07430
presentata da
BASILIO Tatiana

Risposta. — Intendo preliminarmente ricordare che sulla richiamata vicenda della dottoressa Barbara Balanzoni il Governo ha già avuto modo di riferire in riscontro agli atti di sindacato ispettivo n. 4-03173, della medesima interrogante, n. 4-03124 dell'Onorevole Vezzali e n. 3-00610 della Senatrice Amati, quest'ultimo svolto in 4a Commissione difesa del Senato il 5 febbraio 2014.
Mi limito pertanto a confermare, nella circostanza, quanto già argomentato nelle menzionate risposte.
Tanto premesso, per quanto riguarda il quesito relativo a «quali provvedimenti ritenga opportuno adottare al fine di garantire maggiore trasparenza e meritocrazia nella selezione del personale preposto al comando dei reparti militari, con particolari riferimento ai reparti impegnati in missioni internazionali», mi preme sottolineare la circostanza che i contingenti militari che vengono selezionati per svolgere attività operative all'estero vengono sottoposti, prima della partenza, ad una intensa attività addestrativa che coinvolge tutto il personale, compresi gli ufficiali. I comandanti di reparto o di settore di tali contingenti hanno qualità professionali e caratteriali che, unitamente all'esperienza spesso acquisita nel corso di precedenti missioni, li rende idonei ad affrontare le significative responsabilità connesse alla particolarità dell'incarico.
In merito, invece, alle «iniziative da assumere per riorganizzare sotto il profilo delle competenze, degli organici e della gestione amministrativa il funzionamento dei Tribunali e delle Procure militari», ricordo che nel disegno di legge di Stabilità 2015 era stata inserita apposita previsione normativa volta ad una razionalizzazione in senso riduttivo (ulteriore a quella già realizzata con la legge 24 dicembre 2007, n. 244) degli uffici giudiziari militari. Detto intervento, stralciato dalla legge di stabilità nel corso dei lavori parlamentari in ragione della sua natura ordinamentale, è confluito, col medesimo testo, in un autonomo disegno di legge Atto Camera 2679-undecies) assegnato in sede referente alla IV Commissione difesa della Camera, che non ne ha ancora avviato l'esame.
Invero, in materia di riforma della giustizia militare, è stato presentato nell'ottobre 2014 un disegno di legge costituzionale (ad iniziativa dell'onorevole Dambruoso ed altri), finalizzato alla modifica degli articoli 102 e 103 della Carta, funzionale alla definitiva soppressione dei tribunali militari e alla contestuale istituzione di sezioni specializzate per i reati militari presso i tribunali ordinari. L'iniziativa in parola, assegnata all'esame della I Commissione affari costituzionali della Camera, coltiva la prospettiva di affrontare in maniera risolutiva la questione della giustizia militare, attraverso la definitiva soppressione dei relativi organi giurisdizionali e la rimessione delle rispettive competenze alla magistratura ordinaria, secondo lo schema, già noto all'ordinamento, delle sezioni specializzate per materia, a similitudine di quanto già fatto proprio dagli ordinamenti di diversi Paesi europei, quali Francia, Portogallo, Olanda e Ungheria.
Sulla scorta di tali valutazioni, è intendimento del dicastero seguire con ogni attenzione il dibattito parlamentare che verrà avviato sull'illustrato progetto di riforma costituzionale, al fine di apportare ogni contributo per introdurre i necessari temperamenti volti a tutelare comunque la specificità della condizione militare.
Sullo specifico argomento evidenzio, infine, che la traslazione al Ministero della difesa, ferme le competenze del Consiglio della magistratura militare, delle medesime attribuzioni riconosciute al Ministero della giustizia rispetto alla magistratura ordinaria, non si risolve in un vulnus dell'indipendenza e dell'autonomia della funzione giustiziale penale militare, ineludibilmente garantita, al pari di quella ordinaria, dalla esclusiva soggezione alla legge dei magistrati militari.
La Ministra della difesa: Roberta Pinotti.