• Testo INTERPELLANZA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.2/01012 il Gruppo Arcese spa, guidato da Eleuterio Arcese, con sede ad Arco (Trento) è una delle più grandi ditte dell'autotrasporto che opera in tutta Europa, con bacini di partnership economiche e...



Atto Camera

Interpellanza 2-01012presentato daZACCAGNINI Adrianotesto diMercoledì 17 giugno 2015, seduta n. 444

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere – premesso che:
il Gruppo Arcese spa, guidato da Eleuterio Arcese, con sede ad Arco (Trento) è una delle più grandi ditte dell'autotrasporto che opera in tutta Europa, con bacini di partnership economiche e succursali con paesi come: Russia, paesi Baltici, l'Ucraina ed anche la Cina, con le sedi di Guanzhou e Zhonhan;
di recente ha riconfermato l'accordo con la Ford fino al 2017 per i servizi logistici. Il Gruppo Arcese svolge questa enorme mole di lavoro con 4.000 dipendenti a livello globale, di cui 1.351 in Italia, 679 autisti e 332 impiegati. Eleuterio Arcese è anche Presidente di Anita, una delle associazioni di categoria aderente a Confindustria. Secondo i dati pubblicati sul sito internet istituzionale il gruppo Arcese è: tra i primi 10 operatori logistici in Italia; nonostante questa grandiosa esposizione mercantile, a partire dal gennaio 2009, così come riportato da più organi di stampa, Arcese ha avviato e continua a perseguire, un cammino di dismissione del personale, nelle sedi italiane, che attraverso l'utilizzo degli ammortizzatori, cassa integrazione e mobilità nell'arco di 5 anni ha comportato la drastica riduzione del personale addetto alla guida degli automezzi, a quel che risulta all'interrogante. In data 29 settembre 2014, il quotidiano on line Torino Today riportava la seguente notizia, dal titolo «Proteste autisti gruppo Arcese interporto Sito di Orbassano. A rischio decine di posti di lavoro: in protesta gli autisti dell'Arcese» nella quale si descriveva come: «Nel 2009 il gruppo contava 750 autisti, oggi molti meno. A rischio altri posti di lavoro nei piazzali di Rivalta, Corbetta e Rovereto. Mattinata movimentata all'interporto Sito di Orbassano. Una quarantina di autisti del gruppo Arcese ha protestato contro la decisione dei vertici aziendali di chiudere tre piazzali, in particolare quelli siti a Rivalta, Corbetta e Rovereto. Chiusura che comporterebbe la perdita di decine di posti di lavoro e 150 persone messe in mobilità. A rischiare maggiormente sono 75 lavoratori facente parte soprattutto del piazzale torinese, o alcuni che sono stati trasferiti nel milanese. Il gruppo Arcese nel 2009 contava quasi 730 autisti. Il numero si è decisamente ridotto da allora e i lavoratori non hanno mancato di sottolinearlo questa mattina durante l'assemblea sindacale. Tra le mancate promesse ci sarebbe anche l'immobilità dell'azienda negli ultimi quattro anni di cassa integrazione»;
a ciò che risulta all'interrogante il Gruppo Arcese è ricorso a strumenti quali la cassa integrazione e la mobilità, dal gennaio 2009 a tutto il 1o semestre 2015, che hanno prodotto la drastica riduzione del personale autisti, con l'intenzione di Arcese di licenziarne altri 73 entro luglio 2015. Già in data 24 febbraio 2012, il quotidiano on line Linkiesta con un articolo a firma di Andrea Moizzo dal titolo: «Arcese licenzia in Italia, assume in Romania e prende soldi pubblici» nel quale si specificava come: «A lanciare l'allarme sono i sindacati: Arcese, azienda trentina dell'autotrasporto, una delle più grandi in Italia, licenzia circa un quarto dei dipendenti italiani mentre usufruisce di aiuti pubblici e, soprattutto, mentre assume in Romania [...]» l'azienda ha specificato che in assenza di un accordo procederà comunque al licenziamento collettivo ai sensi della legge 223 del 1991 nei termini comunicati il 19 dicembre 2014». I sindacati, anche in relazione al recente potenziamento di Arcese verso altre nazioni, hanno accusato, anche a mezzo stampa, l'azienda di aver fornito «rassicurazioni vaghe» e di voler affidare il lavoro ad «autisti che provengono dall'Est Europa», dove il costo del lavoro è minore. Sotto accusa sarebbe «anche l'impiego in Italia di manodopera straniera attraverso agenzie interinali con sede nei paesi dell'Est, a cominciare dalla Romania dove tra l'altro è presente una importante sede del gruppo Arcese»;
la stessa azienda ha, inoltre, usufruito nel 2009 di sovvenzioni pubbliche pari a circa 18,6 milioni di euro erogati da Trentina Sviluppo attraverso «l'operazione lease back» a fronte del mantenimento dei livelli occupazionali. Inoltre l'azienda ha usufruito di contributi e benefìci pubblici e statali: per acquisto di mezzi pesanti di ultima generazione, decreto del Presidente della Repubblica 273/2007 – articolo 5, comma 7 del decreto-legge Milleproroghe – per rimborsi gasolio autotrazione, Agenzia entrate nota n. 31373/RU del 20 marzo 2015 – per iniziative di formazione-aggiornamento professionale del decreto-legge n. 281 del 1977 –:
se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti narrati e quali azioni intendano intraprendere, considerando che l'azienda lamentando costi di gestione e costi del lavoro troppo alti si è detta in difficoltà ed è ricorsa alla cassa integrazione prima ordinaria e poi straordinaria ed infine in deroga, e che alla cassa integrazione sono seguiti i licenziamenti dei camionisti;
quali controlli siano stati effettuati nei confronti degli autisti provenienti dai Paesi dell'Est, considerato non solo il costo del lavoro nettamente inferiore rispetto agli standard italiani;
se possano emergere fatti riconducibili alla fattispecie di «cabotaggio stradale», vietato dal regolamento CEE n. 311/25 ottobre 1993 «che vieta l'utilizzo di autisti esteri per il trasporto merci interne allo Stato»;
se un'impresa con sede nel nostro Paese, beneficiaria di fondi pubblici e di ammortizzatori statali, possa di fatto delocalizzare, in breve tempo, quasi tutta la manodopera relativa all'autotrasporto, utilizzando strumenti contrattuali atipici, pur in presenza di una pubblicizzata solidità aziendale, e che possa procedere con i tagli di altrettante unità di posti lavoro così come annunciata con altri 73 licenziamenti dal prossimo 22 luglio 2015, riducendo il personale dei camionisti da 111 a 73;
se i Ministri interrogati non reputino di dover svolgere tutte le opportune operazioni al fine di tutelare i posti di lavoro dell'organico Autisti-Gruppo Arcese.
(2-01012) «Zaccagnini».