• Testo RISOLUZIONE CONCLUSIVA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.8/00120 Risoluzione conclusiva 8-00120presentato daBRAGA Chiaratesto diMercoledì 17 giugno 2015 in Commissione VIII (Ambiente) 7-00690 Braga: Sulla strategia per l'adattamento ai...



Atto Camera

Risoluzione conclusiva 8-00120presentato daBRAGA Chiaratesto diMercoledì 17 giugno 2015 in Commissione VIII (Ambiente)

7-00690 Braga: Sulla strategia per l'adattamento ai cambiamenti climatici.

NUOVA FORMULAZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE

L'VIII Commissione,
premesso che:
le conseguenze del cambiamento climatico sono sempre più evidenti. Tangibili sono infatti gli effetti dell'aumento della temperatura atmosferica e del mare sugli ecosistemi e sulla nostra società, la modificazione del regime di precipitazioni, spesso copiosissime e in brevissimo tempo, l'innalzamento del livello medio marino assieme ad una spesso non corretta gestione del territorio;
per l'Italia, lo testimoniano anche le recenti gravi calamità occorse in varie regioni, i rischi minacciati dal cambiamento climatico sono altissimi e contemplano frane, flussi di fango e detriti, crolli di roccia e alluvioni lampo a causa di alterazioni del regime idrogeologico; riduzione della qualità e della disponibilità di acqua, siccità; erosione e desertificazione del terreno, perdita di biodiversità e aumento di incendi boschivi, inondazione ed erosione delle zone costiere, riduzione della produttività agricola.Tutto ciò con ripercussioni sulla salute, specialmente per i gruppi più vulnerabili della popolazione e con gravi danni per l'economia, come ad esempio, a discapito dell'agroalimentare, del turismo, della manifattura;
nel corso del 2014 il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare coinvolgendo la comunità scientifica nazionale, numerose istituzioni locali e nazionali, enti di ricerca, fondazioni, università, con il coordinamento del «Centro euro mediterraneo per i cambiamenti climatici», ha concluso il lavoro di redazione della strategia per l'adattamento ai cambiamenti climatici;
tale documento è stato oggetto di parere favorevole della Conferenza unificata nella seduta del 30 ottobre 2014, e si allinea alla strategia europea di adattamento ai cambiamenti climatici, fornendo una visione d'insieme su come aumentare la capacità di adattamento e di resilienza dei sistemi naturali, sociali ed economici del nostro Paese agli impatti dei cambiamenti climatici nei prossimi anni;
attualmente azioni di adattamento al cambiamento climatico sono state implementate in maniera disomogenea nel Paese: una regione, la Lombardia, e alcuni centri urbani, come Bologna, Ancona, Padova, hanno intrapreso un percorso autonomo adottando però strategie locali ed in assenza di coordinamento;
la Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici si pone quindi come il punto di partenza e il quadro di riferimento per una uniforme pianificazione climatica nel nostro Paese;

impegna il Governo:

in relazione a quanto suggerito in ambito comunitario ai Paesi membri dalla strategia europea di adattamento ai cambiamenti climatici e all'importanza che il tema dei cambiamenti climatici riveste oggi sullo scenario politico internazionale, anche in vista della COP21 di Parigi a dicembre, a dare piena attuazione, con i previsti strumenti normativi ed entro il 30 giugno 2015, alla strategia di adattamento ai cambiamenti climatici valutando anche l'opportunità di istituire una cabina di regia che coordini i dicasteri competenti affinché a partire dal 2016 siano messe in campo tutte le misure previste dal redigendo Piano nazionale per l'adattamento ai cambiamenti climatici, che dovrà:
a) implementare un quadro di azione comune all'interno del quale possano armonizzarsi le singole strategie regionali e locali;
b) individuare, nell'ambito dei 13 settori e degli 11 microsettori della strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, alcuni settori d'azione prioritari;
c) definire un percorso per l'attuazione di interventi a breve (entro il 2020) e a lungo termine mediante l'utilizzo di «adaptation pathway» (già usati con successo in altri Paesi europei) per i settori di azione prioritari, privilegiando gli interventi di tipo ecosistemico o «verde» e di governance o «soft» (come suggerito nella strategia europea di adattamento) sulla pianificazione e programmazione multisettoriale in Italia;
d) finanziare le azioni previste dal piano attraverso un'allocazione mirata dei Fondi strutturali europei del 2016 con lo scopo anche di sostenere il rilancio dell'economia e il rafforzamento strutturale della competitività delle imprese e dei territori nel nostro Paese, previa verifica della coerenza delle azioni con gli obiettivi di programmazione europea;
e) monitorare e valutare l'efficacia delle azioni intraprese anche mediante l'uso di indicatori al fine di evitare sprechi di risorse umane e finanziarie e coordinare una futura revisione tecnica della strategia nazionale di adattamento.
(8-00120) «Braga, Stella Bianchi, Borghi, Bratti, Carrescia, Dallai, Gadda, Ginoble, Tino Iannuzzi, Manfredi, Mariani, Mazzoli, Realacci, Zardini, Pellegrino».