• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/09527 a quasi due anni dal commissariamento di Banca delle Marche, avvenuto nell'ottobre 2013, continuano ad essere riportate, da diversi organi di stampa, indiscrezioni sulle possibili soluzioni per...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09527presentato daRICCIATTI Laratesto diGiovedì 18 giugno 2015, seduta n. 445

RICCIATTI e SCOTTO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:
a quasi due anni dal commissariamento di Banca delle Marche, avvenuto nell'ottobre 2013, continuano ad essere riportate, da diversi organi di stampa, indiscrezioni sulle possibili soluzioni per il salvataggio dell'istituto marchigiano;
il 2 marzo 2015 il quotidiano online La Repubblica riferisce di un probabile «piano B», ipotesi alternativa rispetto a quella seguita sino ad oggi per l'aumento di capitale, che i commissari starebbero considerando;
secondo quanto riporta l'articolo di stampa citato, il Credito Fondiario-Fonspa, che svolge un ruolo primario in questa fase di transizione per Banca delle Marche, è impegnato in un progetto che prevede la divisione dell'Istituto di credito in una «bad bank», nella quale far confluire i crediti problematici, stimati in circa 5,5-6 miliardi di euro e con il Fondo interbancario nel ruolo di garante; ed una «good bank» con 10 miliardi di crediti sani, che le consentirebbero di avere una posizione competitiva sul mercato italiano. Tuttavia affinché tale progetto sia realizzabile è necessario un aumento di capitale stimato in circa un miliardo di euro, «di cui 300 messi a disposizione dal Credito Fondiario (che ha già deliberato, a sua volta, un aumento di capitale) e altri 100 milioni che arriverebbero dal Fondo Interbancario. Quanto ai 600 milioni mancanti – riferisce ancora l'articolo de La Repubblica – Bankitalia preferirebbe che a sottoscriverli fosse un altro operatore bancario, anche perché il congelamento dell'istituto in questo anno e mezzo ha impedito investimenti sul fronte dell'innovazione»;
ad oggi, nonostante indiscrezioni su diverse manifestazioni di interesse da parte di altri gruppi bancari, nessuna di queste pare essere sufficientemente concreta, anche a seguito della riforma sulle banche popolari, che impone la trasformazione in società per azioni delle banche più grandi, e che dovrebbe orientare il mercato verso una aggregazione degli istituti di credito; tra le varie ipotesi sarebbe allo studio quella di un possibile interesse del Banco Popolare attraverso la Fondazione Cariverona, e in aggiunta, ma anche come ipotesi alternativa, la partecipazione di alcuni fondi internazionali, tra i quali è stato segnalato un interesse degli statunitensi Beauport Financial ed Elliott (Il Resto del Carlino, 25 marzo 2015, La Repubblica.it Affari&Finanza, 2 marzo 2015);
ad incombere sulla delicata situazione dell'istituto bancario vi sono limiti temporali stringenti, costituiti dal termine del commissariamento – non più prorogabile – previsto per ottobre del corrente anno, e dall'introduzione del nuovo sistema di regole e procedure di fonte comunitaria, da applicarsi in caso di dissesto di banche di grandi dimensioni per evitare contagi sistemici (Bank Recovery and Resolution Directive). L'Italia, al pari di diversi altri Stati europei, è attualmente inadempiente nel recepire la direttiva, ma il Ministero interrogato ha assicurato che l’iter per l'approvazione di un decreto legislativo è stato avviato (Il Sole 24 Ore.it, 29 maggio 2015);
sul fronte delle responsabilità della precedente gestione della Banca, che ha portato all'attuale situazione di dissesto, infine, si segnalano il recente provvedimento della Consob, che ha accertato le violazioni e quantificato le sanzioni amministrative a carico di 16 ex vertici di Banca Marche, «per carenze informative nel prospetto dell'aumento di capitale 2012; che portò all'emissione di circa 212 milioni di nuove azioni al prezzo di 0,85 euro, per un controvalore complessivo di 180 milioni di euro» (Ansa, 9 giugno 2015); e la proroga delle indagini concessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ancona sino ad ottobre 2015 e l'apertura di un fascicolo da parte della procura della Repubblica di Roma su possibili reati istituzionali, a seguito di segnalazioni pervenute da parte di Banca d'Italia e Consob (Cronache Maceratesi.it, 22 maggio 2015) –:
di quali elementi disponga il Governo in relazione alla vicenda di cui in premessa e quali iniziative intenda adottare, per quanto di competenza, per agevolare una rapida soluzione del dossier Banca delle Marche tenuto conto dei risvolti occupazionali considerato anche il rilevante ruolo svolto dall'Istituto per l'economia e per il risparmio della regione Marche. (4-09527)