• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/00661 BULGARELLI, CAMPANELLA, MONTEVECCHI, CASTALDI, MOLINARI - Ai Ministri della giustizia e dell'economia e delle finanze - Premesso che: risulta agli interroganti che molte famiglie,...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-00661 presentata da ELISA BULGARELLI
lunedì 29 luglio 2013, seduta n.081

BULGARELLI, CAMPANELLA, MONTEVECCHI, CASTALDI, MOLINARI - Ai Ministri della giustizia e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

risulta agli interroganti che molte famiglie, soprattutto residenti in Emilia-Romagna, perdono la propria abitazione, pur avendo pagato fior di anticipi a cantiere aperto, restando poi senza nulla in mano a causa del fallimento delle ditte edili, spesso e volentieri per pratiche scorrette delle stesse;

nei tribunali giacciono numerosissime cause fallimentari, nella maggior parte dei casi con le stesse famiglie che cercano di riacquistare la casa che già avevano pagato;

secondo l'Assocond-Conafi, "A partire dal 2006, anno di entrata in vigore dell'obbligo di fideiussione a garanzia degli anticipi dati alle imprese da parte degli acquirenti, le famiglie coinvolte negli 8000 fallimenti nel settore dell'edilizia residenziale sono 77.000. Il danno accusato ammonta a circa 2 miliardi di euro. Questo grazie alla disapplicazione della normativa vigente pari al 70 per cento delle nuove costruzioni. La mancanza di un adeguato impianto sanzionatorio favorisce l'elusione della legge e il pesante coinvolgimento nelle crisi aziendali di migliaia di famiglie, coinvolgimento che la corretta applicazione della legge eviterebbe";

ad oggi, l'unico strumento legislativo che dovrebbe tutelare queste famiglie, anche in maniera retroattiva, è il decreto legislativo n. 122 del 2005, il quale prevede una tutela per chi acquista una casa in costruzione, sotto forma di precise regole per le ditte edili, regole che prevedono: fideiussione: l'impresa deve rilasciare ai promissari acquirenti una fideiussione pari agli importi incassati; assicurazione: il costruttore deve curare gli immobili contro vizi e difetti (polizza postuma decennale); contratto preliminare: il contratto preliminare di vendita deve contenere gli estremi della fideiussione ad escussione immediata; garante: il soggetto garante della fideiussione deve essere iscritto all'elenco di cui agli art. 106 e 107 del testo unico bancario di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993, e successive modificazioni;

considerato che:

purtroppo, come già ricordato, le rilevazioni circa l'effettiva attuazione della normativa vigente sul territorio nazionale, effettuate da Consap e da "Scenari immobiliari" (istituto indipendente di studi e di ricerche che analizza i mercati immobiliari e in generale, l'economia del territorio in Italia e in Europa) hanno evidenziato come l'applicazione della disposizione sul rilascio delle garanzie fideiussorie (rilascio all'atto degli acconti) è rispettata soltanto nel 30 per cento delle nuove costruzioni, media registrata su base nazionale;

attraverso il prelievo del 5 per mille sulle fideiussioni che obbligatoriamente i costruttori devono fornire a garanzia degli anticipi versati dall'acquirente, si alimenta un fondo (a costo zero per lo Stato) di solidarietà per le vittime dei fallimenti gestito da Consap, Concessionaria ministeriale dei servizi assicurativi pubblici. Dal momento che le ditte adempienti sono una percentuale molto bassa (30 per cento), tale fondo ammonta oggi a 65 milioni di euro, cifra assolutamente inadeguata a coprire i fallimenti in essere;

proprio in queste ultime settimane, la Consap ha iniziato ad erogare la prima parte dei risarcimenti previsti alle vittime dei fallimenti immobiliari, ma questi ammontano solo a poco più del 7 per cento dell'ammontare dei risarcimenti richiesti;

il mancato rilascio della fideiussione comporta che i cittadini che hanno versato acconti per l'acquisto di una casa, in caso di procedura fallimentare dell'impresa costruttrice, risultino totalmente privi di tutela e non possano utilizzare alcun rimedio; i loro risparmi per l'acquisto, spesso della prima casa, vanno irrimediabilmente perduti;

rilevato altresì che:

grazie alle modifiche apportate al decreto legislativo n.122 del 2005 attraverso l'articolo 18-bis del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 31 del 2008, è stato istituito, presso il Ministero dell'economia e delle finanze, il Fondo di solidarietà per gli acquirenti di beni immobili da costruire, al fine di assicurare un indennizzo, nell'ambito delle risorse del medesimo Fondo, agli acquirenti che, a seguito dell'assoggettamento del costruttore a procedure implicanti una situazione di crisi, hanno subito la perdita di somme di denaro o di altri beni e non hanno conseguito il diritto di proprietà o altro diritto reale di godimento su immobili oggetto di accordo negoziale con il costruttore ovvero l'assegnazione in proprietà o l'acquisto della titolarità di un diritto reale di godimento su immobili da costruire per iniziativa di una cooperativa;

con decreto ministeriale 8 marzo 2013 adottato dal Ministro della giustizia, sono state definite le aree territoriali e le corrispondenti sezioni autonome del Fondo di solidarietà per gli acquirenti di beni immobili da costruire, ai sensi dell'articolo 16 del decreto legislativo 20 giugno 2005, n. 122. Ai sensi dell'art. 2, il Fondo si articola in due sezioni autonome denominate «Sezione 1» e «Sezione 2». Alla Sezione 1 corrisponde l'area territoriale composta dalle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, Valle d'Aosta. Alla Sezione 2 corrisponde l'area territoriale composta dalle seguenti regioni: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Marche, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino-Alto Adige, Umbria, Veneto;

sono stati definiti altresì ulteriori criteri per la gestione del Fondo citato a 6 anni di distanza dalla sua istituzione,

si chiede di sapere:

quanti siano ad oggi, sul territorio nazionale, ed in particolare in Emilia-Romagna, i fallimenti immobiliari e le aste giudiziarie in essere;

se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno attivarsi con azioni di competenza al fine di istituire o promuovere una mappatura delle aziende edili che ottemperino agli obblighi imposti dal decreto legislativo n. 122 del 2005;

se non ritengano opportuno prevedere la possibilità che le Regioni interessate si facciano garanti nei confronti di quei cittadini e famiglie che sono vittime di fallimenti immobiliari, o forniscano loro strumenti (ad esempio di assistenza legale) utili per fare valere i loro diritti;

se non ritengano opportuno istituire un registro dei fallimenti immobiliari aggiornato, allo scopo di monitorare quante aziende del territorio operino seriamente applicando la legge e quante risultino al contrario inadempienti;

se non ritengano opportuno verificare il comportamento delle associazioni di categoria edili nei confronti delle imprese che non applicano la normativa;

quale sia l'effettivo stato di attuazione del decreto ministeriale 8 marzo 2013, con particolare riferimento ai pagamenti degli indennizzi a norma dell'articolo 8 del decreto del Ministro della giustizia 2 febbraio 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 10 febbraio 2006, n. 34, adottato ai sensi dell'articolo 18, comma 6, del decreto legislativo n. 122 del 2005.

(4-00661)