• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
S.2/00286 LO GIUDICE, FASIOLO, AMATI, ALBANO, BIGNAMI, BOCCHINO, BROGLIA, CAPACCHIONE, CARDINALI, CHITI, CIRINNA', D'ADDA, DALLA ZUANNA, FABBRI, Elena FERRARA, FORNARO, GATTI, GIACOBBE, GUERRA, LO...



Atto Senato

Interpellanza 2-00286 presentata da SERGIO LO GIUDICE
mercoledì 24 giugno 2015, seduta n.472

LO GIUDICE, FASIOLO, AMATI, ALBANO, BIGNAMI, BOCCHINO, BROGLIA, CAPACCHIONE, CARDINALI, CHITI, CIRINNA', D'ADDA, DALLA ZUANNA, FABBRI, Elena FERRARA, FORNARO, GATTI, GIACOBBE, GUERRA, LO MORO, MANCONI, MIGLIAVACCA, MINEO, ORELLANA, PALERMO, PEGORER, PEZZOPANE, PUPPATO, RICCHIUTI, SIMEONI, SOLLO, SPILABOTTE, VACCARI, ZANONI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

il 31 marzo 2010 il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa ha varato la raccomandazione CM/Rec(2010)5 agli Stati membri sulle misure dirette a combattere la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale o l'identità di genere;

la raccomandazione contiene una parte relativa all'istruzione, che recita, al punto 31: «Tenendo nel debito conto l'interesse superiore del fanciullo, gli Stati membri dovrebbero adottare le misure legislative o di altro tipo appropriate, destinate al personale insegnante e agli allievi, al fine di garantire l'effettivo godimento del diritto all'istruzione, senza discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere; ciò comprende in particolare il rispetto del diritto dei bambini e dei giovani all'educazione in un ambiente scolastico sicuro, al riparo dalla violenza, dalle angherie, dall'esclusione sociale o da altre forme di trattamenti discriminatori e degradanti legati all'orientamento sessuale o all'identità di genere», e, al punto 32: «Tenendo nel debito conto l'interesse superiore del fanciullo, dovrebbero a tale scopo essere adottate misure appropriate a ogni livello per promuovere la tolleranza e il mutuo rispetto a scuola, a prescindere dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere. Tali misure dovrebbero comprendere la comunicazione di informazioni oggettive sull'orientamento sessuale e l'identità di genere, per esempio nei programmi scolastici e nel materiale didattico, nonché la fornitura agli alunni e agli studenti delle informazioni, della protezione e del sostegno necessari per consentire loro di vivere secondo il proprio orientamento sessuale e la propria identità di genere. Gli Stati membri potrebbero inoltre predisporre e attuare politiche scolastiche e piani d'azione per promuovere l'uguaglianza e la sicurezza e garantire l'accesso a formazioni adeguate o a supporti e strumenti pedagogici appropriati per combattere la discriminazione»;

a seguito di tale raccomandazione, il Consiglio d'Europa ha varato il programma "Combattere le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere";

la direttiva generale per l'azione amministrativa e la gestione del dipartimento per le pari opportunità - anno 2013, firmata dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali con delega alle pari opportunità il 16 aprile 2013 prevede l'assegnazione dell'obiettivo operativo "Programma di prevenzione e contrasto alle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere e promozione dell'inclusione sociale delle persone LGBT" all'UNAR, Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, ai sensi dell'art. 29 della legge comunitaria 1° marzo 2002, n. 39, istituito presso il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri;

di tale programma fa parte la "Strategia nazionale per la prevenzione ed il contrasto delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere", detta anche strategia LGBT, approvata formalmente con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 16 aprile 2013;

la governance della strategia prevede l'attivazione di un gruppo nazionale di lavoro LGBT, comprendente le associazioni operanti nell'ambito dei diritti delle persone LGBT, istituito con decreto direttoriale del 20 novembre 2012, un tavolo di coordinamento interistituzionale e un tavolo di confronto con le parti sociali;

il 19 dicembre 2012 è stato siglato un protocollo di intesa tra il Dipartimento per le pari opportunità e il Comune di Torino, in qualità di segreteria nazionale della rete "READY - Rete nazionale delle Pubbliche Amministrazioni contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere", per la promozione di alcune attività volte all'attuazione della strategia nazionale;

fra gli ambiti della strategia, accanto a lavoro, sicurezza e carceri, comunicazione e media, è previsto un asse "educazione e istruzione" che prevede i seguenti obiettivi operativi: ampliare le conoscenze e le competenze di tutti gli attori della comunità scolastica sulle tematiche LGBT; prevenire e contrastare il fenomeno dell'intolleranza e della violenza legate all'orientamento sessuale o all'identità di genere; garantire un ambiente scolastico sicuro e friendly, al riparo dalla violenza, dalle angherie, dall'esclusione sociale o da altre forme di trattamenti discriminatori e degradanti legati all'orientamento sessuale o all'identità di genere; conoscere le dimensioni e le ricadute del bullismo nelle scuole, a livello nazionale e territoriale, con particolare riferimento al carattere omofobico e transfobico, mediante una rilevazione e raccolta sistematica dei dati; favorire l'empowerment delle persone LGBT nelle scuole, sia tra gli insegnanti che tra gli alunni; contrastare e prevenire l'isolamento, il disagio sociale, l'insuccesso e la dispersione scolastica dei giovani LGBT; contribuire alla conoscenza delle nuove realtà familiari e superare il pregiudizio legato all'orientamento affettivo dei genitori per evitare discriminazioni nei confronti dei figli di genitori omosessuali;

considerato che, a quanto risulta agli interpellanti:

il 4 giugno del 2015 si è tenuto presso una sede della Presidenza del Consiglio dei ministri un incontro sull'asse educazione della strategia LGBT organizzato da UNAR e RE.A.DY e tale incontro ha segnato la fase di chiusura e di valutazione delle azioni svolte;

nel corso dell'incontro è spiccata l'assenza del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, che in collaborazione con UNAR e RE.A.DY avrebbe dovuto implementare le misure dell'asse educazione della strategia nazionale LGBT;

in quell'incontro sarebbe emerso che il Ministero dell'istruzione non avrebbe intenzione di proseguire le azioni della strategia LGBT programmate;

in particolare, sarebbe sospesa la prevista azione di formazione delle figure locali del Ministero sul tema del contrasto all'omofobia e alla transfobia, sostituita da un generico intervento contro tutte le forme di discriminazione, peraltro non ancora definito, senza affrontare in modo specifico le questioni relative alla prevenzione e al contrasto dell'omofobia a scuola;

delle misure previste dall'asse istruzione solo l'organizzazione di un corso di formazione per le figure apicali è stato parzialmente attuato, senza il previsto coinvolgimento delle associazioni che si occupano di contrasto alle discriminazioni omofobiche e dopo una lunga sospensione dell'iniziativa durata da marzo a novembre 2014;

il 4 giugno, per l'occasione, era stato programmato il lancio del "portale LGBT", una piattaforma web per la sensibilizzazione e l'approfondimento delle tematiche LGBT, parte integrante dell'asse comunicazione della strategia nazionale;

considerato altresì che, a quanto risulta agli interpellanti:

in data 17 giugno 2015 la professoressa A.M.A., dirigente scolastica dell'istituto comprensivo "Via P. A. Micheli" di Roma avrebbe diramato, su carta intestata dell'Ufficio scolastico regionale per il Lazio, una circolare rivolta ai genitori degli alunni contenente «un invito ad informarsi» su una fantomatica "teoria gender";

la circolare criticherebbe l'approvazione da parte della Camera dei deputati di un emendamento che prevede nel disegno di legge sulla scuola l'introduzione di interventi contro le discriminazioni e per la parità di genere legandole a farneticanti obiettivi fra cui l'educazione alla masturbazione per bambini fino a 4 anni, con l'evidente obiettivo di creare un allarme fra i genitori fondato su informazioni false;

nella lettera si riportano testualmente i contenuti dei materiali di propaganda prodotti per una manifestazione prevista per la data del 20 giugno 2015, 3 giorni dopo la pubblicazione della circolare e organizzata da una rete di associazioni contro l'approvazione di alcuni disegni di legge all'attenzione del Parlamento;

la circolare si conclude indirizzando le famiglie al sito internet "difendiamoinostrifigli", pagina ufficiale della manifestazione citata;

a giudizio degli interpellanti il gesto della dirigente scolastica rappresenta un atteggiamento fortemente distorsivo del principio di indipendenza della scuola dalle convinzioni politiche, religiose e filosofiche dei loro operatori,

si chiede di sapere:

se corrisponda al vero quanto riportato in premessa circa la decisione del Ministero dell'istruzione di non implementare l'asse educazione e istruzione della strategia LGBT;

se al Governo risulti in cosa consistano e come siano strutturate le azioni di prevenzione e contrasto alle discriminazioni previste dal Ministero;

se risulti il motivo per il quale il portale LGBT, nonostante sia tecnicamente ultimato e pronto alla pubblicazione da diverse settimane, non sia stato ancora reso accessibile on line;

se, relativamente ai fatti accaduti all'istituto "Via P.A. Micheli" di Roma, il Ministro dell'istruzione non rilevi un abuso del proprio ruolo da parte della dirigente scolastica e se non ritenga opportuno disporre un'immediata ispezione ministeriale per approfondire la vicenda al fine di assumere i necessari provvedimenti disciplinari.

(2-00286 p. a.)