• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.5/05894 il viadotto di Calciano è situato sulla strada statale n. 407 della Basentana. È una infrastruttura di strategica importanza per il trasporto viario della Basilicata che unisce di fatto le due...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-05894presentato daLIUZZI Mirellatesto diGiovedì 25 giugno 2015, seduta n. 450

LIUZZI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti . — Per sapere – premesso che:
il viadotto di Calciano è situato sulla strada statale n. 407 della Basentana. È una infrastruttura di strategica importanza per il trasporto viario della Basilicata che unisce di fatto le due province della regione: quella materana e quella potentina;
nel 1989 per la messa in sicurezza del fiume Basento sono stati spesi 113 miliardi di lire (Fondi FIO C. degli anni ’86-’90) stanziati dal CIPE (interventi di sistemazione idraulica e ripristino dell'officiosità dei corsi d'acqua) solo per la parte che riguarda la zona di Bernalda (MT);
la stabilità dell'infrastruttura di cui sopra risulta da tempo fortemente indebolita nonostante gli ingenti finanziamenti pubblici stanziati per la messa in sicurezza del ponte che attraversa il fiume Basento. A detta della interrogante ciò dimostra come i fondi pubblici anche se consistenti, non sempre vengono spesi in modo corretto per superficialità, approssimazione o mancanza di competenza adeguata degli amministratori locali;
i lavori per la messa in sicurezza del viadotto di Calciano cominciarono nel 1985 quando fu realizzata la prima briglia: un'opera definita di ingegneria naturalistica posta trasversalmente rispetto al letto del fiume, per poter frenare il trasporto di materiale solido sul fondale dello stesso fiume. Questa prima briglia si mostrò subito inadeguata. Negli anni che seguirono, dopo aver riempito di materiale il tratto a monte della briglia, la corrente del fiume deviò provocando un solco nel letto dello stesso fiume, scalzò il plinto di una pila del viadotto e ne scoprì i pali;
nel 2013 il prefetto di Matera Luigi Pizzi, convocò un vertice per fare il punto sulla stabilità dell'infrastruttura. Intorno al tavolo della prefettura, c'erano la regione, l'Anas, l'autorità di bacino ed i comandanti di polstrada, forestale e vigili del fuoco. Il prefetto di Matera dichiarò che si era occupato di garantire la sicurezza degli automobilisti sul Viadotto, interessando la regione affinché facesse un sopralluogo congiunto, svoltosi successivamente senza la presenza del prefetto. Durante il tavolo tecnico il dipartimento infrastrutture della regione, rappresentato dall'ingegner Cerverizzo, precisò che le opere di consolidamento e messa in sicurezza del viadotto, erano di competenza dell'Anas, anche se «la Regione» – per sua stessa ammissione – «svolge un ruolo di coordinamento, verifica e controllo». Del sopralluogo fatto non vi è, incredibilmente, alcuna traccia di verbale, perché la regione sostiene di non essere competente sul caso. Sempre durante il tavolo tecnico, l'Anas dal canto suo, attraverso il suo capo compartimento, l'ingegner Caporaso, evidenziò che le proprie competenze si intrecciavano con quelle di altri enti, in particolare con l'autorità di bacino dato che il viadotto poggia sul letto del fiume Basento. L'ingegner Caporaso dell'Anas accennò ad interventi di «protezione attiva», nella pratica la realizzazione di un'altra briglia a valle del viadotto, per mitigare l'azione erosiva del fiume, un progetto da portare avanti con l'Autorità di bacino e dal costo di circa 3,5 milioni di euro, come fonti di stampa hanno riportato;
ciò che è emerso da quel tavolo tecnico è un quadro desolante, con un sopralluogo senza verbale, rimpalli di responsabilità tra regione, Anas e autorità di bacino e un messaggio finale rincuorante, così come emerso dai titoli comparsi sui giornali a fine luglio 2013: «Il Viadotto di Calciano non deve fare paura»;
la briglia realizzata e ultimata nel dicembre 2014, si estende per circa 100 metri, a fronte delle prime 6 campate, lasciando però scoperte le altre otto campate della restante parte del viadotto (250 metri), sotto le quali la corrente del fiume può divagare senza freni;
nel 2015 l'ANAS ha fatto costruire una seconda briglia anch'essa parziale e nello stesso modo della precedente;
venerdì 12 giugno 2015 l'interrogante insieme al consigliere regionale del M5S Gianni Leggieri, ha effettuato un sopralluogo per ricostruire l'intera storia del viadotto di Calciano 1 e 2 con la presenza del geometra tricaricese Nicola Bonelli, che ha mostrato le precarie condizioni dell'importante infrastruttura di trasporto lucana;
l'interrogante fa notare che già nel marzo 2011 e dopo una piena, la corrente del fiume traslò, causando lo scalzamento delle 4 pile che sostengono la campata centrale delle due carreggiate;
il fiume Basento, il cui alveo è sovralluvionato, scorre su un materasso alluvionale facilmente erodibile in profondità. Non è incassato e ne consegue che la corrente può traslare su tutta la pianura fluviale. Di fronte a questo fenomeno erosivo divagante, a detta del tecnico Bonelli, non bastano briglie parziali, ma occorrono 2 briglie totali della stessa lunghezza dei viadotti (500 metri per Calciano 1 e 350 metri per Calciano 2) –:
se il Governo intenda intervenire, per quanto di competenza, per la messa in sicurezza del viadotto, quale fondamentale arteria viaria di comunicazione per la regione Basilicata;
se si intenda verificare che la progettazione delle briglie dell'area di cui in premessa sia avvenuta nella piena competenza in materia di idraulica e morfodinamica fluviale e se si intenda preservare l'area con l'installazione di un numero maggiore di briglie come proposto in premessa;
se il Governo intenda promuovere un incontro tecnico tra ANAS, autorità di bacino ed enti locali al fine di individuare soluzioni definitive per la stabilità e totale messa in sicurezza del viadotto Calciano e per contrastare il dissesto idrogeologico fluviale lucano. (5-05894)